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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 9. Breaking News

Siamo tutte donne di Colonia. Pensieri sparsi (anche sulla vignetta di Vauro e sui dubbi amletici del Corriere) e un paio di parole chiare e definitive sul VELO….

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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Vauro e la sua vignetta su Google

di Rina Brundu. A Köln (Colonia) ci sono passata nel 1995, venivo dalla Foresta Nera e dovevo attraversare i Paesi Bassi per arrivare prima in Inghilterra e poi in Irlanda. Di quella città ricordo il bellissimo duomo e ricordo lo sconcerto nel vederlo quasi violentato dall’archittetura post-moderna che lo circondava. Tedeschi!, mi dissi, stanno alla creatività e alla bellezza come un toro scatenato in un negozio di chincaglieria.

Non è sempre vero naturalmente: non è vero soprattutto in data musica sublime che i tedeschi hanno saputo comporre. Oggi poi è meno vero di sempre, oggi che tutte noi donne del mondo libero ci sentiamo e siamo donne di Colonia. E lo siamo nonostante tutto: nonostante il silenzio tonante dell’intellettualità radical-chic, nonostante le “sconcezze” prodotte dai professionisti del politically-correct, nonostante il sessismo di regime imperante, suo malgrado. Anche e specialmente nel nostro cortiletto di casa…

Di fatto, e sempre a questo proposito, ho trovato disgustosa l’ultima vignetta di Vauro (vedi featured screenshot), sugli abusi compiuti sulle donne in quel di Colonia la notte di Capodanno, e questo nonostante ne capisca e ne intuisca le ottime intenzioni, nonostante sappia che racconta una qualche verità. Non amo la censura, di nessun tipo, ma ritengo che dati argomenti siano troppo seri per essere trattati con tanta… leggerezza. Come leggere e quanto mai sciocche erano questa mattina le domande retoriche che a proposito del velo-islamico si poneva il principale giornale italiano: “Velo islamico: voi cosa ne pensate? Lo mettereste un giorno?” (vedi il secondo screenshot).

corriere4Testa di cazzo: ma tu ti metteresti una catena al collo anche solo per un giorno? Io no! Mi rendo pure conto però che forse non sono abbastanza chiara nello spiegare il mio pensiero, non sto sviluppando il “tema” nella maniera dovuta; magari sto incautamente sorvolando sulle “profonde” significazioni spirituali e culturali di cotanto oggetto: faccio subito mea culpa. O per meglio scrivere, lasciatemi dire due parole chiare e definitive sull’argomento onde non doverci tornare più: il velo? Infilatevelo su per il culo!

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14 gennaio 2016

Aggiungo però che per la stessa ragione non si può incensare l’ultima vignetta di Charlie. Una cosa è prendersela con un improbabile Dio e i suoi seguaci settari in terra… una cosa è la morte di un bimbo sul quale non si può speculare.

Vero è però che se si togliesse a Vauro e a Charlie il diritto di provocare come provocano noi non saremmo migliori ma ci mancherebbe qualcosa di molto importante: l’intelligenza e la capacità di prenderci in giro anche davanti alle più grandi tragedie.

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