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L’età della politica e dei media cazzari (2) – Sul gentile Gentiloni, conte che conticchia. E sull’inizio dell’accesa campagna elettorale in RAI pro Richelieu dell’Arno “pronto a ripartire”: ma ‘ndo va?

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

 

La “volontà di potenza” renzista più che una degna pulsione infinita verso il rinnovamento, pare una sub-categoria delle filosofie motivazionali new-age in virtù delle quali se “thoughts become things” (i pensieri diventano cose) perché le parole non possono diventare fatti? Detto altrimenti, sembrerebbe che sia perfetta convinzione della corte renzista e di Matteo Renzi in particolare, che basti affermare l’essenza della realtà (pardon, di una data realtà, quella di cui sono convinti e di cui intendono convincere il popolo italiano) per definire quest’ultima. Da qui a venirne fuori con le anelanti e usate dichiarazioni che hanno costellato questi ultimi 30 mesi di laissez-faire politico, economico, amministrativo, il passo è breve: “Il Jobs Act è stato un successo”, “L’Expo è stato un successo”, “La Riforma costituzionale cambierà l’Italia”, “L’Italia è ripartita”… e in ultimo proprio l’odierno “Abbiamo dimostrato di non essere il problema”.

(Dal “Diario dai giorni del golpe bianco” di Rina Brundu, prossimamente).

Rina Brundu

governo-gentiloni

Il nuovo governo Gentiloni: il conte e il conticchio

Sospiri di sollievo e pacche sulle spalle: “Ce l’abbiamo fatta!”. Ce l’hanno fatta! Sono riusciti a salvare il salvabile in barba all’indirizzo suggerito domenica scorsa dal popolo italiano; sono riusciti ad assicurare la continuazione del mandato dei tanti che , pur senza rappresentare interessi altrui nel paese reale, hanno fatto vivere l’immonda balena bianca renzista; sono riusciti, soprattutto, ad assicurarsi tempo sufficiente a coprire le malefatte di quello stesso governo e, dulcis in fundo, a preservare inalterato il potere del Ducetto di Rignano e della scaltra corte che costui ha formato in questi tre lunghi anni: COMPLIMENTONI, la desinenza è d’obbligo oggi!

Infine, il danno oltre la beffa! Di fatto il comune cittadino italiano – e io prima tra quelli – stava già trovando conforto nell’idea che almeno durante questi mesi il volto tronfio e satollo dell’ex-Premier non sarebbe più comparso in TV con tanta frequenza: niente di più sbagliato! Non erano passati neppure quindici minuti dall’annuncio della creazione del nuovo governo che già l’anelante TG1 ci riproponeva sordide immagine d’archivio, insieme ad un servizio del Renzi nei suoi luoghi dell’infanzia, immagini che purtroppo si annunciano come la prima nefasta puntata di un’interminabile soap-opera che farà da colonna sonora malinconica alla campagna elettorale pro-renzista che hanno già iniziato!

Che coerenza in RAI, bisogna ammetterlo!: stesi e genuflessi prima, stesi e genuflessi, adesso, mediaticamente e politicamente cazzari prima, mediaticamente e politicamente cazzari adesso! Che poi questo della coerenza (o pseudo-tale), sembrerebbe un tema a cui tengono molto in queste ore. È stato infatti lo stesso Gentiloni a lodare la supposta coerenza del leaderetto toscano per avere “lasciato” dopo averlo promesso e come al solito è stato lo stesso Renzi ad autocelebrarsi sui social ricordando ai suoi quattro followers farlocchi di come avrebbe mantenuto la promessa, salvo poi aggiungere l’inciso “Pronto a ripartire”.

Pronto a ripartire, dove? Come? Se uno lascia la politica – per usare la stessa espressione che  ha usato Renzi in mille occasioni – la lascia, punto e basta, come farebbe qualsiasi individuo serio! Che vuol dire che è “pronto a ripartire”? E ‘ndo va?  Sta dimenticando, costui, che lui è un raro leader che non è stato esautorato dal Parlamento, ovvero dal tristo circolo di individui che ha compattato in forma di governo, ma che il calcio in culo lo ha ricevuto direttamente dal popolo italiano con un tonante voto contro?

Ripartire per andare dove, dunque? Se ne tornasse a casa sua e vincesse la tentazione di fare il Richelieu dell’Arno, tale comportamento direbbe molto di più della sua etica e dignità politica dei post feisbukici autocelebrativi! Naturalmente mi rendo conto che questo è un predicare al vento, se il buongiorno si vede dal mattino, la lotta di questo caudillo per riporre il sedere sullo scranno mai guadagnato, sarà senza esclusioni  di colpi. E pur di ottenere il risultato non esiterà a vendere cara la pelle del paese, a calpestarne la sua e la nostra dignità e volontà in ogni modo e maniera!

Rina Brundu

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