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Filosofia dell’anima – Il Canale 9 lunedì vorrebbe ricordare Giulio Andreotti a cinque anni dalla morte: perché?

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Giulio_Andreotti_informaleIl Canale 9, credo fosse quello, anche perché ormai ne guardo davvero pochi, ha annunciato, per lunedì prossimo, un qualche film dedicato a Giulio Andreotti in occasione del quinto anniversario dalla sua morte, il sei maggio, appunto. Curioso: mi pareva fosse morto da più anni, e tutto sommato è vero dato che lo avevamo dimenticato, o avevamo cercato di dimenticarlo molto tempo prima! No, no, lui, il senatore a vita Giulio Andreotti, lo scranno del Parlamento guadagnato per usucapione non lo ha abbandonato mai, salvo quando un feudatario più potente lo ha richiamato all’ordine: anche quello ne aveva avuto le palle piene della politica andreottiana!

C’era un tempo in cui mi interrogavo quale sarebbe stato il giudizio della Storia su questo signore, adesso ho compreso che la Storia tutto sommato se ne fotterà! Se ne fotterà soprattutto perché per riparare i danni che la sua classe politica, e lui in prima persona, hanno fatto al nostro Paese serviranno decenni, e dunque la Storia sarà impegnata proprio lì, con coloro che saranno capaci di ricostruire dove sarà più urgente farlo, non certo a leggere le biografie di codesti signori e di Andreotti in particolare. Affonda sicuramente nelle malefatte politiche (senza considerare le altre che pure ci sarebbero state, ma su quelle è comunque tardi per dirimere, anche per la magistratura), commesse dalla casta che gli Andreotti e i Craxi hanno rappresentato al meglio, lo stato di degrado culturale, civile, politico, sociale che viviamo, che nostro malgrado ci porta ad essere l’anello debole del carrozzone europeo, piaccia non piaccia.

Gli esperti della politica, li chiamano! Quelli che sanno, quelli che sapevano! Certo che sapevano, sapevano come farsi i loro sporchi interessi, come trasformare i seggi del nostro libero Parlamento in seggiole ereditate, sbattendosene della capacità di fare politica, dei diritti degli ultimi, dei bisogni degli italiani, di tutti e di tutto. Non di loro stessi, naturalmente. Alcuni hanno creato imperi, aziende di famiglia, hanno costruito ville, hanno coltivato campagne, frutteti, e vigneti, hanno mangiato a sbafo per tutto il tempo. Altri scrivevano libri, a centinaia, testi di cui non si ricorda un solo titolo, un singolo rigo, una trama che abbia fatto una differenza o abbia raccontato una qualche verità, vanity publishing su carta straccia neppure buona per pulirsi il culo.

Sono contro le operazione naziste tipo goebbelsiana notte dei cristalli (anche se molto prima dei nazionalsocialisti tedeschi, a riscrivere la Storia come meglio li pareva erano capaci pure gli egiziani con i loro geroglifici, come ben ci ricorda la triste vicenda del faraone Akenaton), ma se è vero che non richiederei mai la cancellazione dai libri di Storia delle biografie di codesti padri della patria (sui-generis), certamente le terrei ben lontane dalle scuole che volessero presentare ai ragazzi modelli esistenziali, civili, politici etici.

Il Canale 9 lunedì vorrebbe ricordare Giulio Andreotti a cinque anni dalla morte: perché?

Rina Brundu  

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