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Dieselgate Volkswagen – Lezioni di giornalismo e signorilità di Udo Gumpel a “Virus”: chapeau! Ma perché Nicola Porro non impara da lui?

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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PERLE DI ROSEBUD – IL TEOREMA RENZI-TAVECCHIO-VENTURA

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per leggere tutto l’articolo)

Rina Brundu

virus

Il fighissimo Nicola Porro

Non deve essere stato facile per Udo Gumpel, laureato in fisica delle particelle e giornalista opinionista tedesco in quel d’Italia, accettare l’invito porriano a “Virus” (Rai2), insieme a Salvini, per parlare di Dieselgate, ovvero di scandalo Volkswagen. Non deve essere stato facile anche perché Gumpel è stato sovente ospite di numerose trasmissioni dedicate all’attualità politica italiana dove non ha mai risparmiato le sue forti critiche al modello nostrano, critiche spesso condite con un tratto “patronizing” che per forza di cose non può risultare troppo gradito. E non deve essere stato facile mostrarsi in televisione all’Italietta di questi giorni che fa fatica a nascondere la “goduria” per la caduta dal “piedistallo” (parola di Salvini) dell’amico-nemico teutonico.

Non mi riesce di partecipare in questa festa-paesana che sa di ripicche stile guelfi-ghibellini, forse perché ho lavorato con diverse aziende tedesche anche in Germania e non ho mai coltivato il mito del modello tedesco. Piuttosto ho sempre pensato che i tedeschi hanno un senso identitario che mercé una Storia recente raccapricciante non può esprimersi con un nazionalismo tout-court, e quindi trova sfogo nell’esasperata ricerca di modelli ideali e morali autoctoni di riferimento. Modelli che sovente sono appunto meri miti, come l’Eldorado, come il giardino edenico, come tutto ciò che è troppo buono e troppo bello per essere vero ma che comunque aiuta a vivere meglio. E poi che male c’é ad incensare il proprio senso del dovere, l’amore per la propria patria, la passione per un mondo ordinato, idealmente geometrico?

Detto questo, bisogna fare tanto di cappello all’Udo Gumpel che ha partecipato quest’oggi a “Virus”. Bisogna rendergli merito per il modus pacato con cui si è proposto, per non avere mai cercato di difendere l’indifendibile (noi italiani ci avremmo almeno provato!), per avere piuttosto portato in primo piano la figura del giovane manager tedesco che ha fatto scoppiare lo scandalo, per avere offerto una prospettiva di visione diversa. Sicuramente un approccio professionale e signorile molto diverso da quello del conduttore Nicola Porro che, dopo avere ignorato Gumpel per una buona mezz’ora, quando quest’ultimo ha fatto notare la sua presenza, ha sbraitato: “Eh basta: se anche Gumpel mi deve dire che c’é pure lui!” e poi ha mandato in onda la pubblicità. Ma non è stato Porro ad invitarlo??!

Chapeau! A Gumpel s’intende, che non era più al suo posto al ritorno in studio…. Il caso giornalistico (anche umano?) Porro potrebbe essere invece senza soluzione.

E poi chi sono tutti questi “fan” internettiani che lo seguirebbero passo passo? Nick suoi, ‘azzi nostri?

Rina Brundu

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info@ipaziabooks.com

4 Comments on Dieselgate Volkswagen – Lezioni di giornalismo e signorilità di Udo Gumpel a “Virus”: chapeau! Ma perché Nicola Porro non impara da lui?

  1. Aggiungo anche che se il conduttore avesse svolazzato meno intorno a Salvini come un’ape innamorata e avesse lasciato parlare Gumpel, l’intero programma ne avrebbe tratto maggior giovamento… e pure il mero concetto di giornalismo libero.

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  2. Io credo che il problema non sia tedesco, il problema è nostro che abbiamo troppa sfiducia (anche giustificata, per carità) nelle nostre possibilità e preferiamo coltivare falsi miti. Mai coltivato il mito tedesco: all’inizio degli anni duemila lavoravo in una dot.com americana che produceva unità di backup e servivo anche il mercato tedesco. Ebbene i nostri drive mandati in sostituzione non arrivavano mai: non si è mai capito se fossero i tedeschi a dire che non li ricevevano per farsene mandare un altro a-gratis, o se il loro servizio postale facesse davvero schifo. Di certo si persero centinaia di migliaia di Euro in Germania. E questi sono fatti non opinioni sconnesse porriane. Ciao.

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  3. Li danno ancora? Allora appena ho tempo manderò al dottor Fontana e al CDA un progetto di revisione ricostituente delle sorti del giornale. Mi accontento del dieci per cento e assicuro introiti decuplicati… porterò in redazione pure voi di Rosebud: rivoluzioneremo il giornalismo italiano come un calzino.

    Già mi vedo mentre attacco l’altoparlante alla cornetta del telefono per quando mi chiamano gli spin doctors dei diversi premier chiedendo “spazio”….

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