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L’amico Macron e l’uccello padulo. Di uomini e donne di governo e delle colpe dei padri.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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Rina Brundu

beautiful-16736_960_720Leggo che Berlusconi starebbe pensando a Mara Carfagna come candidato Premier del centrodestra alle prossime elezioni. Nel mare magnum dell’ordinarietà e anonimità degli attuali leader politici italici, la Carfagna non sfigurerebbe, sempre meglio di Santa Maria Elena da Banca Etruria! Resta il fatto che neppure la Carfagna rappresenta una di quelle figure femminili “toste”, capaci di estrinsecare potere vero, specie in virtù dei propri meriti, che si vorrebbe vedere emergere nel Paese. Nell’Italia repubblicana non ci sono mai state donne di potere, e ci sono state pure poche donne che hanno potuto esercitare un dato potere su mandato del padrino masculo che le raccomandava. Le uniche due ragazze che hanno avuto una chance sostanziale per esercitare una tipologia di potere indipendente dalla volontà maschile, proprio in virtù della modalità di azione politica che estrinseca il loro MoVimento di provenienza, sono state Chiara Appendino e Virginia Raggi, sebbene vuoi per oggettivi limiti procurati dalla mancanza di esperienza e dalla giovane età, vuoi per dei limiti propri, non sono state in grado di fare il grande salto verso quella capacità di leadership che può fare una differenza.

Per una volta però noi donne italiane ci possiamo consolare, dato che guardando sull’altra sponda il risultato non cambia. Nell’ultima decade più che uomini e donne di governo, e servitori dello Stato in gamba, noi siamo stati in grado di produrre solamente “camerieri” e servitori tout-court (senza offesa per chi con maggior dignità dei nostri politicanti quei mestieri li fa per vivere); al più abbiamo prodotto qualche valletta di belle speranze ma assolutamente incapace, per notevoli demeriti propri, di trasformarsi in diva molto amata, come ha ben dimostrato la recente e populistica avventura renzista.

La colpa del disgraziato status-quo? Non ci sono dubbi: le colpe sono dei padri. Proprio così, la colpa è di quell’attuale gerontocrazia (di cui è esempio mirabile l’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ma anche lo stesso fondatore di Repubblica Eugenio Scalfari – un intellettuale di rara mediocrità che, ho letto da poco, avrebbe persino definito le donne “Api operaie. E basta”, e diversi altri dinosauri di veneranda età assurti al titolo di “venerato maestro” più per demerito altrui che per propria capacità), che rappresenta gli ultimi “mohicani” di una società italica da dimenticare. Nello specifico parlo di quella società italica che ha conquistato definitiva agiatezza dopo l’ultimo boom degli anni 80 e ha profittato della situazione favorevole per fare cuocere a fuoco vivo i peggiori vizi conclamati della nostra razza, primo fra tutti la furbizia sempre e comunque.

Così a lungo ha bollito il calderone che la brodaglia ottenuta ci appare oggi ricetta velenosa come nessuna, tanto più che sembrerebbe anche poltiglia capace di raffreddarsi, di scomporre e ricomporre gli ingredienti a piacimento in un loop infinito. E quegli ingredienti sono la corruzione amministrativa su ogni livello (dal grande capo all’ultimo impiegato che preferisce occupare il tempo facendo la spesa di casa piuttosto che svolgendo il lavoro per cui è pagato, e svolgerlo con la cortesia dovuta ai suoi clienti), l’obnubilamento del concetto di meritocrazia, il livellamento continuato verso la mediocrità, l’incensamento del leccaculismo, la genuflessione incondizionata al potere, il dileggio della idealità d’intelletto marcata in positivo senza la quale non ci potrà mai essere alcuna speranza di cambiamento, il vilipendio delle cittadelle universitarie trasformate in palazzi di feudatari ansiosi di collocare una prole sovente manco dotata di mezzo neurone rincoglionito, and so on and so forth…

In compenso siamo sempre proni a creare falsi miti all’estero, quando riteniamo che l’esistenza, e il relativo incensamento, di quelli può in qualche modo favorire la nostra causa e danneggiare il nostro avversario. L’ennesimo caso plastico è stata l’elezione del Presidente Macron in Francia, pardon… dell’amico Macron, cool e trendy come niuno, salutata dai renzisti e dai loro giornalacci a testate unificate (e maroni schiacciati) come l’avvento dell’improbabile salvatore della politica con la P maiuscola da un lato e del destino segnato della scaltra avventura del buccaniere e ducetto di Rignano dall’altro. Ma quando mai?!! Se c’è un qualcosa che davvero dovremmo imparare dai francesi è la loro tempra nazionalista che non schiarisce mai indipendentemente dal colore del presidente in carica.

Insomma, con un cugino d’Oltralpe al governo non importa il volo più o meno alto dell’uccello padulo, e non serve un grande statista italico per comprendere che in un modo o nell’altro quello sta mirando al tuo buco del culo: Gentiloni avvisato mezzo incul… salvato. Ma cui prodest, parlarne? Tutto sommato vecchie storie, di ieri, di oggi, di sempre… con simili donne e uomini di… governo. Sic!

Rina Brundu

PS E non dimenticate “Diario dai giorni del golpe bianco” che sarà disponibile a breve: rileggendolo ho capito che Luciano Fontana mi ha fottuto il lavoro molto tempo fa, ma tutto sommato ci spero ancora, peggio di lui sarà difficile fare in via Solferino….

il golpe bianco 800

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1 Comment on L’amico Macron e l’uccello padulo. Di uomini e donne di governo e delle colpe dei padri.

  1. Concordo, non sono simpatici, ma mica debbono essere simpatici a noi… loro fanno i loro interessi e li fanno bene: proprio ciò che non sappiamo fare noi e infatti ecco perchè non abbiamo leader validi. Noi sappiamo farci solo i nostri personali sporchi interessi e se necessario sputtaniamo l’Italia…
    Ricordi quando al tempo del berlusconesimo gli Scalfari di cui sopra sputtanavano il Paese all’estero pur di colpire il nemico editoriale?
    Io lo ricordo bene perchè vivevo ora come allora all’estero e mai ho provato cosi tanta vergogna!
    Speriamo davvero che uno di tali uccelli padulo…. e mi fermo qui!

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