PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 10

IL MISTERO DEI SINDACATI ITALIANI: DIECI DOMANDE.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

Attilio Sassi

Attilio Sassi

“Sindacato unico? Esiste solo nei regimi totalitari”.

Susanna Camusso

 

Come ben sa chi frequenta questo sito, il mistero mi affascina. Non a caso tra le pagine di Rosebud esiste un’apposita sezione con scritti dedicati al mistero di Puma Punku in Bolivia, al mistero di Markawasi in Perù, al mistero dei giganti in Sardegna, al mistero del sistema trilitico di Baalbek, al mistero della Stonehenge russa e dei suoi supermegaliti “lavorati” da 3000 tonnellate in quel di Gornaya Shoria (Siberia del Sud), etc, etc… e altri ne verranno.

C’é un mistero però su cui mi interrogo da sempre ma sulla cui natura, ragione d’essere e risultati ottenuti non sono mai riuscita ad avere sufficiente chiarificazione: è il mistero dei Sindacati italiani.

Impossibilitata a capirne di più, ho quindi deciso di affidare la risposta delle dieci domande più pregnanti che riguardano questo mistero e che mi ossessionano da una vita, al buon cuore del navigatore solitario che passando di qui deciderà di illuminarmi e di colmare questa mia imperdonabile ignoranza.

A titolo di incoraggiamento segnalo che il fortunato che saprà fornire la corretta risposta a tutte le domande potrà scegliere tra i seguenti ricchi premi:

  • Una serata con Susanna Camusso (o con Carmelo Barbagallo)**
  • Una serata con Susanna Camusso (o con Carmelo Barbagallo) che discutono amabilmente con Civati e Cuperlo
  • Una serata con Susanna Camusso (o con Carmelo Barbagallo) che discutono con Matteo Renzi.

** Terms and conditions apply. Va da sé che se domandate “Chi è Carmelo Barbagallo?”, il premio vi verrà requisito.

IL MISTERO DEL SINDACATO ITALIANO: DIECI DOMANDE

  1. Perché ne esistono così tanti?
  2. Qual è il maggior risultato che hanno ottenuto in termini pratici?
  3. Perché i loro leader che erano operai agli inizi della carriera diventano poi delle star trendy in tv?
  4. Chi decide quale riforma supportare  e quale no?
  5. Chi paga per le clac che si formano davanti a qualsiasi leader politico impegato a fare una dichiarazione pubblica che li riguarda?
  6. Chi paga per i pullman che mandano in tutta Italia a questa o quell’altra manifestazione?
  7. Si possono vedere i loro bilanci online?
  8. Chi certifica le spese dei loro rappresentanti?
  9. Chi decide cosa è una spesa?
  10. Perché sono così altamente politicizzati quando è dovere e obbligo di qualsiasi azienda davvero seria di non discriminare rispetto ai credo politici dei suoi impiegati?

2 Comments on IL MISTERO DEI SINDACATI ITALIANI: DIECI DOMANDE.

  1. Caro Franco, a parte il fatto che speravo che l’intento satirico si rivelasse di suo senza spiegarlo (o credi davvero che stia per pagare un pranzo a Camusso e compagnia?), francamente non capisco il tuo punto.

    Stai forse dicendo che sul tema sindacati italiani non si possono fare domande?
    Io penso di si. Donc, più che l’augurio di buon lavoro che mi fa, aiuteresti il viandante se cercassi di rispondere alle domande di cui sopra (con goliardia o seriamente, vedi tu), tanto più che ti sento esperto in materia.

    Ciao

  2. Ti contraddici, prima sostieni di avere scritto articoli sull’argomento e poi dici di non essere esperto, comunque non vedo l’ora di leggerlo…. mi sembra un reperto da conservare online, postalo qua sotto.

    “Dove c’è da dubitare, io mi tuffo, dove c’è solo da credere, giro alla larga”.
    Questo invece è un aforisma degno del miglior filosofo e della filosofia di Rosebud. Bravissimo!

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