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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Filosofia dell’anima – Berlusconi, il tempo, il patto con Salvini e la promessa: mai col renzismo! Sul perché non bisogna crederci.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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PERLE DI ROSEBUD – LISTA AGGIORNATA DEI DERETANI INAMOVIBILI

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per conoscere tutti i deretani di cui sopra)

PERLE POLITICHE – SENILITÀ, OKAY, MA SE DOVESSI DIVENTARE RENZISTA…

…portarmi dal veterinario e sopprimermi subito, please!

(Clicca qui per leggere tutto)

Rina Brundu

business-suit-690048_960_720Orrenda quella cravatta berlusconiana: ma chi gliele fa? Sembrava un pezzo di seta afflitto dalla sindrome “abbondantis abbondantum”, a volte “less is more” ma immagino che in dati luoghi non s’applichi.

In realtà neppure il mio incipit a base di “cravatte” è molto degno, soprattutto perché volevo parlare d’altro. Penso infatti che quando si guarda al Berlusconi attuale non si dovrebbe parlare di politica – come pure lui vorrebbe – né di Milan, né di altre fantastiche avventure nel regno del business sempre un tantino fuori dalle regole, o quel tanto che basta, ma si dovrebbe parlare del tempo e soprattutto del tempo che passa.

Berlusconi, più di qualsiasi altra persona, forse perché nel bene o nel male ha condizionato tante vite, perché si è fatto notare, mi porta appunto a parlare del tempo e di come il tempo si faccia beffa di noi, specie quando più tentiamo di contrastarlo. C’è infatti qualcosa di esteticamente brutto in questo ricco signore che, scaltramente, modella il suo viso per lottare contro un signore e padrone molto più potente di lui, e c’è qualcosa di triste nel fatto che nessuno, evidentemente, glielo fa notare. Quando metto a confronto la faccia tirata a divano, quasi in pelle trattata, di Silvio Berlusconi con il volto bello, scurito dal sole ma che ha conservato tutte le sue linee dolci e mirabili, di mio padre (hanno più o meno la stessa età), mi rendo conto che davvero la ricchezza non può comprare tutto, a momenti non compra niente. A dire il vero me ne rendo conto anche quando faccio il confronto tra Berlusconi e mio padre su molti altri aspetti dell’esperienza di vita, ma ammetto che su questo il mio giudizio può essere parziale.

Non è parzialità invece quando si esprime un giudizio sul fallimento politico di questo Berlusconi senza delfini, un fallimento che è sotto gli occhi di tutti, tranne che sotto i suoi, naturalmente. Quando Silvio Berlusconi stasera, davanti a Fazio, si è proposto come nostro futuro Premier mi sono vergognata per lui… non di una vergogna brutta… ma di una vergogna dell’anima. Il tempo… sì, è il tempo che si fa gioco di noi. A volte ci imbroglia da maestro, facendoci vivere tutta una vita senza che si riesca a crescere mai. Avevo un vecchio zio di cui solevo dire che durante i suoi 104 anni, vissuti in perfetta salute e caricati di una determinazione tripla rispetto a quella del signore di Arcore, non era riuscito a crescere: testardo era nato e testardo era morto, come se la vita non l’avesse neppure sfiorato. Per certi versi Berlusconi gli assomiglia: continua a fare e a disfare ignorando il tempo, quasi come fosse divorato dalla Sidrome Wheeler-DeWitt che quel fattore non lo contempla. Ma piaccia o non piaccia quel fattore nella nostra dimensione esiste e bisogna tenerne conto..

Per esempio bisogna tenerne conto pure quando si fanno promesse politiche scaltre: anche se non raggiungeremo (i.e. Forza Italia e Salvini) il quorum per governare, noi non faremo MAI un accordo con il renzismo, ha detto oggi Silvio Berlusconi. Il problema è che la sua sembrava una promessa renzista, l’ha fatta indossando il suo sorriso più luciferino ed ecco perché bisognerebbe non credergli… del resto è noto che il figlio adottivo in quel di Rignano gli è più caro dei diseredati nullafacenti che vivono la penisola da nord a sud. Su questi aspetti Fazio al suo solito non lo ha incalzato troppo, ma confesso che mi piacerebbe tanto sapere se quando fra poco tempo (o molto) Berlusconi si troverà davanti ad altro “giudice” che non sia Fazio… gliene verrà chiesto conto. Chissà, tutto può essere… anche che si trovi un cravattaro meno obsoleto o fastidioso per l’occhio, seppure trendy. Sic!

Rina Brundu

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