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Premio Strega: se finalmente Einaudi e Feltrinelli dicono di no. Una pillola.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

Image66.pngdi Rina Brundu. Di tanto in tanto capita di sentire una notizia letteraria che ha un senso. A leggere un occhiello mattiniero del Corriere.it, sembrerebbe infatti che quest’anno Einaudi e Feltrinelli abbiano declinato l’offerta di presentare una loro candidatura al prossimo Premio Strega. Non mi sono presa la briga di appronfondire ma condivido pienamente; di fatto si tratta di una decisione molto importante soprattutto se è stata presa per le giuste motivazioni: non si partecipa ad un premio letterario tanto per partecipare!

Naturalmente, si potrebbe aggiungere che non si dovrebbe neppure premiare tanto per fare ma questo sembrerebbe un concetto più difficile da far comprendere agli organizzatori. Essendomi presa la briga di scaricare tutte le opere vincitrici dello Strega negli ultimi anni (poi recensite per questo sito), credo anche di poter parlare con cognizione di causa se dico che la loro qualità estetica e scritturale era inesistente. Come era inesistente tutto il know-how che a diversi livelli un’opera così premiata dovrebbe trasmettere…

Mi rendo conto che tali lavori erano di qualità più che sufficiente per preparare la solita polpetta elogiativa e laudatoria (volgarmente detta marchetta), propinata al pubblico di bocca buona dagli innumerevoli canali mediatici che ogni anno celebrano la serata della premiazione alla maniera in cui nelle vecchie fattorie si celebrava l’ultima giornata del raccolto, ma lo Strega a mio avviso dovrebbe guardare anche ad altri target. Al soddisfacimento di altri palati. Se Einaudi e Feltrinelli hanno finalmente capito l’antifona… well… meglio tardi che mai!

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