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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8º. Breaking News

Media e regime (31) – Il caso Clinton. O della fine politica della premiata coppia Hillary-Bill stretta tra il Russiagate e il Caso Weinstein. E sul paraculismo di Meryl Streep e di Jane Fonda.

ROSEBUD TV – Roberto Vecchioni – Samarcanda (Live@RSI 1984)

AFORISMI MEMORABILI E ZIBALDONE


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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Attenzione la versione definitiva di questi testi uscirà solo dopo le elezioni politiche


Il caso diffamatorio su Wikipedia 

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Gli stornelli del 4 marzo e dieci validi motivi per cui Luigi Di Maio sarà Premier!

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Stornelli politici per il 4 marzo 2018

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Rina Brundu

media e regime new (7).jpgAdesso chi glielo dice a Beppe Severgnini, a Rampini e agli altri colleghi giornalisti “liberal” nostrani? Chi glielo dice ai forzati dell’anti-trumpismo a tutti i costi, e che sovente sono pure quelli che non vedono i danni procurati dal trumpino di casa nostra? Chi glielo dice, insomma, ai radical-chic che vedono la pagliuzza negli occhi altrui ma non la trave nei loro? Eppure, a quasi un anno dall’elezione di Donald Trump, ciò che appare chiaro è che a vederci meglio di tutti sono stati proprio gli elettori americani che hanno votato l’attuale presidente. Non ci sono dubbi, infatti, che sia sempre meglio un fanfarone al potere di un gruppo di pericolosi cospiratori contro la democrazia come appare oggidì la premiata coppia Hillary-Bill.

Scrive il prestigioso “The Washington Post” in un articolo pubblicato ieri e firmato da Adam Entous, Devlin Barret e Rosaling S Helderman: “Fonti informate sui fatti sostengono che la campagna per Hillary Clinton Presidente e il Comitato Democratico Nazionale hanno finanziato la ricerca che portò a costruire il famoso dossier contenente l’accusa al Presidente Trump di connessioni con la Russia e di un possibile coordinamento tra il suo staff elettorale e il Cremlino”.

L’articolo, titolato, Clinton campaign, DNC paid for research that led to Russia dossier è corposo e dettagliato, ma l’attacco del giornale non si ferma qui. In un nuovo pezzo pubblicato oggi, Hillary Clinton’s disingenuous dossier outrage, firmato da Callum Borchers, la Clinton viene platealmente scaricata: “C’è una contraddizione in termini qui. Clinton voleva che il dossier fosse reso noto e considerato credibile, tuttavia non voleva essere tirata in ballo. Sperava che i media, prima del giorno delle elezioni, pubblicassero le accuse contro Trump, ma non desiderava in alcun modo che il suo nome fosse collegato a questa vicenda”. La domanda di chiusura è retorica e sottintesa: “Chissà perché?”.

Eh già… chissà perché? E chissà perché in relazione ad un altro scandalo, anche questo made in USA, ovvero il caso Weinstein (ricordiamo che Harvey Weinstein è stato uno dei finanziatori della campagna Hillary Presidente), altri liberal di grido come Meryl Streep e l’attivista politica Jane Fonda… continuano a scagliarsi contro Trump mentre si dicono sorprese e sconcertate dai vizi dei loro ex amici holliwoodiani?

C’è questa intervista che gira su YouTube, concessa a Christiane Amanpour della CNN da Jane Fonda, che è fenomenale nel paraculismo che rivela… ma soprattutto nella pochezza dell’anima che mette a nudo. La linko qui di seguito per chi capisce l’inglese ma mi raccomando non fatene cenno né in Via Solferino né nella Redazione Cultura di “Repubblica”: temo gli attacchi di cuore e dato che domani ci sarà anche la sicura approvazione del Rosatellum… con le tragedie mediatiche nazionali del mese abbiamo già dato. Sic!

Rina Brundu

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