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Il miracolo buffo della gamba sepolta e ricresciuta

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

  body-1299413_960_720.pngdi Renato Pierri.

C’è chi crede fermamente che il 29 marzo 1640 Nostra Signora del Pilar, la veneratissima Madonna di Saragozza, avrebbe fatto ricrescere una gamba ad un contadino di Calanda, villaggio dell’Aragona. Al giovane la gamba sarebbe stata amputata due anni prima, e sepolta nel cimitero dell’ospedale. C’è chi ci crede fermamente, anche perché c’è un documento che lo dimostrerebbe: il rogito di un notaio che verbalizzò la testimonianza giurata di dieci persone. Ma anche se i rogiti fossero diecimila, e centomila o infinite le testimonianze, è impossibile crederci se non si vuole considerare la Madonna come un madre ingiusta. Non bisogna, però, stupirsi che nel 1600, in Spagna, si potesse credere al grande miracolo dell’arto tagliato, seppellito, e ricresciuto per intervento divino. In quel periodo si credeva anche all’esistenza delle streghe. Stupisce, invece, costatare che persone colte del nostro tempo possano credere a simili sciocchezze. E fa trasecolare che una persona del nostro tempo abbia avuto addirittura il coraggio di scrivere un libro, per dimostrare che la madre di Gesù fece ricrescere una gamba al contadino di Calanda.

Mi è tornato alla mente il protagonista del romanzo “Schiavo d’amore”, che aveva un piede equino. In realtà, l’autore, William Somerset Maugham, era balbuziente. Ho letto il libro molti anni fa, ma mi pare di ricordare che da ragazzo Philip Carey, dopo aver pregato Dio la sera, prima di addormentarsi, sperava di svegliarsi la mattina col piede risanato. Ed ho pensato ai milioni di mutilati e mutilatini che hanno pregato e pregano la Madonna di restituirgli un arto perduto. Ma la Madonna è una strana madre: non dà retta a nessuno dei suoi figli, non restituisce a nessuno gambe o braccia, neppure mezzo dito perduto, né a adulti né a bambini. L’avrebbe restituito solo al contadino di Calanda, poiché le era particolarmente simpatico.

Il sacro fu definito da Rudolf Otto, «mysterium tremendum, numinosum, fascinosum». Tutto, ma non ridicolo.

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