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Trump batte tutti, pure i sondaggi

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

“M”? Aldo Grasso ha scritto che il titolo del programma sperimentale“M” del Michele Santoro schiacciato verso Rignano, sia stato ispirato dal Fritz Lang del mostro di Dusseldorf. Curioso! Io di primo acchitto ho pensato alla Teoria M di Ed Witten che non ha mai chiarito in pieno il significato della consonante, ma poi ho cambiato idea: un renzista che si occupa di mondo subatomico senza tornaconto? No, “schiacciato” per “schiacciata”, è molto più probabile che la “M” stia per la terza inevitabile opzione! (Rina Brundu)

Michele Marsonet

trumpIl trionfo di Donald Trump nelle elezioni presidenziali americane dimostra, una volta di più, la grande distanza che ormai separa le élites politiche e i principali organi d’informazione dalla massa dei cittadini comuni. E – mette conto sottolinearlo – il ragionamento si può ripetere pari pari anche per l’Italia e l’Europa in genere.


A colpire non è tanto lo sconforto, del resto prevedibile, degli attivisti di Hillary Clinton, quanto quello dei giornalisti strasicuri circa il fatto che “mai Trump potrebbe vincere”, e dei sondaggisti che ancora una volta ci hanno propinato previsioni fasulle. Dando così implicitamente ragione al tycoon vincitore, che aveva esortato fino all’ultimo istante a non fidarsi dei sondaggi.

L’America, dunque, continua a essere l’apripista quando avvengono mutamenti epocali. Ammesso che al termine “populismo” si possa attribuire un significato univoco, o quanto meno preciso, il populista Trump ha surclassato la rivale che godeva di maggiori appoggi e incassava donazioni ben più consistenti delle sue. Senza scordare che gran parte dell’establishment repubblicano gli era nettamente contrario sin dall’inizio. E chissà quale spazio troverà ora nel partito il clan Bush (per fare un solo esempio).

Che cosa è mancato nelle analisi di coloro che consideravano la presidenza Trump un’ipotesi da marziani? Probabilmente molto, ma direi che era assente soprattutto il contatto diretto con la gente che nulla ha che fare con il New York Times o con il politically correct della Fondazione Clinton.

Tutti coloro, insomma, che sentono sulle proprie spalle il peso della delocalizzazione produttiva, e di una globalizzazione di cui solo gli strati meno privilegiati della società riescono a scorgere il lato oscuro.

Donald Trump ha annusato il vento comprendendo che proprio là occorreva spingere sino in fondo, e senza troppo preoccuparsi delle accuse che gli venivano rivolte dai grandi organi d’informazione. La sua avversaria, invece, non è mai riuscita a liberarsi dall’aria di “prima della classe”, cara agli ambienti che contano (e che pagano). Chi dubita che i sostenitori di Bernie Sanders abbiano votato per lei ha, a mio avviso, ragione proprio per questi motivi.

Ora è interessante vedere cosa succederà in Italia e in Europa, dove gran parte dei governanti – in primis Matteo Renzi – hanno sposato con entusiasmo forse eccessivo la causa della ex First Lady. Dovranno sicuramente riposizionarsi, ma non sarà facile.

E altrettanto interessante sarà la politica estera del nuovo presidente, che ha già annunciato l’intenzione di riportare i rapporti con la Russia di Putin su binari più agevoli, non nascondendo al contempo la sua ostilità nei confronti di alleati storici degli USA quali l’Arabia Saudita.

Nella suo primo discorso dopo la vittoria Trump ha abbandonato i toni feroci adottando una posizione assai pacata. Segno, questo, che molte delle sue uscite nella campagna appena conclusa erano dettate dalla volontà di impressionare sempre e comunque (e occorre riconoscere che c’è riuscito).

Sicuramente non si verificherà l’apocalisse preannunciata da quotidiani, tv, social network e dalla stessa Hillary Clinton. Avremo, invece, un rinnovamento nella politica estera di quella che resta la maggiore potenza mondiale, e sul piano interno una maggiore attenzione agli interessi economici americani.

Michele Marsonet

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Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Lo disse… Diogene il Cinico

(ad Alessandro che gli chiedeva cosa potesse fare per lui) “Sì, stai un po’ fuori dal mio sole”

Lo disse… Joseph Pulitzer

Presentalo brevemente così che possano leggerlo, chiaramente così che possano apprezzarlo, in maniera pittoresca che lo ricordino e soprattutto accuratamente, così che possano essere guidati dalla sua luce.

info@ipaziabooks.com

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