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Il Fanum Carisi di Orosei. Uno studio di Massimo Pittau, cittadino onorario.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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Orosei, autore Gianni Careddu, fonte Wikipedia

L’«Itinerario di Antonino» (Itinerarium provinciarum) – compilato sotto l’imperatore romano M. Aurelio Antonino, detto “Caracalla” (211-217 d. C.), alla metà della strada romana che seguiva la costa orientale della Sardegna, presenta una mansione o stazione che chiama Fanum Carisi «Tempio di Carisio» (80.2). Fino ad ora non risulta localizzata la esatta posizione di questa mansione, anche se si è intravisto che essa era nel territorio dell’odierno paese di Orosei. E nessuno studioso ha fino ad ora approfondito e intravisto quale fosse la divinità pagana alla quale era dedicato il tempio. Ebbene, col mio presente studio mi lusingo sia di localizzare esattamente il sito del tempio, sia di individuare la divinità pagana al quale esso era dedicato.

A mio giudizio il Fanum Carisi si trovava nelle immediate vicinanze dell’odierno villaggio di Orosei, anzi al suo ingresso dalla parte occidentale, e si indentificava col santuario di Nostra Segnora ‘e su Rimediu, evidentemente da intendersi come «Madonna delegata al rimedio dei malanni, delle disgrazie e delle malattie» dei fedeli.

Procedendo ad una analisi minuta della denominazione, è abbastanza chiaro che Carisium è da intendersi come un aggettivo sostantivato indicante propriamente il sito che ospitava il tempio. Il santuario di Nostra Segnora ‘e su Rimediu attualmente risulta ormai inglobato nel circuito abitativo di Orosei, ma in antico ne doveva essere alquanto separato e distante, dato che Orosei di certo gravitava sulla riva del mare. Comunque Carisium come denominazione speciale del sito del tempio dimostra chiaramente quanto questo fosse importante nella considerazione degli Oroseini e pure degli abitanti della Baronia e della zona circostante.

A questo nome del santuario corrisponde pure il gentilizio latino Carisius, Caresius, Charisius (RNG), il quale aveva chiaramente una valenza teoforica o religiosa. Questo gentilizio apparteneva pure ad un ex soldato sardo Tunila, che aveva militato nella Cohors II Gemina Sardorum et Corsorum all’epoca di Nerva (CIL X 7890)<1>; e apparteneva pure a un altro individuo, nativo della Sardegna ma residente a Napoli, M(arcus) Carisius Fronto come indica una epigrafe latina ripubblicata di recente<2>.

D’altra parte il notissimo geografo Claudio Tolomeo (III, 3, 6) cita per la zona della Sardegna centro-orientale un popolo chiamato Karḗnsioi, che evidentemente erano prima i frequentatori del tempio di Carisium e dopo gli Oroseini in genere.

È pure evidente che nel toponimo e gentilizio Carisium/s va ricercato e trovato il nome della divinità pagana al quale era dedicato il tempio. Ebbene, fortemente confortato anche dal fatto che del gentilizio latino esisteva anche la variante con la aspirazione della velare iniziale, cioè Charesius (RNG), non trovo alcuna difficoltà a individuare questa divinità pagana nella greca Kháris «Grazia», grazia chiesta ed ottenuta dai fedeli che frequentavano il tempio. La quale è una denominazione che corrisponde abbastanza strettamente al nome della Nostra Segnora ‘e su Rimediu.

Con ciò insomma siamo di fronte a un altro chiaro esempio di sincretismo fra la religione pagana e la religione cristiana, nel senso che i cristiani procedettero a identificare e denominare l’antica divinità pagana Kháris con la quasi identica, per le sue attribuzioni, Nostra Segnora ‘e su Rimediu.

La festa di questa Madonna è praticamente la più grande festa religiosa di Orosei, tanto che dura ben due settimane di settembre ed è famosa nell’intera zona circostante dell’Isola. Nel santuario di Nostra Segnora ‘e su Rimediu perfino Grazia Deledda ha localizzato un importante episodio del suo romanzo capolavoro «Canne al vento».

Resta ancora da precisare che la lingua greca era ampiamente conosciuta e adoperata in tutte le zone rivierasche dell’intero Mar Mediterraneo, ragion per cui non stupisce per nulla che la greca Kháris «Grazia» si adoperasse anche nell’antico sito di Orosei.

Infine c’è da respingere la connessione linguistica che è stata pure prospettata dell’antico Carisium con l’odierno toponimo Oroséi. Questo infatti non è un toponimo di origine latina, bensì è un toponimo prelatino o preromano, ossia è da ritenere un relitto della antica lingua dei Protosardi: lo dimostra chiaramente il fatto che il toponimo esiste anche nei territori di Bosa, Calangianus e Talana e trova corrispondenza negli altri toponimi Orosài (2: Birori, Pozzomaggiore), Orosè (Austis), Oroso (Bortigali), Orrosassò (Tonara); Orossolò e Oróssi (Fonni), Orrosile (Bultei), Orrossili e Arroséi (Baunei), Orosutho (Ollolai), Orusèi (Suelli, VSG), Rosalè (Orune), Rosè (Porto Torres), Roséi (2: Pozzomaggiore, Tramatza), tutti caratterizzati da ossitonia e da suffissi e suffissoidi protosardi. La matrice protosarda del toponimo Orosei è confermata pure dal suffisso –ìnu dell’etnico Oroseìnu, proprio come in Alaìnu, Buddusoìnu, Lanuseìnu, Torpeìnu, Trieddìnu, Urzuleìnu, ecc. (UNS 215).

Ciò premesso dico che tutti questi toponimi possono essere confrontati – non derivati – col lat. rosa «rosa» (prestito forestiero come indica già la irregolare /-s-/ intervocalica; DELL, DELI) e quindi quasi certamente “fitonimo mediterraneo”. Del corrispondente fitonimo abbiamo un doppione, cioè sia la forma protosarda arrosa, orrosa, orrossa sia quella latina rosa, ragion per cui possiamo interpretare che il fitonimo esistesse già in Sardegna, nella lingua protosarda, prima che ve lo portassero i Romani (LISPR, DILS, NVLS).

E si puo concludere dicendo che il toponimo Oroséi praticamente avesse il simpatico significato di «sito delle rose, roseto».

Come codicillo finale segnalo che nei documenti medioevali Orosei è citato parecchie volte, data l’importanza che aveva il suo porto fluviale, e viene citato con le seguenti forme: Uruse, Urise, Orise (certamente con l’accento tonico sulla vocale finale), Orisei, Urusey (SSls 150, CHS num. 18; GG 485; CREST XXV 22). È citato numerose volte fra i villaggi della diocesi di Galtellì che nella metà del sec. XIV versavano le decime alla curia romana (RDS) e così pure nella Chorographia Sardiniae di G. F. Fara (anni 1580-1589).

Bibliografia con sigle

<1> Vedi A. Mastino, Storia della Sardegna Antica, Nùoro 2005, pag. 402 e passim; idem, Natione Sardus etc., in «Archivio Storico Sardo», vol. I, Cagliari 2015, pagg. 141-181). L’egregio collega ed amico ha accettato di revisionare questo mio scritto, ed io lo ringrazio.

<2> Vedi A. De Simone, La collezione antiquaria della biblioteca dei Girolamini in Napoli, Napoli 1975, pag. 30 seg. num. 9, con foto (3).

CHS  Pittau M., Chi siamo – Nuoro e la sua provincia, serie di inserti del quotidiano «La Nuova Sardegna», Sassari, novembre 1983-marzo 1984.

CIL  Corpus Inscriptionum Latinarum, Berolini 1862 ….

CREST  Blasco Ferrer E., Crestomazia Sarda dei primi secoli, voll. I, II, Nùoro 2003.

DELI Cortelazzo M. – Zolli P., Dizionario Etimologico della Lingua Italiana, I-V, Bologna 1979-1988; DELI² II ediz. a cura di M. Cortelazzo e M. A. Cortelazzo, col soprattitolo Il nuovo etimologico, 1999.

DELL Ernout A. – Meillet A., Dictionnaire Étymologique de la Langue Latine, IV édit., IV tirage, Paris 1985, Éditions Klincksieck.

DILS  Pittau M., Dizionario della Lingua Sarda – fraseologico ed etimologico, I vol., Cagliari 2000, II vol. 2003, E. Gasperini Editore.

GG  Panedda D., Il Giudicato di Gallura, Sassari 1978.

LISPR  Pittau M., La Lingua Sardiana o dei Protosardi, Cagliari 2001 (E. Gasperini Editore).

NVLS  Pittau M., Nuovo Vocabolario della Lingua Sarda – fraseologico ed etimologico, Domus de Janas edit. Selargius 2014, voll. I-II.

RDS Sella P., Rationes Decimarum Italiae nei secoli XIII e XIV – Sardinia, Città del Vaticano [Roma] 1945.

RNG Solin H. et Salomies O., Repertorium nominum gentilium et cognominum Latinorum, Hildesheim-Zürich-New York 1988.

SSls Pittau M., Studi Sardi di linguistica e storia, Pisa 1958.

UNS  Pittau M., Ulisse e Nausica in Sardegna, Nùoro 1994.

VSG  Spano G., Vocabolario Sardo Geografico, Patronimico ed Etimologico, Cagliari 1873 (II).

Nota redazionale – Profitto per congratularmi con il prof. Pittau fresco cittadino onorario di Orosei. Per motivi personali all’ultimo momento non ho potuto presenziare alla Cerimonia domenica scorsa ma lo vedrò presto e potrò congratularmi con lui anche personalmente. Nel frattempo, un abbraccio al nostro infaticabile professore. RB

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