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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Di critica, di opinionisti e giornalisti italici: si sono svegliati tutti saltati sul carro del vincitore. Incluso il “Corrierone” del Fontana renzista autore de “Il Paese senza leader”.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

 

italy-flag-1332900_960_720.pngConfesso che in questo momento è difficile non ricordare i post, a centinaia, pubblicati su Rosebud in questi mesi allo scopo di sostenere il governo dei pentastellati. Di contro, è difficile non ricordare l’incredibile battaglia che ciascuno dei cosiddetti giornalisti e opinionisti italiani, con poche, pochissime eccezioni, hanno fatto al MoVimento e alla Lega in questi anni, o anche alla sola idea di un governo giallo-verde. Orbene, questa mattina, si sono risvegliati tutti saltati sul carro del vincitore: mirabili! Il più-più-più governativo di tutti, a giudicare dalla home che appare in questo momento sulle pagine online del “Corriere della Sera” da lui diretto, persino più governativo di Marchionne, sembrerebbe essere quel Luciano Fontana, padre di tutto il giornalismo renzista più schierato della Storia, nonché autore dell’immarcescibile tomo “Un paese senza leader”.

Come ben si evince i leader ci sono, anche se “purtroppo” non sono quelli che avrebbe voluto Fontana, non sono quelli che ha preventivato Fontana, non sono quelli che piacciono agli azionisti di riferimento del Fontana giornalista, ma tant’é. Eh già, tanté, chi ha avuto ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato ha dato, chi ha scritto puttanate ha scritto puttanate per tanti anni, scordamose ‘o passato e vediamo di partecipare alla festa in corso, non sia mai che ci lascino fuori dal banchetto che sta per cominciare. Mirabili, già scritto! Soprattutto, ripensandoci, fa impressione la fatica che il popolo italiano ha dovuto fare per imporre, se non tutti, i rappresentanti che si è scelto, insieme al fatto che a porre serissimi ostacoli sulla strada del nostro percorso democratico siano stati per lo più codesti personaggi che oggi si sono svegliati e, alla maniera di Gregor Samsa, si sono ritrovati trasformati in insetti mostruosi… pardon, lo erano già, si sono ritrovati “saltati sul carro del vincitore”, quando, in teoria, dovrebbero essere proprio coloro che sono idealmente deputati a sostenerlo quel processo democratico.

Dicevo delle centinaia di articoli postati da Rosebud per sostenere Di Maio e i suoi, avendone il tempo li riposterei tutti quanti oggi, se potessi farei anche di più. Vero è però che adesso Luigi Di Maio e Matteo Salvini sono al governo e quindi, mentre il giornalismo italiano muoverà in posizione adatta per leccare il loro deretano, Rosebud deve necessariamente spostarsi e mettersi in posizione critica. Non in posizione di critica distruttiva, non siamo nell’epoca renzista che ci insultava nella nostra qualità di cittadini liberi e morali, ma in posizione di critica costruttiva, o comunque in posizione distaccata. Solo così, infatti, si può, a mio avviso, pensare di fare, nel nostro piccolo, qualcosa di utile sia per noi che per la nuova Italia che nasce oggi.

Peraltro, già nelle ultime settimane, quando è stato necessario non ho mancato di criticare Di Maio in diverse circostanze. Detto ciò, bisogna ammettere che questo ragazzo ha fatto tutto sommato del suo meglio, visti e considerati i muri insormontabili che si è trovato davanti, e che tutti quanti abbiamo avuto modo di “ammirare”. La speranza per lui e  per noi è che possa continuare così, mantenendosi etico e forte davanti a tutte le critiche “costruttive” che da ora in poi dovrà ricevere, e a quelle “distruttive” che i personaggi di cui sopra non gli faranno mancare non appena riterranno che sarà arrivato il miglior momento per il prossimo salto del carro: OPLA’, VIVA L’ITALIA!

Rina Brundu

corriere

Lenzuolo dal corriere.it di oggi

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