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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Filosofia dell’anima – “Parla, ti ascolto” dello spirito-che-scrive Andrea Camilleri. E sulla kermesse “letteraria” di Torino.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

camilleriLa notizia è stata pubblicata alcune settimane fa da diversi giornali. Andrea Camilleri avrebbe scritto una sua opera titolata “Parla, di ascolto”, l’avrebbe fatta stampare in 1500 copie e poi l’avrebbe inviata ai suoi amici più cari, muovendo un po’ sulla scia del Bob Dylan che recentemente avrebbe fatto una simile operazione, peraltro molto criticata dai critici di “bocca buona” nostrani.

Di Andrea Camilleri ne ho scritto non troppo tempo fa su Rosebud, in occasione della sua ennesima “critica” al suo Montalbano. Ho scritto del suo impegno politico e civile, ho scritto del suo essere un raro spirito-che-scrive italiano, che è cosa ben diversa dall’essere uno scrittore. Tuttavia, confesso che continuo ad essere quanto mai ammirata da questo signore, soprattutto per avere compreso una delle rivoluzioni scritturali della nostra età: davanti ad un universo dove tutto-è-scrittura, dove la “scrittura” è fenomeno di massa, il vero spirito-che-scrive si chiude nel suo mondo, e in dato modo protegge quel suo “sentire” diverso. Naturalmente questi “escamatoges” non li ha inventati Camilleri, e per la verità sono datati. Dall’esempio mirabile di Kafka, a buon diritto il nume tutelare di ogni spirito-che-scrive che si rispetti, che avrebbe voluto distruggere la sua scrittura dopo la sua morte, alle esperienze di Sylvia Platt, Emily Dickinson e, sotto dati punti di vista, anche del nostro Salgari, non sono pochi gli animi che hanno davvero dovuto combattere contro questa sorta di “malattia” dentro, che generalmente, alla fine, reclama tutto, spirito e corpo, e la vince sempre.

Certo, trovare uno spirito-che-scrive italiano, nell’Italia moderna, è cosa ben più rara, ma Camilleri lo è senz’altro e a questo punto penso lo abbia dimostrato in tutti i modi. Di fatto, l’epitaffio di questo signore potrebbe proprio essere: oltre Montalbano, c’era molto di più! A suo onore il fatto di averlo gridato in ogni maniera, anche con quest’ultima iniziativa editoriale così preziosa nella sua essenza, così plastica nel suo saper fare una differenza, così impregnata, grondante di “sudore” che si fa scrittura.

Di contro, proprio nei giorni scorsi, durante lo svolgimento del discutibilissimo (in tempi digitali, è proprio così!) Salone del Libro di Torino, abbiamo potuto leggere e “ammirare” gli sproloqui pseudo-intellettualizzanti di personaggi che tutto dovrebbero fare tranne che occuparsi di scrittura. Fa spavento la mercificazione che interessa il mondo editoriale di questi tempi, laddove un qualsiasi libro valido va ricercato con il lanternino, mentre sul nostro Servizio Pubblico e sulla televisione generalista impazzano le “creazioni” del giornalista Tizio e del giornalista Caio, peraltro dedito a speculare su ciò che non ha mai avuto i coglioni di dire apertamente al politico Sempronio!

Long live Andrea Camilleri, dunque, un maestro ancora capace di ricordarci che la vera scrittura è prima di tutto una qualità dell’anima, solo dopo, molto dopo, viene tutto il resto!

Rina Brundu

 

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