Advertisements
PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 9. Breaking News

Il quasi-filosofo Vito Mancuso e la “peculiarità degli uomini”.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

einstein.jpg

A parte il sito fisicamente.net del mirabile prof. Renzetti, non frequento altri siti. Qualche notizia italiana la colgo su “Il Fatto Quotidiano”, e qualche volta scorro Dagospia anche se ormai sono mesi che mi interrogo sul perché lo faccia dato che se la filosofia di vita che incensa quel sito fosse la mia, mi sarei già sparata da tempo. Perché bisognerebbe vivere infatti? Per vedere culi e tette? Per “ammirare” le opinabili gesta di personaggi terzomondisti che propongono un universo che si vergogna di sé, di loro?

Così, qualche volta, quando ho tempo, mi costringo a muovere oltre e francamente in Italia l’unico altro sito che si può frequentare senza vergognarci di noi è il sito del quasi-filosofo Vito Mancuso. Quel sito non è certo fisicamente.net, e quell’aforisma in cima, in mezzo alla pagina, è davvero poco per una mente capace di investigare, ma Vito Mancuso resta uno dei pochi connazionali moderni in cui si può certamente ravvisare il dono dell’intelligenza. Mancuso non è neppure restio a dare il suo parere su tutto e questo è certamente un dono in una età in cui la furbizia la vince in ogni luogo, così come l’idea che è meglio non “dire troppo” per non compromettersi, sic!

È stato in questo modo, cioè visitando il suo sito, che ho letto questo scambio tra un intervistatore (non so chi sia e non è importante) e il quasi-filosofo: (odio il termine teologo che si pone in posizione ossimorica rispetto alla terminologia filosofica):

Intelligenza artificiale, big data, privacy: lei collega tutto ciò alla libertà dell’uomo. Perché?

«Io penso che la peculiarità degli uomini consista in quell’energia indisciplinata, potenzialmente creativa e distruttiva, che è la libertà. Tre elementi la rendono matura: la consapevolezza, cioè il sapere della mente; la creatività, cioè l’azione; la responsabilità, cioè la capacità operativa dell’uomo che tiene conto dei sistemi di cui fa parte, introducendo energia positiva. La tecnologia sarà tanto più da valutare positivamente quanto più promuoverà consapevolezza, creatività e responsabilità» …

Uhm…. “Io penso che la peculiarità degli uomini consista in quell’energia indisciplinata, potenzialmente creativa e distruttiva, che è la libertà.”. La frase è bella ma illogica a mio avviso, specialmente quando viene messa in relazione a concetti come “Intelligenza artificiale, big data”, ovvero a tutto ciò che si fa espressione plastica di controllo di quella ideale libertà. Non so neppure se sia corretto dire che la “peculiarità degli  uomini” consista nel farsi depositari di un’energia “indisciplinata” dato che questa è una caratteristica che pertiene anche agli spiriti degli altri-Esseri, si vedano i leoni nella giungla, anche la loro non è forse una tipologia di energia indisciplinata?

Semmai, la differenza è che nel caso degli uomini l’energia è “disciplinata” da una capacità di cogitazione e razionalizzazione non presente negli altri Esseri, almeno non al livello in cui è presente negli esseri umani. Mancuso parla anche di “libertà” negli “uomini”… Se fossi stata al posto del suo intervistatore la domanda sarebbe stata d’obbligo essendo l’intervistato un quasi-filosofo: “Cosa le fa pensare che gli uomini vivano “libertà” e invece non esistano seguendo schemi già fissati da chi per loro, o da loro stessi, dalle dinamiche del loro destino?”.

Sulla questione della “consapevolezza” non me la sento di dirimere troppo salvo far notare che l’inciso “cioè il sapere della mente” è criptico, non ha valore equazionale assoluto. Il successivo statement “la responsabilità, cioè la capacità operativa dell’uomo che tiene conto dei sistemi di cui fa parte, introducendo energia positiva” è anche questo un elemento molto discutibile, opinabile, dato che in natura non esiste un concetto di “responsabilità”, dunque non esiste nell’essere umano. Anche i criminali nazionalsocialisti sentivano responsabilità rispetto al loro “ruolo”, e per viverlo “al meglio” si davano molto da fare, ma di sicuro nel fare ciò non stavano introducendo “energia positiva” nel mondo, nei loro universi di riferimento, come credo ne converrebbe lo stesso Mancuso.

In ultimo, l’affermazione “La tecnologia sarà tanto più da valutare positivamente quanto più promuoverà consapevolezza, creatività e responsabilità» … è uno scadere nel ragionamento da tric-e-trac (Machiavelli divideva il suo tempo, da un punto di vista cogitativamente qualitativo – in tempo dedicato allo studio e in tempo dedicato al gioco del tric-e-trac), una questione che di nuovo mi dà ragione nella mia idea che i siti che dovremmo frequentare per acculturarci e imparare a cogitare meglio sono davvero pochi, Rosebud e Fisicamente.net inclusi tra i papabili, s’intende!

Rina Brundu

 

Advertisements