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Sui veri rischi politici che corre Salvini

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

FILE PHOTO: Italy's Interior Minister Matteo Salvini looks on during news conference

Source and credits. Reuters.com

Con gli ultimi attacchi contro Salvini da parte della nomenclatura europea, ormai il leader leghista è stato fatto santo. Un santo vero, mica come quello del Pinocchio di Rignano che fu fatto santo da Repubblica e dal Corriere, e dai soliti boiardi mediatici. In questo caso il santo è stato fatto da una intera nazione e tendenzialmente dovrebbe essere destinato a durare. Come non bastasse in queste ore Salvini sarebbe stato invitato a cena da Berlusconi che, lo possiamo ben immaginare, questa volta se ne guarderà bene dal maltrattarlo o scimmiottarlo.

Ci sono però dei rischi che corre Salvini, rischi politici sostanziali, che non sono naturalmente le sciocchezze che si leggono sui giornali, o il rischio di diventare il nuovo Mussolini: figuriamoci! I rischi che corre Salvini riguardano direttamente se stesso, e la sua figura di leader. Certo, esiste il motto “Tutto ciò che va su prima o poi dovrà tornare giù”, ma è pur vero che ci sono modi e tempi per tornare giù, e una tale possibilità non è un discorso valido da applicare alla parabola politica del leader della Lega.

A mio avviso il vero problema di Salvini resterà quello di non logorarsi senza di fatto riuscire a incidere davvero, anche in sede europea; senza riuscire a fare una differenza sostanziale. L’errore più importante però sarà non capire che molto del suo “successo” è in realtà dovuto ai Cinque Stelle, ma non al fatto che Di Maio non è riuscito ad ottenere il suo stesso consenso, quando piuttosto al fatto che i supporter dei Cinque Stelle – io stessa ne sono un esempio – hanno sostenuto anche lui, e hanno approvato la sua azione politica. Nel malauguratissimo caso in cui Salvini dovesse un giorno decidere di muovere da solo, o di affidarsi alla gamba zoppa-Forza Italia, la sua stella comincerebbe la parabola discendente, e non ci sarà nulla che potrà impedire quella caduta, certamente non Berlusconi.

Io penso, tuttavia, che tutte queste ipotesi ovvie l’entourage di Salvini le abbia comprese molto bene, e che una tal linea “intelligente” sia costantemente applicata con determinazione. Lo si comprende da molti fattori. Per esempio, a dispetto dei tanti tentativi di boicottaggio della loro entente-cordial, l’asse DiMaio-Salvini non ha mai mostrato fratture esterne, e io sono portata a credere che non ce ne siano state neppure internamente. Questo è un valore aggiunto sostanziale: per certi versi una prima nel Paese che, a dispetto delle “bombe-contro” degli editori impuri, dei loro compagnetti in quel di Bruxelles e oltreoceano, sembrerebbe stia cominciando a diventare un Paese politicamente normale. Non sarà la migliore delle buone nuove, ma in dato modo aiuta, e dà speranza…  e sicuramente potrà aiutare notevolmente nel tentativo di far restare le stelle di Di Maio e di Salvini il più in alto possibile il più a lungo possibile. Anche perché se loro dovessero venire giù, purtroppo sappiamo bene cosa ci attenderebbe, e non credo che quella sia una speranza degna per ogni italiano che ama davvero il suo Paese!

Rina Brundu

PS: Dimenticavo, solidarietà a Salvini, soprattutto come padre, per gli attacchi ricevuti da personaggi che si commentano da soli: chissà se l’avesse fatto lui come si sarebbero indignati i campioni etici sull’amaca! Avrò pubblicato duemila pezzi contro il renzismo, ma mai mi sono sognata di tirare in ballo i figli di Renzi! Pazzesco! Sic!

Screenshot da Dagpospia

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