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Centenario della Grande Guerra: LA LEGGENDA DEL PIAVE E DIMONIUS. Un omaggio alla Brigata Sassari. GRAZIE.

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

Trovo che la televisione sia molto educativa. Ogni volta che qualcuno l’accende, vado in un’altra stanza a leggere un libro.
(Groucho Marx)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Essere liberi nella propria mente e nel proprio spirito, senza alcuna sudditanza esteriore, e al contempo coltivare una scrupolosa obbedienza interiore alla verità (o, che è lo stesso, al bene, alla giustizia, alla bellezza, all’amore): questo è il senso di un sito come Rosebud, ed è questo l’obiettivo che promuove la Redazione. (Vito Mancuso aka Rina Brundu)

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Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Lo disse… Diogene il Cinico

(ad Alessandro che gli chiedeva cosa potesse fare per lui) “Sì, stai un po’ fuori dal mio sole”

Lo disse… Joseph Pulitzer

Presentalo brevemente così che possano leggerlo, chiaramente così che possano apprezzarlo, in maniera pittoresca che lo ricordino e soprattutto accuratamente, così che possano essere guidati dalla sua luce.

Attività editoriali per scrittori e autori

7 Comments on Centenario della Grande Guerra: LA LEGGENDA DEL PIAVE E DIMONIUS. Un omaggio alla Brigata Sassari. GRAZIE.

  1. francu pilloni // 24 May 2015 at 20:34 // Reply

    Questo pomeriggio a RAI1 c’era tutta una parata di storici a parlare della Grande Guerra. Non ho sentito una parola che parlasse di sardignoli o della brigata, né una lettera dal fronte o una citazione del capitano Lussu.
    Devono aver combattuto altrove.
    Su una trentina di testi citati, nessuno che parlasse in sardo.
    Allora, la vogliamo smettere con questa stupida retorica della brigata sassari e dintorni?
    Almeno che non vi consoli di essere sardi.
    Per un giovane, figlio credo di contessa, hanno avuto parole di rispetto e ammirazione, oltre che la lettura della poesia che in ricordo scrisse la madre per lui. Era un volontario e morì sul Carso, povero giovane.
    Per i tanti giovani del mio paese, nessuno dei quali era figlio di baronessa ma nemmeno figlio di puttana, che morirono sul Carso e sulla Bainsizza, nessun accenno, neppure collettivo, nessuna poesia o strofe di canzone. Una donna perse tutti e tre i suoi figli nel giro di dieci mesi. E nessuno di questi era andato volontario.

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    • Perché credi li ricordi così tanto su questo sito?
      Perché di queste faccende ne so qualcosa… e spero un giorno di poterne scrivere (per adesso non riesco). Ma io so benissimo cosa hanno sofferto i ragazzi sardi nati a fine 1800….

      E fanculo ai critici di RAI1… ricordati che I soldati sardi sono i soli soldati italiani a cui gli inglesi (che di battaglie se ne intendono) hanno reso onore…
      Non si chiamavano dimonius per altri motivi…
      E mi fermo qui perché mi incazzo come una biscia.
      Ciao

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      • Sarebbe stato meglio non avessi saputo di questa cosa… anche se ormai ho perso ogni rispetto da tanto per quella roba che sovvenzioniamo e chiamano Servizio Pubblico…

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  2. francu pilloni // 25 May 2015 at 10:02 // Reply

    E ho visto che hanno continuato anche questa mattina con Massimo Ranieri che canta Ohi vita, Ohi vita mia, che poi è il ritornello di U’ surdato namorato, interpretata ieri da Anna Magnani con bel altro piglio.

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    • Miglior cosa, mandami un pezzo indicando trasmissione e ospiti (nome e cognome) dei partecipanti a queste sceneggiate… che almeno si sappia. Ciao.

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      • francu pilloni // 25 May 2015 at 14:47 //

        No, non ci perdo il mio tempo.
        Scusami, non ho più l’età per combattere i mulini a vento.

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  3. D’accordo ma allora non bisogna lamentarsi. Queste “sconcezze” vivono del nostro silenzio.
    Fortuna che ciò che hanno fatto quei ragazzi sardi si vede di suo e non ha bisogno di alcuna agiografia mediatica per nobilitarsi.

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