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Filosofia dell’anima – Del Dio anti-entropico che costringe. Su CADFAEL e ancora sulle parole del teologo Hans Küng.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

 

La “volontà di potenza” renzista più che una degna pulsione infinita verso il rinnovamento, pare una sub-categoria delle filosofie motivazionali new-age in virtù delle quali se “thoughts become things” (i pensieri diventano cose) perché le parole non possono diventare fatti? Detto altrimenti, sembrerebbe che sia perfetta convinzione della corte renzista e di Matteo Renzi in particolare, che basti affermare l’essenza della realtà (pardon, di una data realtà, quella di cui sono convinti e di cui intendono convincere il popolo italiano) per definire quest’ultima. Da qui a venirne fuori con le anelanti e usate dichiarazioni che hanno costellato questi ultimi 30 mesi di laissez-faire politico, economico, amministrativo, il passo è breve: “Il Jobs Act è stato un successo”, “L’Expo è stato un successo”, “La Riforma costituzionale cambierà l’Italia”, “L’Italia è ripartita”… e in ultimo proprio l’odierno “Abbiamo dimostrato di non essere il problema”.

(Dal “Diario dai giorni del golpe bianco” di Rina Brundu, prossimamente).

Rina Brundu

cadfael_avatar.jpg“Non c’é pace tra le nazioni

senza pace tra le religioni.

Non c’é pace tra le religioni

senza dialogo tra le religioni

Non c’é dialogo tra le religioni

senza investigarne il loro fondamento.”

― Hans Küng, teologo svizzero

di Rina Brundu. Mi riesce ancora difficile credere che le parole testé citate siano state dette dal teologo cristiano più trendy della nostra età digitale, lo svizzero Hans Küng. Non sono tempi in cui ho una grande opinione dei cosiddetti teologi anche perché dopo averne letto alcune perle gli unici pensieri che si presentano alla mente sono le cogitazioni di Wittgenstein a proposito dei lavori di Shakespeare idealmente riprese da Sheldon Cooper: “After all, it is just literature!”, come a dire opinioni, come a dire sostanza o pseudo-scienza che non fa una differenza. Data la “profondità” e soprattutto "l’audacità" del sucitato pensiero di Küng (al cui confronto il rifiuto del dogma dell’infallibilità papale da parte dello stesso svizzero pare una sciocchezza), mi risolverò a chiamarlo filosofo, mi sembra più appropriato e di sicuro mi fa sentire più a mio agio.

Che un filosofo legato alle cose della Chiesa si interroghi su quali siano i fondamenti delle attuali religioni non è cosa da poco. Se poi riuscisse a portarsi avanti col lavoro e a prendere in mano qualche buon volume ad hoc, partendo dalle scritture di Frazer fino ad arrivare a quelle di Propp e degli altri grandi sono sicuro che non gli occorrerebbe troppo tempo prima di arrivare a qualche altra realizzazione et illuminazione importante.

Ciò che mi colpisce – anche in pensatori come questo che evidentemente hanno comunque il coraggio di guardare oltre il dogma, la dottrina, l’imprescindibile dettame tramandato da generazioni vittime della loro stessa ignoranza – è l’anelare istintivo verso il dogma più segreto dell’esistenza di un Dio che “costringe”. Anche quando tutto ciò che sta davanti ai nostri occhi racconta un’altra storia. Posto e non concesso che all’origine del multiverso vi sia un’entità cosciente come quella descritta dalle religioni umane, posto e concesso molto convintamente che la teoria del multiverso sia nel giusto e ciascuno degli universi contenuti in quest’ultimo viva di regole fisiche proprie, dove si trova la “costrizione”? Au contraire, il multiverso, e sicuramente questo universo che viviamo, sembrerebbe essere governato da una sorta di linea guida inneggiante a disordine di tipo  entropico quasi come se questo stesso Dio avesse detto: “Fate un po’ come vi pare e poi siate pronti a soffrire le conseguenze della vostra ignoranza, io me ne lavo le mani”. Altro che “costrizione”! Se vi è infatti un messaggio universale che quando si alza lo sguardo verso il cosmo infinito si riesce a leggere senza troppa fatica è: fatevi forti di conoscenza e coraggio, il resto sono dettagli!

Certo, immagino che da qualche parte si sia dovuto partire e non è detto che le strade percorse siano state tutte cattive. In questi giorni in cui ho avuto modo di conoscere la bella serie poliziesca CADFAEL (1) e le sue rarefatte atmosfere medievali, i suoi canti benedettini, vi sono stati momenti in cui ho quasi respirato un tentativo di onesta ricerca filosofica dentro quelle abbazie che reggevano le vite di tanti esseri nel nostro passato non troppo distante. Ma si trattava di istanti fugaci poi la cruda realtà di ciò che è stato riprendeva il sopravvento a suon di creduloneria, moralità dubbie, amore per la necrofilia, e flagellazioni della carne autoimposte o subite. O del Dio che costringe, appunto, altro che filosofia e leggi della Fisica!

  • (1) Cadfael (titolo italiano I misteri dell’abbazia) è una serie televisiva inglese, tratta dai romanzi della scrittrice Ellis Peters, con protagonista Derek Jacobi. La storia, ambientata in Inghilterra, negli anni della guerra civile tra la regina Maud e il re Steven, tra il 1135 e il 1145, narra delle indagini condotte da fratello Cadfael, un monaco dell’abbazia benedettina di Shrewsbury (al confine con il Galles), che fa luce su misteriosi episodi che coinvolgono il suo mondo.

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