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Filosofia dell’anima – Della politica (in minuscolo)

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

niccolo-macchiavelli-165412_960_720Avevo intenzione di pubblicare un altro post con alcune considerazioni sulle novità odierne dello scandalo legato a Banca Etruria, ma poi non me la sono sentita. Non me la sono sentita di commentare sul Mentana che nel suo TG (il migliore in Italia, immaginiamoci gli altri!), difende a spada tratta, o meglio, con arte semantica importante, l’indifendibile renzista; non me la sono sentita di parlare del TG1 che invece di occuparsi di malapolitica e mala-amministrazione da nord a sud dello stivale tratta dell’albero di natale Spelacchio in quel di Roma; non me la sono sentita di scrivere dell’Orfini che insieme a tutta la casta PD fa quadrato intorno alla Boschi e al Giglio Magico. In verità, non me la sono sentita di dire nulla neppure sul Carrai che, dopo l’audizione di Ghizzoni, avrebbe rivelato di avere scritto allo stesso Ghizzoni a nome di un suo “vecchio cliente” chiedendo informazioni su Banca Etruria. Per inciso stiamo parlando dello stesso Carrai che Renzi aveva proposto a suo tempo quale dirigente della nostra cyber security… In questo ultimo caso non è tanto vero che “non me la sono sentita”… semplicemente non sarei mai riuscita a trovare le parole da usare.

Così scelgo – in un momento di pausa stanca – di trattare di “politica”. In… minuscolo. Forse a questo punto della storia sarebbe importante chiedersi: ma cosa è diventata la “politica”, specie in Italia, negli ultimi anni? Naturalmente se Machiavelli sentisse una simile questione retorica riderebbe di gusto. Per Machiavelli – per il grande Machiavelli, per quello spirito italico unico che amava guardare all’animo umano per quel che è, senza tentare di abbellirlo o di farlo apparire etico a tutti i costi – la politica non è mai stata variabile dipendente da una data età, da nulla invero. Per colui la politica era (e idealmente lo sarebbe ancora) soprattutto governabilità, sovranismo, con le buone o con le brutte. Da questo punto di vista i consigli che dava al suo principe rinascimentale erano chiari, limpidi, apropos, così validi che quel suo cogitare-impegnato non è mai stato messo in discussione in cinquecento anni: da nessuno! E probabilmente mai lo sarà, almeno non fino a quando la razza umana non farà un salto evolutivo di altro tipo… un passo darwiniano sui generis che riguardi soprattutto la sua crescita morale.

Da Machiavelli in poi il mondo è cambiato in maniera sostanziale ed eravamo arrivati ad un certo punto – soprattutto dopo la Rivoluzione francese – in cui ci eravamo illusi di essere diventati adulti responsabili. In cui ci eravamo illusi di esserci lasciati alle spalle le discutibili trame dei principi rinascimentali, in cui ci eravamo illusi che per noi la politica fosse altro… fosse sentimento democratico, fosse bene comune, fosse diritto del diverso, forse rappresentatività, fosse il meglio pubblico in noi. Complice la profonda crisi economica di questi ultimi anni, il risveglio da questo bel “sogno” è stato comunque brusco: no, a ben vedere, il machiavellismo imperat ancora come prima, più di prima e il renzismo italico negli ultimi quattro anni ha finanche dimostrato che in epoca moderna si possono anche agilmente superare le opinabili trame del berlusconismo che venti anni fa sembrava il figlio prediletto di un Machiavelli strafatto.

What is next? Cosa verrà dopo? Difficile dirlo soprattutto alla luce di quella che sembra sempre di più una sorta di intimidazione della casta politica ai cittadini affinché non si occupino di politica. Senza muovere verso la Russia putiniana o la Turchia di Erdogan basti pensare al triste destino toccato alla blogger maltese Daphne Caruana Galizia. Che questo atteggiamento intimidatorio esista anche nell’Italia renzista è indubbio e nel mio piccolo qualcosa potrei raccontarlo…  Detto questo, io penso che sia mio dovere, così come penso che sia dovere di ogni cittadino che scrive, che abbia a cuore il bene della sua comunità, occuparmi, occuparsi di politica e di farlo a viso aperto, non per scendere in campo e sedere su uno scranno ma per un obbligo morale che è appunto etico e civile ad un tempo, ora più che mai.

Che poi il terrore che la dimensione distopica che abbiamo vissuto in Italia in questa legislatura da dimenticare sia solo l’anticamera di un incubo ben più grande ti prende comunque: ma che esistenza ci consegnerebbe l’alternativa? Che esistenza sarebbe quella aneuronica dominata dall’input che tutto vede e provvede del grande fratello? Senz’altro meglio un corpo morto ed uno spirito libero. Sempre!

Rina Brundu

PS By the way… un grazie speciale a tutti coloro che seguono questi post “politici” che alla fine della fiera sono sempre stati quelli che hanno fatto vivere Rosebud e lo hanno trasformato in ciò che ora: una nicchia virtuale bellissima, diversa. A volte mi illudo che qualcuno li segua perché segue le mie avventure scritturali da anni, so che in alcuni casi è così, e mentre in qualche occasione so di chi si tratta in altre davvero non lo so: immagino però che debba trattarsi di angeli con le ali, di essenze diogeniche… perché solo chi è così ascolta le opinioni altrui senza giudicare. La mia speranza personale è di muovere verso quel tipo di saggezza, quindi non andatevene, continuate ad insegnarmi… semplicemente venendo qui. Besos a todos.

 

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