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Filosofia dell’anima – Sul canto del cigno del Berlusconi costretto dagli italiani al ruolo di comprimario.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

pocket-watch-1637396_960_720Si possono ingannare poche persone per molto tempo o molte persone per poco tempo. Ma non si possono ingannare molte persone per molto tempo. (Abraham Lincoln)

La conferenza stampa del centrodestra post consultazioni con il Presidente della Repubblica, resterà senz’altro una “perla” da ricordare nella nostra scalcinata storia mediatica contemporanea. Secondo Il Fatto Quotidiano, Silvio Berlusconi, con la sua mimica esagerata e i suoi messaggi minacciosi neppure troppo subliminali contro i pentastellati, avrebbe offeso questi ultimi e umiliato Salvini; non sono d’accordo: con l’incredibile sceneggiata di ieri Berlusconi ha umiliato solo se stesso e ha mostrato urbi et orbi un altro dei suoi tanti limiti.

Che per la verità questo particolare limite del signore di Arcore – ovvero la sua totale incapacità di mettersi da parte – è uno shortcoming che conoscevamo già da molto tempo, ed è quello che in fondo ha determinato il totale fallimento politico di un leader che non è stato capace di assicurare continuità alla sua creatura partitica, e così facendo l’ha uccisa già molto tempo fa. Ma in realtà non è della morte del cigno politico Berlusconi che mi interessa dirimere, quanto piuttosto, vorrei guardare ancora una volta all’ultima puntata della battaglia campale, della gigantomachia per eccellenza: l’epocale battaglia di Silvio Berlusconi, signore di Arcore, contro il signore dell’universo fisico, il Tempo.

L’impressione che si ha dall’esterno è che il leader di Forza Italia stia continuando a trattare questo suo particolarissimo e potentissimo avversario alla stregua di tutti gli altri: prima o poi dovrai fare i conti con me o, alla peggio, prima o poi troverò il modo di incastrarti e di ridurti a più miti consigli. Purtroppo non funziona così in dati contesti e dunque ci si chiede se ci sia un qualcuno, nella folta schiera di advisors dell’ex-Premier, che abbia le palle per farglielo notare. Per esempio, ci si chiede se ci sia qualcuno che abbia il coraggio di fargli notare come egli stia evidentemente usando tutti gli anni che gli restano per distruggere in ogni modo e maniera anche l’ultimo granello di dignità pubblica che gli era rimasta.

Immagino che se Berlusconi fosse stato uno come un altro, gli si sarebbe potuto far notare che il tempo del redde-rationem sta arrivando e meglio sarebbe farsi trovare preparati; gli si sarebbe potuto far notare che avrebbe potuto usare il tempo che gli è rimasto per raddrizzare molti dei torti fatti (ne facciamo tutti perché non dovrebbe averli fatti il signore di Arcore durante la sua lunga esistenza?), o per farsi ricordare in altra guisa dai milioni di italiani che lo hanno ignorato, quando non trombato, durante lo scorso appuntamento elettorale. Ma Berlusconi non è uno come un altro, quindi questi discorsi non potrebbe comprenderli mai; meglio ancora, questi ragionamenti non si applicano a lui?

È davvero così? Non proprio, perché questa tipologia di discorsi si applicano a tutti, anche a Berlusconi. Hanno la stessa valenza di una trombatura elettorale senza che ci sia un incauto alleato politico a fare da capro espiatorio, o magari da prendere per la maglietta e muovere a piacimento come meglio ci conviene. Che per la verità io rispetto a Berlusconi ho solo una curiosità: mi interesserebbe sapere cosa vedrà questo signore una volta che farà il grande salto dall’altra parte e cosa dirà di conseguenza. Dirà “Wow!, Oh, wow!” come si racconta che mormorò Steve Jobs, o se ne uscirà con un “No, no, oddio no!” come ebbe a urlare alla sua infermiera un paziente prima di spirare in un altro ospedale inglese?

Curioso! Curioso come queste domande a proposito di Berlusconi me le faccia io, mentre a giudicare da ciò che si è visto ieri in conferenza stampa, simili cogitazioni non siano neppure la milionesima preoccupazione che occupa la mente del diretto interessato in questi suoi anni… migliori! Sic!

Rina Brundu

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