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CHIAVARI E CHIAVENNA due toponimi ibridi

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

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Chiavenna – Image source Wikipedia in English

Uno studio di Massimo Pittau

In uno dei miei primi libri pubblicati in gioventù, «Studi Sardi di Linguistica e Storia», (Pisa 1958) avevo inserito un lungo capitolo intitolato “Raccolta di toponimi ibridi”. Con questo mio breve scritto presento due “toponimi ibridi” da me rintracciati nell’Italia settentrionale e spiegati con buona plausibiltà.

CHIAVARI

Cittadina della Liguria, nella riviera di Levante, sulla destra del torrente Entella. È documentata come Clavari nell’anno 1031 (DTI 236).

Proprio come Chiavenna (vedi) dà l’impressione di essere un “toponimo ibrido”, formato dalla base lat. clavis «chiave» col suffisso plur. etr. –ar (cfr. etr. aesar, aisar «dèi»). La qual cosa viene confermata dalla odierna pronuncia sdrucciola del toponimo: Chiàvari.

Pertanto per il significato il toponimo può significare «chiavi di ingresso e di chiusura alla valle del torrente Entella e al corrispondente valico dell’Appennino Ligure. E preciso: «chiavi» al plurale, come è indicato dalla desinenza etrusca –ar, dalla desinenza odierna italiana –i, dalle chiavi affidate da Gesù Cristo all’apostolo Pietro e dalla usanza delle “chiavi della città” di cui si vuole fare omaggio a un personaggio benemerito.

Evidentemente agli Etruschi interessava sia il porto fluviale di Chiavari sia il corrispondente valico dell’Appennino.

Non si trascuri infine di considerare che per la spiegazione etimologica i toponimi Chiavari e Chiavenna in effetti si confermano a vicenda.

CHIAVENNA

Cittadina della Lombardia, in provincia di Sondrio) Il toponimo in dialetto chiavennasco si pronunzia Ciavéna, in tedesco Cläven. Esso deriva dal lat. Clavenna (Itinerarium Antonini 278) (sec. III d. C.).

Proprio come Chiavari dà l’impressione di essere un “toponimo ibrido”, formato dalla base lat. clavis «chiave» col suffisso etr.-lat. –enna. Cfr. Argomenna, Caprenna, Pantenna, Percenna, Porsenna, Ravenna, Rhasénna (LLE, norma 6).

Pertanto per il significato il toponimo può significare «apertura e chiusura» rispetto alle valli che convergono nella cittadina ed ai corrispondenti valichi delle Alpi centrali.

Non si trascuri infine di considerare che per la spiegazione etimologica i toponimi Chiavari e Chiavenna in effetti si confermano a vicenda.

 

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