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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Mille e un libro da leggere (12) – Piergiorgio Odifreddi. LA DEMOCRAZIA NON ESISTE, Critica matematica della ragione politica

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

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Chi critica il sistema De Benedetti – Scalfari – Repubblica, e le loro notti dei cristalli, merita molto di più di una menzione di un suo testo, merita un monumento e una medaglia d’oro ai valori libertari e intellettuali. Dato che però noi non possiamo costruire questo monumento, ci limitiamo a dare visibilità all’ultimo testo del professor Odifreddi recentemente fatto fuori da Calabresi per avere toccato “l’intoccabile”, il “venerato maestro” dalla pseudo-filosofia ridicola. L’unica condizione per tenere questo post sul sito è però che il professore la smetta di ringraziare a destra e a manca, come ha fatto sul suo sito, quei signori per i servizi resi: ringraziare è saggio, esagerare con la genuflessione non è degno di un critico. Ma soprattutto la speranza è che il professore non scriva più su Repubblica perché ne andrebbe della sua credibilità. Quella del professore, naturalmente, la credibilità di “Repubblica” è svanita da tempo immemore!

RB

La democrazia è una religione laica che identifica le proprie basiliche nei palazzi del potere, la curia nel governo, gli ordini nei partiti, il clero nei politici, le prediche nei comizi, le messe nelle elezioni, i fedeli negli elettori, i confessionali nelle cabine elettorali e i segni della croce nel voto. Ma, come in tutte le religioni, dietro alle colorite e folcloristiche apparenze dei riti e delle cerimonie, che distraggono e attraggono i cittadini, si nascondono le fosche e losche realtà dell’uso e dell’abuso del potere, che ammaliano e corrompono i politici.

Piergiorgio Odifreddi dedica questo libro a svelare le contraddizioni nascoste e le distorsioni palesi della democrazia. Inizia sezionando con il bisturi della logica concetti come la Cittadinanza (perché mai la può avere il discendente di un coevo di Cavour, ma non chi frequenta oggi le scuole in Italia?) e lo Stato, in quanto area racchiusa in confini spesso discutibili e non democratici, nel senso di non accettati dal popolo, come ha dimostrato il recente esempio della Catalogna. Prosegue poi con la Costituzione e i tentativi di manipolarla, i Diritti e i diversi modi di intendere il “dovere” e il “volere”, e i Candidati, candidi solo nel nome, per approdare alle odiatissime Tasse imposte dallo Stato Vampiro.

Il libro procede con luciferina chiarezza per parole chiave, analizzando minuziosamente la democrazia e le istituzioni. È quindi un utile strumento per imparare a ragionare politicamente e a formulare domande indiscrete, a partire da quella primordiale: siamo cittadini di un sistema democratico e palese, o sudditi di un regime totalitario e invisibile?

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