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Sul problema islamico dopo l’attentato a Charlie Hebdo

INDEPENDENCE DAY 4 DICEMBRE 2016. Grazie Italia per avere salvato la nostra Costituzione. Grazie.

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perchè l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti.
(Charlie Chaplin)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

È riuscito a rompere il cazzo anche con il discorso di dimissioni più lungo della storia, ma infine si è tolto dai coglioni. Si è tolto? Più che un aforisma un dubbio atroce. (Rina Brundu)

Michele Marsonet

charliedi Michele Marsonet. Con il sangue ancora caldo e versato sulle strade, è già iniziato il solito balletto delle distinzioni. Gli autori del massacro di Parigi – ci viene detto – non rappresentano affatto il vero Islam, che sarebbe pacifico, illuminato e tollerante.

Io credo sia giunto il momento di finirla con queste ipocrite finzioni. Lo spirito islamico è intrinsecamente guerriero, oscurantista e per niente tollerante. Gli islamici, inclusi i cosiddetti “moderati”, perseguono un disegno di egemonia culturale che non sempre si esprime con le armi, ma punta comunque alla conquista dall’interno dei Paesi occidentali. Intendo conquista delle nostre menti e dei nostri cuori.

Molti si scandalizzano di fronte alla perplessità che suscita il progetto di costruire sempre nuove moschee nelle nostre città. Provate però a chiedere la reciprocità, a pretendere che al contempo venga concesso il permesso di costruire nuove chiese non dico in Afghanistan o nel presunto califfato di al-Baghdadi, ma in nazioni in teorie strette alleate dell’Occidente come Arabia Saudita, Qatar e Pakistan.

Ci si scontra subito con un muro di dinieghi: loro e noi non siamo uguali. Una nuova moschea a Milano, Parigi o Londra è un diritto sacrosanto. Una nuova chiesa a Riyad, Islamabad o Doha è un’offesa intollerabile per l’Islam.

Fino a quando saremo disposti a sopportare questa incredibile discrasia? Abbiamo adottato allegramente e in modo unilaterale il multiculturalismo, senza chiedere – com’era nostro diritto – che anche gli altri lo facessero.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Interi quartieri delle nostre metropoli sono governate dalla sharia tanto che, passeggiando in certe aree di Londra e Parigi, si ha la sensazione di essere trasportati all’improvviso in un mondo completamente diverso.
Gli abitanti vivono osservando con scrupolo leggi e usanze dei Paesi d’origine, ignorando con la massima tranquillità ciò che avviene all’esterno. E l’immigrazione incontrollata e favorita dal buonismo imperante in certi ambienti ha aggravato a dismisura la situazione.

Ora si è capito che i terroristi islamici sono tra noi, e che non occorre andare in Medio Oriente per trovarli. Sono ovunque, come pesci che nuotano nel clima di rilassatezza generale perfettamente a loro agio.

Il romanzo “Sottomissione” di Michel Houllebecq, che tanto scandalo sta suscitando nel mondo occidentale, si limita a fare previsioni che, visto l’andazzo, potrebbero realizzarsi in tempi non lontani. Potremmo insomma trovarci con un partito islamico al potere, votato per amore del quieto vivere e aspirando alle prebende che offrirebbe.

Una mera distopia? Dipende. Se riusciremo a svegliarci prima del disastro c’è qualche probabilità di salvezza. In caso contrario la rassegnazione, già oggi percepibile in vasti settori della nostra società, ci condurrà nel buco nero descritto dallo scrittore francese.

E pensare che il direttore di Charlie Hebdo aveva previsto la propria morte. Siamo in fondo così abituati a vedere vignette satiriche sui nostri profeti, e neppure ci viene in mente che i profeti degli altri, invece, non possono essere toccati.

Chissà se l’Unione Europea, che tanti si ostinano a confondere con l’Europa, riuscirà e elaborare una strategia coerente per fronteggiare l’emergenza. Tutta presa com’è dalle discussioni sulle percentuali di sforamento del deficit.

L’Occidente intero sta bruciando, ma a Bruxelles pare che la gravità degli eventi non venga percepita. La UE è una Bella Addormentata il cui risveglio sarà demandato a un Principe più nero che azzurro.

Featured image, volantino digitale e motto di potesta

Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Attività editoriali per scrittori e autori

25 Comments on Sul problema islamico dopo l’attentato a Charlie Hebdo

  1. Siamo in fondo così abituati a vedere vignette satiriche sui nostri profeti, e neppure ci viene in mente che i profeti degli altri, invece, non possono essere toccati. (Michele Marsonet)

    Perdonami ma in merito allo statement di cui sopra secondo me bisogna fare una distinzione nel discorso. Di fatto mentre a livello ideale si può concordare con la considerazione, la stessa ha una valenza di tipo culturale che bisogna sottolineare. Non è vero infatti che per l’Islam gli altrui profeti possono essere toccati e i loro no. Di norma i musulmani – non parlo qui di terroristi – difendono molto anche gli altri profeti, e difendono in simil guisa lo stesso Cristo che considerano un altro profeta di Dio appunto.

    Allo stesso modo noi applichiamo il nostro parametro culturale sia al Cristo che a Maometto e se critichiamo il primo non capiamo perché non possiamo farlo con il secondo…

    E qui a mio avviso che il “problema” deve passare dall’essere trattato con la “pancia” ad essere trattato con la ragione… da tutte le parti in causa, pena il massacro continuato di cui sappiamo.

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    • PS Fermo restando che le libertà di stampa, di espressione, di opinione e ogni diritto civile che ci siamo conquistati con tanta fatica NON SI TOCCANO!! Da niuno!

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      • Concordo in tutto. Ma bisogna metterci d’accordo sul fatto in che consista la libertà. Mio cognato musulmano, perfettamente integrato nella nostra Nazione, continua a dirmi che la nostra mancanza di rispetto per le nostre stesse istituzioni religiose e pubbliche ci mettono in condizione di inferiorità rispetto al mondo dei credenti in Dio: cristiani e musulmani. Spero che tutti condividano questa sua è mia convinzione. Quanto alla satira, spesso sfora nel sarcasmo e nella volgarità.

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  2. Questo è quanto c’insegnano sui libri di scuola. Tuttavia il rispetto delle religioni altrui implica la libertà di culto, che da noi c’è e da loro no. A forza di ragionare col cervello ci stiamo facendo massacrare. Non stiamo facendo teologia o filosofia, bisogna capire che si può fare per non essere sommersi. Cosa che almeno a me non piacerebbe affatto.

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    • Non è propriamente così (e ti assicuro che mi costa scriverlo avendo davanti le immagini di come è stato ucciso quel poliziotto già disarmato; che insomma, a momenti, vorresti davvero poter fare ricorso ad una situazione da occhio-per-occhio-dente-per-dente per risolvere!)!

      Nota bene che le prime vittime dello status-quo sono proprio i musulmani onesti, tacciati di essere assassini alla maniera in cui gli italiani dei secoli scorsi venivano tacciati di essere mafiosi dagli americani…

      Forse proprio per questo (e ancora una volta) le reazioni più “sagge” le ho viste in America dove alcuni giornali importanti hanno scelto di non pubblicare le vignette della discordia…

      Bada bene che non sto dicendo che dovremmo lasciare che dettino legge in casa nostra, che cambino il nostro modo di essere (quante ne avrei da dire sullo status dei diritti delle donne musulmane!), ma sto dicendo che dobbiamo comunicare con l’Islam che dialoga, spronarlo ad agire, non arrenderci mai alla barbarie…

      Questa di fatto é l’unica strada praticabile, l’unica possibile, non ne esistono altre. Le altre si chiamano Hitler e abbiamo già dato!

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  3. Certo, la libertà di pensare e di esprimerci di noi Occidentali è teoricamente un valore assoluto; ma se poi la libertà di azione non ha mai smesso di essere pura utopia, quindi valore relativo, che senso ha sentirci liberi di bombardare il mondo del nostro abbaio alla luna?
    Più abbiamo considerato valori assoluti: il lavoro, la salute, la famiglia, la giustizia, l’uguaglianza e la democrazia, più ci si sono evaporati come l’alcool in una bottiglia stappata.
    Anzi l’azione, cioè il garantire materialmente questi diritti, diventa sempre più impossibile, pericoloso o vietato legalmente; e dovremmo convincerci, che dove il pensiero non produce azione, o ne produce una antitetica che cammina per conto proprio in direzione opposta, non è mai sbagliata l’azione, non è mai storto il piede perché si dirige dove non dovrebbe, ma il cervello che lo ha spinto dove sembrava giusto andare, ma giusto lo è stato per poco, o giusto continua ad esserlo ma solo in teoria.
    Nel mondo ci sono due razze di umani svitati, quelli che essendo matti non possono cambiare e non cambieranno mai opinione; e quelli che si ostinano nel tentare di cambiargliela, dimenticando che anche l’accanimento e l’ossessione sono “eccellenti” forme di pazzia.
    Se nel mondo la politica è un rompicapo, la religione lo è mille volte di più, perché non è fondata sul sapere empirico, pratico, concreto, aperto e discutibile, ma su l’indiscutibile convinzione che così è punto e basta.
    Come dire che tentare di indurre un saggio a credere è una fatica cane; ma voler indurre un credente a ragionare, è fatica sprecata. E se la libertà di pensiero ha ostacoli concreti insuperabili, può rimanere teoricamente valore assoluto per millenni, ma in pratica è tutt’altro.
    Saluti fl.

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    • Tranquillo. Abbiamo un cervello per ragionare e un’anima per amare. Occorre risvegliare la seconda sennò finiremo tutti a liquidi in uno smartphone! Mi raccomando! Tenete sempre una sim d’emergenza ben carica e custoditela nell’armadio di sicurezza.

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  4. Indurre un credente a ragionare, è fatica sprecata. (Franco Luceri)

    Ecco perchè l’indottrinamento mentale dovrebbe cessare di essere a 360 gradi…

    Anche se il tentar di far ragionare non é mai fatica sprecata, se viviamo liberi lo dobbiamo proprio all’uso della ragione, a nient’altro!

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    • Maggior fatica è indurre un ragioniere ad amare!!!

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      • Guardi che il mite Fantozzi sapeva amare moltissimo la moglie, la signorina Silvani, e i colleghi…. ma si incazzava di brutto se qualcuno gli impediva di vedere la partita della nazionale (la sua fede!) o tentava di imporgli la superiorità culturale della corazzata Kotimkin: cagata pazzesca!

        Un modo come un altro per dire che diversamente da ciò che vuole far passare la retorica, ci sono forze più grandi dell’amore che portano gli uomini ad agire e quindi non bisogna stuzziccarle più di tanto…

        Rispettare tali dinamiche umane è conditio-sine-qua-non per vivere in un mondo pacificato (espressione utopica, s’intende!).

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  5. Michele Marsonet // 8 January 2015 at 11:13 // Reply

    Certo, non è propriamente così ma nel senso opposto a quello che dici tu. Ce lo insegnano sui libri che gli islamici sono rispettosi dei valori altrui e soprattutto della tradizione sacra cristiana. Tuttavia non basta fermarsi agli slogan diffusi che assomigliano tanto ai bigliettini dei baci Perugina. Occorre anche un minimo di conoscenza della storia, e non solo a livello divulgativo. I periodi di tolleranza per gli altri nel mondo islamico sono rari e si riducono al permesso, in certi periodi, per gli “infedeli” di praticare il proprio culto senza rischi eccessivi. Ripeto, non occorre pensare al sedicente califfato. Basta andare in Arabia Saudita, Emirati vari, Pakistan. Continuando così, a “comprendere” e a tollerare pure l’intollerabile, faremo una bruttissima fine, anche se è assai difficile proporre rimedi efficaci visto che i terroristi islamici li abbiamo ormai in casa. Possono essere i vicini della porta accanto: a Parigi e Londra già succede. Detto questo non intendo proseguire oltre la discussione, piuttosto preferisco scrivere un altro pezzo di approfondimento.

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  6. Concordo che non bisogna fermarsi ai baci Perugina!

    Per conoscere meglio il mondo islamico consiglio la comunità formata da 15000 intellettuali del mio carissimo amico il professor Elie Chalala (www.aljadid.com) che spesso pubblico su Rosebud.

    Consiglio il libro dell’israeliana Janize Weizman che solo poche settimane fa, durante gli attacchi alle sinanogoghe, mi scriveva:

    “As you know, my novel, The Wayward Moon, is set in the 9th century Middle East. It takes place during what is considered the “golden age” of Islam, a time when all that was progressive, creative and innovative in the world was coming out of the Islamic empire. Learning and openness to older cultures was prized. Moslem society made a place for Judaism and Christianity and recognized them as fellow monotheistic faiths. Poetry thrived. Musical traditions were developed and expanded. For the first time in hundreds of years, advances were made in the sciences. Islam was confident in its promise of a better life for its adherents, and this confidence made it tolerant and capable of assimilating the ideas of others. This was the Middle East that I wanted to write about, and though its demise occurred centuries ago, I mourn its loss.
    http://rinabrunducritique.com/2014/11/19/a-letter-from-israel-after-the-terror-attack-at-jerusalem-synagogue/#more-521

    E potrei citare tanto altre fonti “storiche” visto che questa è la prospettiva che metti in primo piano… la storia appunto bisogna conoscerla.

    Ma il mio punto resta un altro: se io voglio difendere la mia visione liberale del mondo, io non posso concedere neppure un mezzo-punto alla logica della retaliation, del tit-for-tat (per inciso la logica dell’IRA e dei Servizi inglesi al tempo delle lotte che hanno insanguinato l’Irlanda del Nord).

    E mai concederò che una intera comunità, qualunque essa sia, possa essere considerata responsabile della follia di alcuni. Mai pensato che i tedeschi fossero tutti nazisti e chi conosce la storia sa bene che non é così!

    Sullo scrivere un altro articolo nessun problema, al solito. Regards

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  7. @Pibond

    Concorda con chi?

    Sono d’accordo con suo cognato se il suo target è il rispetto per tutti, per le cose come per le persone. Ma non sono d’accordo se quel “rispetto” di primo piano è dovuto alle cose religiose in quanto tali…

    La religione (e chi la pratica) deve essere rispettata e ad un tempo la religione e i suoi praticanti debbono rispettare chi ritiene di non fare propri questi riti. E questi miti. Perché di miti, di riti, di idee (sovente neppure troppo utili) si tratta! Insomma, fondamentalmente stiamo a parlare del nulla se non fosse che purtroppo questo nulla è macchiato del sangue degli innocenti… Ovunque nel mondo.

    Saluti.

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    • Quando parlo di religione mi riferisco solo alla Bibbia unitamente ai Quattro vangeli e al Corano. I riti, compreso quelli cristiani, hanno tutti un origine pagana e, sua pure molto lentamente seguono l

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      • ????

        PS Dovrebbe leggere le storie indiane del Mahabharata… la stupirebbero su ciò che raccontano degli dei e di noi… molto prima che la Bibbia e il Corano esistessero!!!

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      • … l’evoluzione dei tempi. Anche la Bibbia è stata aggiornata dai Vangeli ma rimane sempre valida per i dieci comandamenti che vi sono enunciati.

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  8. Non voglio risultare irrispettosa, ma alla Bibbia e ai dieci comandamenti io preferisco davvero le leggi di Murphy!

    Eccone alcune e i loro “sviluppi”….

    « La probabilità che una fetta di pane imburrata cada dalla parte del burro verso il basso su un tappeto nuovo è proporzionale al valore di quel tappeto. »

    Una sua riformulazione in termini pseudoscientifici è il Paradosso del gatto imburrato:
    « Se è vero che una fetta di pane cade sempre dal lato imburrato e che un gatto cade sempre in piedi, lasciando cadere un gatto con una fetta di pane sulla schiena nessuno dei due cadrà mai per primo e si avrà il moto perpetuo. »

    Esiste anche una versione ispirata alla meccanica quantisticadella legge di Murphy:
    « Tutto va male contemporaneamente. »

    Altra curiosa versione della “legge di Murphy” è rappresentata dalla cosiddetta Legge di Gumperson, che pretende di spiegare come funzionino fortuna e sfortuna:
    « La probabilità che qualcosa accada è inversamente proporzionale alla sua desiderabilità. »

    Sviluppo sulla legge di Murphy:

    • Se tutto è andato bene, evidentemente qualcosa non ha funzionato.
    • Non è vero che “Non tutto il male viene per nuocere”; non solo, ma anche il bene, qualora si manifestasse, viene per nuocere.
    • Tutto è perfetto, tranne il consorzio umano.
    • Anche agli animali le cose non vanno bene quando entrano in contatto con l’uomo, non fosse altro che solamente attraverso la videocamera per essere ripresi.
    • Se aspetti l’autobus alla fermata esso non passerà, quando incomincerai a camminare l’autobus passerà quando starai in egual distanza tra la fermata di partenza e la fermata successiva
    • Chi bene incomincia, è a metà dell’opera, destinata a finire male.
    • Se qualcosa sembra andar bene, hai detto bene, sembra.
    • Il sonno è un intervallo tra una sconfitta e l’altra, sempreché non sia popolato da incubi.
    • Quando si mangia con gusto, ci si morde.
    • Le esperienze fallimentari passate, non rendono più saggi e accorti, solamente più rintronati.
    • A meno che la giovinezza non sia una condizione permanente, il futuro è dei vecchi.
    • Quando si applica una procedura di miglioramento o mantenimento di uno “status quo” soddisfacente, si tratta di un errore di metodo, che posticiperà solamente l’avvento della catastrofe, aumentandone la forza devastatrice.
    • Quando piove, diluvia.
    • Se un cibo è buono, allora fa male alla salute.
    • Se qualcosa sta andando bene, non temere, c’è ancora tutto il tempo perché cominci ad andar male.
    • In coda, la fila accanto scorre sempre più rapidamente della tua. Se cambi fila, quella in cui ti trovavi comincia a scorrere più rapidamente di quella in cui ti sei trasferito.
    • Se sei in automobile e hai fretta avrai davanti a te un camion che, se non va proprio dove vai tu, girerà perlomeno alla via precedente
    • Se le cose sembrano andare finalmente per il verso giusto, c’è qualcosa di cui non stai tenendo conto.

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    • I proverbi sono la saggezza dei popolo ovvero il manuale per non andare a sbattere la testa contro il muro. In essi non vedo nessun motivo per un progetto esistenzial. Quell progetto che ogni giovane quattordicenne o giù di lì dovrebbe iniziare ad imbastire, ma non può per mancanza di opportunità nel ambiente della società in cui viviamo.

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  9. Se al commentatore fosse concesso di correggere i propri scritti, si eviterebbero fastidiosi malintesi.

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  10. Mi spiace ripetermi, ma ribadisco che se continuiamo così finiremo male, molto male. Nel momento in cui si riconosce agli islamici il diritto di farsi i fatti propri a casa nostra, mentre si nega a noi il diritto di farci i fatti nostri a casa loro, la battaglia è perduta in partenza. Circolano già storielle circa una presunta “strategia della tensione” messa in atto dagli occidentali per mettere in difficoltà l’Islam. La stessa solfa sentita a proposito delle brigate rosse anni fa. Siamo masochisti, ecco tutto, e i terroristi islamici fanno bene a trarne profitto. Possono contare sull’aiuto di “Repubblica”, “Fatto quotidiano” e compagnia. Hanno perfino paura a definire “islamici” i terroristi. Il che è terribilmente significativo.

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    • Be’ qui non abbiamo paura a farlo… per quelli che terroristi sono, che siano arabi, italiani, americani, etc. Ad un tempo riconosciamo agli innocenti, agli onesti, ii diritto di esistere come meglio ritengono e il diritto a scegliersi la “fede” che preferiscono (io per esempio suggerirei che ci si dedicasse tutti alla fisica quantistica ma il mio è un parlare in vano, sembra:).

      La cosa vale anche per I giornalisti dei giornali che hai citato…. e per tutti gli altri.

      In any case, this is not a contest, they are just opinions… il pezzo è stato comunque apprezzato mi pare, no? Grazie.

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      • Dato che è stato annunciato ora, aggiungo che è un peccato che i colpevoli siano sfuggiti alla cattura: una figuraccia che si sarebbe dovuta evitare. Senza contare il dovere di rendere giustizia alle tante vittime, ai loro familiari e a tutti coloro che stanno soffrendo a causa di questa strage vile.

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  11. Il Prof. Marsonet ha (qui) pienamente ragione. La società europea si è riempita di arabi perché doveva mostrare al mondo (cioé al suo narcisismo intellettuale) che avrebbe integrato in men che non si dica gente che arrivava dal Medioevo. Così facendo Inghilterra, Olanda, Francia Belgio, Germania, Svezia, e ora anche noi siamo tutt’a un tratto qui a dire “che altri si stan facendo i fatti nostri in casa nostra”, solo che le elites buoniste trovandosi spiazzate ipocritamente NON scenderanno in piazza (domani) contro (come dovrebbero) il male insito nell’ortodossia dei criminali parigini. NO lo faranno contro il razzismo (quindi sarà una protesta, come dire, contro Le Pen e Salvini !). Beninteso se ci aspettiamo che qualcosa cambi, scordiamocelo. Ogni anno contiamo il numero di indigeni e di stranieri, e mentre il numero dei primi decresce di continuo, il secondo si accresce. Indi per cui, questa suppostina ringalluzzente che ci danno i sinceri islamici di Parigi, sarà nulla in confronto a venti anni da qua quando contandoci vedremo che non saremo più maggioranza. E allora chi è che farà le leggi? Lo scemo del villaggio di Rignano, o il suo pari Algerino convertito al dio Silvio, e poi suo apostata?

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