Advertisements
PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Cavalli-Sforza e il concetto di razza

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

cavallisforza

Picture source: ilfattoquotidiano.it

di Michele Marsonet.

Pochi giorni orsono è mancato, all’età di 96 anni, il grande genetista Luigi Luca Cavalli-Sforza. Giustamente i mezzi d’informazione gli stanno dedicando pezzi commemorativi ben lontani dai soliti “coccodrilli”. Si tratta, infatti, di una figura chiave della scienza contemporanea, autore di studi che hanno fatto epoca e segnato una svolta notevole nel nostro modo di concepire la genetica.
Nato a Genova nel 1922 e laureatosi in medicina, Cavalli-Sforza iniziò la sua carriera accademica all’Università di Pavia per poi trasferirsi a Stanford, il prestigioso ateneo californiano nel quale svolse la sua attività per oltre vent’anni. Si noti, tuttavia, che alla fine rientrò in Italia essendo sempre stato legato al proprio Paese d’origine.
E’ soprattutto noto per aver smontato, con studi di grande rilevanza, il concetto di “razza”. Non esiste a suo parere qualcosa di simile. Anche se spesso, per motivi più politici che scientifici, ci fa comodo pensarlo.
Cavalli-Sforza è pure stato un campione dell’interdisciplinarità, nozione cui molti attribuiscono grande importanza senza però tradurla nella pratica. La genetica per lui non era una disciplina in sé conclusa, autosufficiente al punto da non avere bisogno di apporti esterni.
Al contrario, secondo il suo punto di vista lo studioso di genetica deve basarsi sui contributi di molte altri rami del sapere: tra gli altri linguistica, antropologia culturale, storia, archeologia, etnografia, statistica e demografia. Solo partendo dal loro intreccio fruttuoso è possibile ottenere risultati plausibili quando si indaga il nodo delle nostre origini.
Le sue ricerche lo condussero a concludere che non esiste alcuna “razza pura”. L’esempio più famoso è la mitica “razza ariana” di cui favoleggiavano i nazisti, ma non è il solo. Anche i giapponesi, per giustificare le loro ambizioni di dominio, hanno ipotizzato che la loro etnia avesse addirittura origini divine, e i ripensamenti sono iniziati soltanto dopo la disastrosa sconfitta subita nel secondo conflitto mondiale.
Lo scienziato italiano fu tra i primi a rilevare che l’evoluzione biologica non può mai essere disgiunta dall’evoluzione culturale. Anzi, è proprio quest’ultima a prevalere stabilendo i binari lungo cui si muove la storia dei vari raggruppamenti umani.
Dunque tra “natura” da un lato e “cultura” dall’altro non v’è un confine netto e preciso. I loro percorsi s’intersecano sempre e comunque, e le cosiddette razze rappresentano sempre il prodotto della loro interazione.
Detto questo, il panorama degli studi di cui Cavalli-Sforza è stato un indiscusso maestro è tutt’altro che pacifico e concluso. La tesi che l’intera umanità discenda da un unico antenato, per quanto affascinante, continua a sollevare dubbi. Vi sono molte prove a suo favore, ma comporta anche problemi tuttora insoluti.
Il punto essenziale è tuttavia un altro. Quando veniamo in contatto con gruppi umani diversi dal nostro siamo spesso portati a valutarli negativamente. La prima impressione è che, a suscitare tale reazione, siano differenze fisiche quali il colore della pelle, degli occhi e i tratti somatici.
In realtà, a colpirci, sono differenze di carattere culturale, a volte così profonde da indurre una reazione di rigetto che può essere anche violenta. E le differenze culturali non sono affatto semplici da gestire. In particolare se un gruppo vuole conservare in toto le sue usanze quando si trasferisce in un altro contesto geografico.
Ed è proprio in questi casi che l’interdisciplinarità si rivela preziosa. Tra scienze naturali e scienze umane esistono ovviamente grandi differenze, ma non dovremmo mai scordare che tra i due ambiti vi sono pure punti comuni tali da garantire l’interscambio reciproco.

Advertisements

Natale 2018 – Regala i nostri libri!