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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 9. Breaking News

Sull’emergenza informazionale in Italia. Se neanche il “Fatto” racconta ciò che sta accadendo sul vero giornale italiano: la pagina Facebook di Salvini. E su una intera nazione in rivolta.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

giornaleI commenti sull’ultimo post sono ormai più di 40.000, i likes sulla pagina sono quasi 3.500.000 e aumentano a vista d’occhio, dando quasi l’impressione di una intera nazione in rivolta.

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Naturalmente è difficile, davanti al Caso Sea Watch, con una nave olandese carica di profughi e una ong tedesca che ritengono di gestire i porti italiani come meglio credono, nonché davanti a una magistratura che apparentemente si è sostituita alla leadership politica votata dai cittadini, non sostenere questa campagna di Salvini. Inoltre, diventa quasi impossibile non schierarsi con il leader della Lega, quando leggiamo dei vassalli intellettuali del renzismo che fanno pseudo-cultura contro di lui, così come diventa compito immane non mettere un like sulla sua pagina quando leggiamo i titoloni del Corriere e di Repubblica che straparlano contro, a prescindere… ciononostante continua a impressionare anche il gap che si va formando tra una più vasta comunità di cittadini liberi, raziocinanti, e le conventicole redazionali sovvenzionate da alcuni editori per azionare i loro interessi politici nel background.

salvini3Così, mentre i giornalini italiani sono impegnati a fare ciò che sanno fare meglio, ovvero confezionare fake-news a danno dei loro avversari, a colpire davvero l’immaginazione è il tono dei commenti sulla pagina di Salvini. Inutile dire che la sola idea di trasformare l’Italia in una dittatura giudiziaria, come sembrerebbe essere diventata leggendo alcune informative Ansa, sta armando queste persone di una straordinaria coscienza civile e politica: alcuni si dicono disposti a tutti pur di proteggere il loro leader, altri chiedono di scendere in piazza, altri ancora invitano a una resistenza civile e politica senza soluzione di continuità.

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Raramente si era visto nel nostro Paese un leader tanto amato e questo è un fatto che, se uno dei maggiori problemi dell’Italia non fosse appunto la mancanza di una Stampa libera, andrebbe studiato, analizzato, valutato anche alla luce del cambiamento culturale epocale che sta determinando.

Per fare ciò però serviranno anni, forse decadi, come sempre avviene quando una rivoluzione civile, politica è in corso. Tuttavia, se il premio sarà uscire dal mostro politico e istituzionale, burocratico, che abbiamo creato negli ultimi 50 anni, bene così: forza Salvini, non ti voto, ma ti sostengo!

Rina Brundu

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