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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8º. Breaking News

Riflessioni sul Quarto Potere (11) – Se dopo il De Benedetti padronale ci tocca rivalutare persino l’Eugenio Scalfari che “se ne fotte!”

ROSEBUD TV – Francesco de Gregori – Generale

AFORISMI MEMORABILI E ZIBALDONE


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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Il caso diffamatorio su Wikipedia 

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Gli stornelli del 4 marzo e dieci validi motivi per cui Luigi Di Maio sarà Premier!

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Rina Brundu

Eugenio_Scalfari_11

Eugenio Scalfari, source “Repubblica.it” via Google

Un anno fa circa, mese più mese meno, scrissi su Rosebud che Eugenio Scalfari è stato il peggior giornalista italiano di sempre. Non ho mai messo in dubbio quell’affermazione, al punto che l’avevo considerata anche per il titolo di un post-coccodrillo nel caso, che non gli auguro, lui dovesse tirare le cuoia prima di me. In realtà non ci sono neppure adesso valide ragioni per riconsiderarla, piuttosto l’emergenza democratica e mediatica che stiamo vivendo la rinforza.

Vero è però che è d’uopo tenere nel giusto conto le ultime dichiarazioni di Scalfari alla Berlinguer, e in particolare modo la sua risposta alla domanda in cui gli veniva chiesto cosa ne pensava degli attacchi debenedettici; colui ha infatti risposto che come tutti coloro che vivono quel periodo esistenziale che va dai novanta ai cento anni lui…. se ne fotte! Questa dichiarazione qui non è la sciocchezzuola, la “boutade” epidermica che potrebbe sembrare, in realtà mi spingo fino a dire che che è forse la miglior perla filosofica mai partorita da questo signore che sta al profondo cogitare filosofico come un toro scatenato a un negozio di fragile chincaglieria.

Eh sì, perché in dato modo questo Scalfari novello pensatore ci sta pure dicendo che noi italiani ad un certo punto della nostra esistenza – quando ci troveremo in quel segmento di vita che va dai novanta ai cento anni – saremo finalmente in grado di “fottercene” degli interventi a gamba tesa nel nostro quotidiano di personaggi padronali come il suo ex editore e il suo ex-arcinemico Berlusconi che, come si evince, attualmente stanno finanche mettendo insieme le forze per sconfiggerci. Tra i novanta e i cento anni ce ne possiamo fottere dei De Benedetti e dei Berlusconi di questo mondo, prima no: capito?

Quest’epifania civile, agghiacciante quanto si vuole, è purtroppo valida, validissima, vera, verissima. Per capire quanto sia vera basta sfogliare tanti siti web, anche validi, dove troviamo pagine e pagine inneggianti alle ultime imprese televisive del signore di Arcore che in questi giorni si sta riproponendo quale novello salvatore della patria, e altrettante a commentare i “pacati ragionamenti” del signor De Benedetti in tv.

Che a ben pensarci la ragione per cui ci tocca “rivalutare” la figura di Scalfari non è tanto a causa di quella “perla” dialettica, ma a causa del suo attuale status di vittima degli strali di un “paron” datato, rappresentante a mio avviso di quella peggior Italia provinciale, scaltra, furba, che ha prodotto il berlusconismo e l’anti-berlusconismo, che ha mangiato sulle spoglie di una intera nazione, che ci ha ridotti come siamo ridotti e continua a insistere, negando finanche l’evidenza fattuale, che la colpa sia degli altri. Magari che la colpa è degli incompetenti alla Luigi di Maio.

Se questi sono i nostri “sapienti” e i nostri “competenti”, viva l’ignoranza e viva l’incompetenza! direbbe Totò, e come l’immenso principe partenopeo ho detto tutto.

Rina Brundu

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