PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 10. Breaking News

Filosofia dell’anima – Dell’oblìo digitale e delle sue proprietà da “entanglement” quantistico o da gatto di Schrödinger.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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Secondo l'interpretazione a molti mondi, ogni evento è un punto di diramazione per l'intero universo..

di Rina Brundu. Temo che alla Rete non verrà mai dato tutto il credito che merita. Ci sono aziende fondamentalmente digitali come Google, Yahoo, Facebook che hanno degli introiti di gran lunga superiori a quelli dei PIL della maggior parte dei paesi del terzo mondo messi insieme ed è indubbio che queste aziende hanno modificato anche le nostre vite di cittadini del primo mondo ad immagine e somiglianza della loro essenza. In Italia per esempio si dubita ancora che un movimento politico possa essere gestito tramite un blog, anche quando quel blog è uno dei primi al mondo e riceve più visite di quante ne riceveranno in decadi le usate sedi partitiche pagate a spese del contribuente tartassato.

Ma non è di questo che volevo parlare. Meravigliavo di come Internet abbia anche altre caratteristiche, matematiche, binarie nella loro natura, che però riescono ad attaccarsi alla nostra anima con una data facilità. Con una data… proprietà. Sono in certo modo caratteristiche da “entanglement” quantistico o, volendo, da gatto di Schroedinger. Di fatto la nosta esistenza e la nostra attività in Rete – specie quando interagiamo con persone che non abbiamo mai conosciuto direttamente – esiste e non esiste ad un tempo. È vera e non è vera, proprio come il mitico gatto di Schroedinger di cui non si saprà se è vivo o morto finché non si andrà a guardare.

Ma non è neppure questo il maggior pregio delle dinamiche digitali: il loro maggior pregio, ritengo, è che anche quando si avrà infine certezza dello stato di salute del felino sucitato, vale a dire quando si avrà sicumera che colui è morto, sarà facile oblìarlo: basta cancellare un post, una categoria, un tag. Di più: qualora quel gatto digitale non si sia fatto ricordare per una qualsiasi particolare ragione, si oblierà in eterno sotto la pila dei nuovi post, dei nuovi tag, delle nuove categorie. Niente strazi, dunque, nel mondo digitale, niente addii, niente lacrime, niente scene da funerale meridionale d’antan, niente di niente, solo il silenzio cosmico simile a quello solenne che arriva dopo l’onda di uno tsunami che ha inghiottito tutto, rocce, isole, terre e continenti, ha provocato schifo, ed è poi seguito dall’imprescindibile interrogativo proiettato nel futuro che è già oggi: what next?

Very dignified!” direbbe la regina Elisabetta del mitico Peter Morgan (“The Queen”, 2006); io invece mi ripeto: temo che alla Rete non verrà mai dato tutto il credito che merita. Eppurtuttavia bisognerebbe darglielo, insieme alla nostra imperitura gratitudine!