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Fallimento Primarie PD – Della fine senile e penosa del renzismo (breve)

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)


Gramsci

Gramsci… che per fortuna è morto!

Code di over 75enni, reclutati forse nei centri per anziani, in fila per pagare due euro da regalare al ducetto di Rignano. Un Enrico Mentana quasi in stato orgasmatico mentre intento a “celebrare” una affluenza dimezzata rispetto alle precedenti primarie. Un partito distrutto. Una tristezza infinita. È questo il ritratto  senile che trasmette il renzismo post-4 dicembre determinato a morire come Sansone, con tutti gli “iscritti” al partito rimasti, anche perché, causa l’età, non saprebbero dove andare. Proprio vero che per rinnovare la fiducia al renzismo forse non serve essere coglioni o rincoglioniti, però aiuta!

Che tristezza! Già detto! Sic!

Rina Brundu

PS Pericoloso. Non ho mai nascosto che se dovessi definire con un solo aggettivo il politico Matteo Renzi, questo sarebbe l’aggettivo che userei: pericoloso. E più il tempo passa più questa convinzione si rafforza. Fa impressione, e di fatto mette addosso anche una certa paura, la determinazione di questo signorotto toscano, sconosciuto ai più fino al giorno in cui con uno sgambetto politico degno della miglior tradizione Borgia, rubò il posto al suo predecessore (i.e. ma che é pure lo stesso signorotto toscano che è stato trombato dal popolo con una partecipazione “sentita” che non si era vista dai tempi in cui i suoi stessi pretoriani resero giustizia alle vittime di Caligola), nell’autocelebrarsi con la sceneggiata dei voti degli amici degli amici! Le nuove elezioni politiche non arriveranno mai troppo presto e quel giorno sarà altra storia: fine dell’epopea politica fallimentare di un anti-leader per eccellenza: Matteo Renzi!

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