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Esclusivo – In edicola il NUOVO VOCABOLARIO RENZISMO – ITALIANO. Un estratto dal saggio “LA STAMPA ITALIANA C’E’ O CI FA?” del Prof. L.O.L. Immondis Ph. D

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

renzismo.gifdi L.O.L. Immondis Ph. D. “Mi gioco tutto”, “L’Italia riparte”, “L’Italia sta ripartendo”, “L’Italia riparterà”, “Sblocchiamo l’Italia”, “Non votate: é Referendum-bufala!”, scagli la prima pietra chi di voi non ha mai sentito almeno una volta una di queste espressioni. No!, non si tratta di creazioni infantili sdoganate mercé l’intervento di qualche buontempone neoassunto all’Accademia della Crusca, gettato nel panico dall’incauto retweeting governativo e non siamo neppure in presenza, come molti potrebbero essere indotti a pensare, di retaggio-ultimo di un linguaggio paninaro-basso (e/o post-apocalittico) osannato nei drive-in di mezza Italia negli anni ’80. Si tratta invece di mattoni linguistici fondamentali della nostra realtà contingente, di mattoni finanche capaci di raccontarla e di renderla possibile codesta realtà, come mai era accaduto prima. Detto altrimenti si tratta dei mattoni linguistici della vita a misura dell’uomo (e della donna) renzista...  fermo restando che mi rendo pure conto di come da parte mia qualche altra spiegazione si renda assolutamente necessaria.

Ricordate (si fa per dire) quando “Dio disse: “Sia la luce””. E la luce fu”? Proprio così: nella Genesi della Bibbia cristiana Dio crea la luce pronunciandone il nome. Ecco, pensandoci bene questa sembrerebbe essere l’unica valida analogia che mi riesce di trovare quando si tratta di descrivere i meccanismi fondanti la nuova filosofia del linguaggio renzistico: basta dirlo e tutto si fa. Renzi dice che l’Italia riparte e l’Italia ripartirà. O giù di lì.

Mentirei se dicessi di non sentirlo nel sottofondo il vostro coro dubbioso “Cazzo stai dicendo, Immondis?”. Non vi ho convinto, vero? Non vi convince l’idea che basti dire qualcosa perché questo qualcosa si realizzi, si materializzi davanti a voi? Ritenete insomma che mi stia facendo beffa di voi, che stia confondendo le cose dello “wishful thinking” con le importanti questioni della vita amministrativa di un paese, peggio ancora che il Premier di una moderna democrazia occidentale possa confondere le cose dello “wishful thinking” con le importanti questioni amministrative a cui dovrebbe guardare. Non è proprio così, permettetevi infatti di presentarvi l’altro imprescindibile mattone della vita politica italiana nell’era renzistica… LA STAMPA...

Facciamo dunque un altro passo indietro (anche qui si fa per dire dato che sarebbe stato oggettivamente difficile dirimere prima che ci fosse la luce!). Torniamo per un momento alle domande filosofiche fondamentali: chi siamo? Da Dove veniamo? Dove andiamo? Macché!! Ho detto alle domande filosofiche fondamentali che nello specifico è una sola: ma la STAMPA ITALIANA C’E’ O CI FA? La risposta a volte può sorgere spontanea a volte no….. (continua la lettura su Amazon e/o nelle migliori librerie che avranno il coraggio di mostrarlo negli scaffali…).

(Rina Brundu Fecit – dedicato al comico anti-Erdogan della Zdf Jan Boehmermann – difendiamo la libertà di espressione e di critica, specie in Italia)

Tratto dall’introduzione al saggio “LA STAMPA ITALIANA C’E’ O CI FA?” del Prof. L.O.L. Immondis Ph. D presentato in appendice al volume

NUOVO VOCABOLARIO RENZISMO – ITALIANO di Matteo Renzi, MMXVI, Edizioni 3 Cani e un Gufo, Collana “Studi Genuflessi”.

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