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Filosofia dell’anima – L’immane battaglia di Imane (E le domande mai fatte dalla Stampa italiana. Ministro Bonafede si attivi!)

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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Fonte immagine Adnkronos.it

La straordinaria storia di vita di Imane Fadil – la giovane marocchina coinvolta nel Caso Ruby e forse morta in seguito ad avvelenamento in ospedale – mi ha colpito così tanto che questa ragazza me la sono pure sognata. Era felice. Speriamo che sia davvero così e il momento onirico non sia solo frutto della mia fantasia eccitata.

Certo è che la sua storia si sta facendo didattica e mirabile ogni istante che passa. Peraltro, se non fossimo tra gli Stati canaglia quando si tratta di libertà di Stampa (vedi i rapporti RSF e Freedomhouse), qualcuno di questi mirabili cronisti che si affannano a discutere la sua vicenda avrebbe già titolato a chiare lettere: come è possibile che una ragazza così giovane muoia in quel modo in un ospedale italiano? Perché i vertici dell’ospedale non sono stati chiamati a risponderne? Chi ha avvicinato Imane durante l’ultimo mese in cui era ricoverata? Perché il ministro Bonafede, data la gravità del caso, non interviene direttamente dal Ministero affinché si faccia giustizia? Non dovrebbe essere dovere dello Stato proteggere soprattutto il destino degli “ultimi”? Di coloro che non hanno santi in paradiso?

Giustizia?! Nell’Italia post-guerra dei vent’anni? Nell’Italia del fatta la legge trovato lo scandalo? Sarebbe più facile portare un gruppo di cammelli ad attraversare la cruna dell’ago… di corsa. Ma in realtà è anche per questi motivi che la storia di Imane si fa didattica, come sempre accade quando abbiamo un piccolo Davide che combatte la sua (immane?) battaglia contro Golia. C’è insomma un che di commovente in questa esperienza di vita, un insegnamento di tipo ontologico che si intuisce nutrito della potenza della sorgente-delle-cose. Io amo questi percorsi, li anelo quasi, mentre gli spiriti così forti da riuscire a viverli hanno la mia ammirazione incondizionata. Imperitura. Queste anime sono quelle verso cui mi sento naturalmente vicina, verso cui tendo in nome di una legge di attrazione universale impossibile da imbrogliare.

Non ho dubbi, inoltre, che il fantasma didattico di Imane sarà pure uno dei fantasmi che infesterà qualsiasi spirito che a qualsiasi titolo abbia “costretto” la sua vita; l’abbia costretta a vivere in condizioni misere, accanto all’urina dei ratti, si legge; l’abbia costretta a trascorrere giorni di paura, di frustrazione, di immenso dolore.

Quel dolore per Imane adesso è finito però, per i suoi aguzzini deve ancora cominciare. Arriverà!

Rina Brundu