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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Il vizietto di Thriller Magazine (Delos Books?) per il Tag Rina Brundu. E altre info.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

Uk1uk2Come sappiamo sono tempi molto occupati per tutti e dover essere costretti a perdere minuti preziosi per fare le sottostanti smentite è abbastanza noioso. Tuttavia debbo farlo anche per ringraziare chi si è gentilmente attivato, e preoccupato per me….

Come sanno bene molti di coloro che mi seguono da tanto tempo, io ho avuto una vita precedente come scrittrice di gialli (non noir ma a enigma), hobby che poi portò alla creazione di una  revisione delle regole del giallo di S. S. Van Dine, che peraltro ebbe molto successo. Le regole furono tradotte in inglese, in spagnolo, me le ritrovai tradotte addirittura in russo senza avere mai potuto ringraziare l’autore della traduzione perché non lo conosco… Ma soprattutto le regole furono pubblicate su CADS UK una delle riviste cartacee cult per i giallisti di tutto il mondo (a questo proposito dato che siamo in un periodo in cui tanti vengono su Rosebud per “Argento vivo”, faccio un piccolo regalo pubblicando due screenshots da quella pubblicazione che mi è ancora molto cara). Di fatto stiamo parlando di una rivista dove hanno scritto i maggiori giallisti del mondo e, per quanto ne so, io sono stata l’unica italiana moderna ad essere stata pubblicata lì. Così mi hanno confermato anche dati grandi esperti di gialli che frequentavo a quel tempo (e che comunque non ho mai dimenticato, sia chiaro!).

Quindi io ho interagito tanto, in quegli anni della mia età più giovane, con siti gialli americani, europei, sud-americani, ma mai con siti italiani. Men che meno io ho mai interagito, di mio, con la rivista Thriller Magazine (omonima italiana, non legata a CADS per quanto ne so). Se anche fosse successo in un remoto passato, e non lo ricordo, io non ho mai autorizzato nulla che mi riguardi presso quella rivista, men che meno negli ultimi dieci anni, un periodo in cui ho proprio cambiato rotta scritturale. Peraltro, chi seguiva il mo sito “Giallografia” e il concorso “L’indizio nascosto”, sa bene che io non amo il noir italiano, non è nelle mie corde, avendo sempre preferito il giallo ad enigma sin dall’inizio (di fatto a scrivere un polpettone noir sono buoni tutti, ma scrivere una trama alla John Dickson Carr richiede altra tipologia di neurone!).

Ma allora perché siamo qui? Siamo qui perché questa rivista (o sito, o qualsiasi cosa sia), malgrado le numerose richieste fatte ai responsabili continua ad avere un tag associato al mio nome, senza avere contenuti che mi riguardano… ma dove se si fa una ricerca su Google si apprende che Rina Brundu sarebbe Rina Lazarus (vedi screenshot sottostante tratto da Google), mentre se ci si guarda dentro il poster si vede Rina Brundu collegata alla Belva di San  Gregorio: urka, che onore… per la belva! Dopo diverse email inviate (pubblico sotto tre screenshot, omettendo solo gli indirizzo altrui perché da noi l’etica e la deontologia non sono uno scherzo, men che meno per me), senza risultati dobbiamo pensare a quello che viene chiamato dolus malus

Tornando a monte, qualcuno ci ha fatto notare anche che da un certo tempo su quelle pagine è apparso un link al nostro sito (vedi screenshot sottostante, dove pure abbiamo coperto i nomi di persone terze), in cui si parla di persone che avrebbero “redatto” pezzi per Rosebud…  E mi fermo qui….

Allora… ringraziando i nostri soliti angeli che tutto vedono e provvedono, voglio rispondere direttamente a delle domande che sono state fatte:

No, nessun autore non autorizzato ha mai “redatto” (in senso tecnico e generico, dunque in senso di stendere, compilare, stilare) articoli per noi. In passato invece, come sanno bene i frequentatori di Rosebud, abbiamo sempre aperto le porte del sito a tutti a-gratis… pubblicando in genere i pezzi senza editazione perché non vi era il tempo. Non ci pentiamo di ciò che abbiamo fatto, ma adesso anche con il crescere di Ipazia, di pezzi ne accettiamo molti di meno perché é comunque sottinteso che non siano editati. Non vi è tempo per farlo, neppure per i miei.

Perché – mi è stato chiesto poi – avendo un sito che è molto ben frequentato tra gli addetti ai lavori, e dato che la capacità di critica non mi manca, io non mi comporto allo stesso modo? A) Perché la mia etica non me lo permette, dato che quando faccio una critica, anche feroce, è sempre firmata, come è obbligo deontologico per chiunque abbia fatto studi di questa tipologia; b) Perché Rosebud è un sito che ha molti follower tra gli addetti ai lavori, molti giornalisti noti (anche in disguise), molti professori di ambiente accademico che vi pubblicano continuamente… e soprattutto perché Rosebud deve andare in una data direzione, anche etica, soprattutto etica. Da questo punto di vista garantisco che noi non sgarreremo da questo path, mai, non fino a che lo gestirò io…. Diversa cosa sono i lavori di tipo saggistico che arriveranno nel 2019 e che ci aiuteranno in maniera sostanziale a fare del nostro impegno sulla deontologia online, una cosa plastica… Da portare all’attenzione di chi di dovere.

In ultimo aggiungo che parlavo di questi argomenti proprio con un addetto-ai-lavori, e di fatto abbiamo concluso che qui le problematiche sono essenzialmente tre, o meglio due, dato che quella di tipo “intellettuale” la scartiamo a priori (non c’è nessun input di tipo intellettualistico in dati comportamenti):

Una problematica di tipo personale (in questo caso, possiamo dire aziendale?), che dovrebbe essere risolta a monte e in modi che francamente non mi competono. Cioè anche per gestire siti servirebbero i patentini… perché é un pò come guidare. Bene o male.

Una problematica di tipo culturale. Il limite-culturale e infatti, certamente, un grande “male” riconosciuto dell’Italia odierna… Si tratta di una specie di “patologia” per cui servirà un secolo per riportarci su binari, anche deontologici, accettabili, nel primo mondo….

Allora, dato che come persone che si vogliono intellettualmente “impegnate”, è nostro dovere aiutare il nostro amato Paese a cambiare, a sposare gli stessi standard deontologici che esistono in altri luoghi, come possiamo aiutare noi da questo sito, nel nostro piccolo? A mio avviso il modo in cui può aiutare Rosebud è proprio quello che si è scelto… Ovvero, dare sempre ampia e grande visibilità alle cose, affinchè ognuno si faccia la propria opinione, liberamente… Proprio come i tanti che navigando su Google hanno visto il tag Rina Brundu di quel sito italico, qualsiasi sia il suo business….

E grazie agli angeli che vegliano, sempreJ

Rina Brundu

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Qui apprendiamo che questo sito farebbe riferimento a una Associazione chiamata Delos Books…

Thriller 27 nove 2018 cut

Trattasi della pagina linkata a Rosebud in cui si dice che Tizio o Caio “ha redatto numerosi pezzi”

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