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Filosofia dell’anima – Alessandra Appiano e l’abbraccio a tutti gli esseri umani che si sentono fragili

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

“Lo sapevo: mai anticipare nulla. Soprattutto riguardo una cosa a cui tieni. Domani non potrò parlare de “Il bicchiere mezzo pieno” a Storie Italiane, perchè il “simpatico” Italo mi comunica ora via sms che il treno con cui sarei dovuta partire stasera è in ritardo di 80 minuti. Arrivare a mezzanotte a Roma, affannarmi alla ricerca di un taxi, trovarmi in hotel a un orario in cui non posso più nemmeno cenare, alzarmi domattina all’alba per trucco e parrucco stravolta di stanchezza non lo riesco a fare… Per la prima volta in vita mia getto la spugna su un impegno di lavoro. Vuol dire che devo prendere atto di essere troppo stanca. E che devo prendermi cura di me, e volermi bene anche da negazione della wonder woman. Un abbraccio a tutti gli esseri umani che si sentono fragili in questo periodo…”.

Il paragrafo riportato qui sopra l’ho preso dalla pagina Facebook di Alessandra Appiano, la scrittrice e giornalista che si è tolta la vita ieri, almeno a leggere ciò che raccontano le cronache. Confesso che Alessandra non la conoscevo né come scrittrice né come giornalista. Sono pochi gli scrittori italiani che conosco, forse nessuno, mentre tanti giornalisti non voglio proprio conoscerli, non ne ho più la pazienza. La morte di Alessandra Appiano mi ha colpito quando ho scoperto che lei sembrerebbe essere stata una delle tante “ballerine di seconda fila” (lo dico in senso strettamente tecnico rispetto al mio discorso) che sempre vediamo partecipare a questo o a quel programma televisivo condotto dalla “grande star”, dalla star italica che tutto può semplicemente perché a suo tempo trovò un padrino, meglio se politico, ansioso di collocarla dove sempre starà in secula seculorum. Lei era, insomma, un’altra di quelle tante “comparse” senza infamia e senza lode che abbondano nei circoli mediatici italiani, che poi spariscono, si perdono, anche nella memoria di chi le guarda, mentre la fatidica domanda che le riguarda si fa finanche sempre più rara in questi tempi digitali: che fine hanno fatto? Boh, chissà!

Volando sulle tante pagine gossipare che si sono accanite su questa morte, la notizia forse meno falsa che mi è riuscito di trovare è che la giovane donna fosse depressa. Sarà davvero così? Francamente lo spirito che ha scritto quei passaggi su Facebook mi sembra tutto fuorché depresso. Sicuramente mi appare uno spirito stanco, però anche coscienzioso, capace di pensare e di razionalizzare. Un’altra frase che ho letto e che è stata attribuita ad Alessandra Appiano, è una frase che dice più o meno “La vita è nostra anche per rovinarcela”. Amo le espressioni come questa: profonde e mai politically correct, immensamente vere.

Alessandra, qualora fosse proprio lei l’autrice di questa frase, aveva ogni ragione: la vita è nostra anche per rovinarcela. In realtà io mi trovo d’accordo con lei sul fatto che la vita sia la nostra anche per rovinarcela, soprattutto perché resto convinta che noi la nostra vita non ce la roviniamo mai. Al contrario noi seguiamo i nostri istinti, le nostre inclinazioni, il destino della nostra anima con determinazione, qualunque sia il prezzo mondano che bisogna pagare. Non a caso esistono metri differenti con cui vanno valutate le cose, date cose, e il metro mondano è sempre diverso da quello spirituale (quest’aggettivo così come è usato qui non ha alcuna significazione religiosa); si tratta di approcci così diversi allo studio della reale conoscenza della natura dell’Essere che in dato modo somigliano a due rette parallele che muovono in direzioni opposte, non si incontreranno mai.

Non faccio questi discorsi per chissà quale motivo. Penso solo che un qualcuno così generoso da usare la sua bacheca Facebook per mandare un “abbraccio a tutti gli esseri umani che si sentono fragili”, meriti una risposta, anche se solo ideale. Ne deriva che la risposta che possiamo dare ad Alesssandra è solo questa: ovvero che la sua vita non è andata sprecata e non si è rovinata mai, anzi, se era stella brillante come è molto probabile che fosse, adesso è i momento in cui sarà destinata a brillare di più, almeno negli empirei che contano veramente. Adesso e per sempre.

Rina Brundu

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