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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Media e regime (2) – Il Caso Gad Lerner

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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Rina Brundu

media e regime (2).jpgGad Lerner starebbe lì lì per lasciare il PDR. Gad Lerner, chi? Lo so, sarebbe una domanda pregnante, se non fosse che il vero quesito da porsi è: cosa ci faceva Lerner nel PDR dato che risulta anche essere un giornalista? Meglio andare con ordine però.

Come si evince non sono una fan di questo specifico mastino nostrano dei dealings degli Esecutivi italiani, so per certo però che Lerner non è stato tra quelli che, durante i tre anni di infame dittatura renzista in Italia, si è esposto e a ha fatto il suo dovere di… mastino, appunto. Di converso, si legge in queste ore tra le pagine de Il Fatto Quotidiano che Lerner avrebbe postato in un qualche sito virtuale il suo malcontento con il fu partito di Antonio Gramsci, sputtanato urbi et orbi dalla casta politica più spregevole di tutti i tempi, in questi termini “Per me la goccia che ha fatto traboccare il vaso è la campagna di denigrazione mossa contro le ong impegnate nei salvataggi in mare. Culminata in accuse di complicità con gli scafisti e tradotta nella pretesa governativa di sottometterle a vincoli non contemplati dal diritto internazionale né dai codici di navigazione“. Scrive ancora Il Fatto: “A Lerner non è piaciuta neanche “l’impressionante subalternità psicologica alle dicerie sparse dalla destra”, con riferimento alla Lega Nord e alle prese di posizione di Matteo Salvini sui migranti”.

Anche qui la prima e più pregnante domanda che sorge spontanea va posta direttamente al direttore del Fatto, a Marco Travaglio: Ma è possibile che con tutti i giornalisti che sarebbero necessari per capire in quale modo accorto riusciranno a mettere sotto il tappeto una volta per tutte il famigerato Caso Consip, la vostra piccola redazione trovi il tempo di scandagliare la Rete per scovare queste “perle” lerneriane? Nel caso, consiglierei di mandare questo vostro infaticabile segugio da queste parti dove, con tutto il rispetto, tra me e gli altri attori di perle sul renzismo ne abbiamo prodotte in maggior quantità e sicuramente di miglior qualità di quelle proposte dal giornalismo italiano in generale. Peraltro, lo abbiamo fatto senza ricevere gli stessi emolumenti, in qualche caso anche statali.

Tornando a Lerner, meraviglia davvero che lo spirito epico del giornalismo italico più “committed” si sia risvegliato in questo signore non dopo che il deleterio governo che egli ha sostenuto per tre lunghissimi anni ha depauperato le casse dello Stato offrendo bonus a destra e a manca ogni qualvolta si trovasse in oggettiva caduta di consensi, non dopo che il Ducetto che lo capeggiava ha messo il Servizio Pubblico Televisivo alle sue dirette dipendenze, non dopo che quello stesso Ducetto ha sputtanato il professionismo dei suoi colleghi piegati ai suoi voleri come zerbini di infima categoria, non dopo che colui ha svenduto la Costituzione ai lobbisti e ai massoni, non dopo che ha sdoganato il clientelismo, non dopo che ha ridicolizzato le nostre istituzioni in mille modi, primo fra tutti con lo “staging” di un vero e proprio golpe bianco spalleggiato da esimi rappresentanti dalla Repubblica e attualizzato con la connivenza di tutto il mondo mediatico da cui lo stesso Lerner proviene. Ma, pensa tu, Lerner si sarebbe offeso nell’anima adesso… adesso che il PDR (perché questo è il suo attuale nome), starebbe giustamente parando orecchio alle legittime denunce di M5S e Salvini a proposito degli infimi commerci che molte organizzazioni, solo a parole “benefiche”, starebbero portando avanti sulla pelle degli ultimi. Pensa tu, ma pensa tu che tempra e che deontologia questo radical chichismo dei miei stivali! Non sarà invece che Lerner è più prosaicamente impegnato nel noto giochetto chiamato “salto del ratto dal carro che affonda”? Il dubbio, lo confesso, mi assilla ma riesco a gestirlo.

Non troppo tempo fa mi capitò di litigare con un mio caro amico per l’eccessiva “opinione” che costui aveva di un altro giornalista trendy collega di Lerner. Non ricordo esattamente cosa dissi al mio amico, ma il “gist” era che c’era più giornalismo in Rosebud di quanto ce ne fosse nelle agendine più segrete di questi signori. E tutta la vita con gli articoli pregnanti, knowledgeable, sentiti, sopra le righe anche nel linguaggio del Prof. Roberto Renzetti che con le mezze scritture d’antan e i ritmi appassiti, scoglionanti, interessati, della peggior casta giornalistica che abbia mai partorito il cosiddetto professionismo mediatico nostrano!

Rina Brundu

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