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Consenso, bisogni e opportunità per soddisfarli – terza parte

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

Immagine1di Pietro Bondanini. Il progetto sociale non è trattabile secondo processi logico sperimentali, ma si sviluppa con “ragionevolezza” per suscitare consenso ai passi che i politici compiono per trarre - tutti insieme - un’utilità finalizzata al benessere dei cittadini dalle risorse materiali e umane disponibili.

Occorre premettere che parlare di benessere e bisogni significa invadere i campi della psicologia e dell’economia secondo una logica polivalente.

I bisogni sono i pilastri sui quali gli agenti umani si posano nel tracciare il tempo di vita “combinando” quanto serve perché l’altro, attraverso la comunicazione, sappia che esistiamo. Combinare le cose richiama i residui paretiani dello “Istinto delle combinazioni (Classe I)” e quelli corrispondenti al bisogno di “Manifestare con atti esterni i sentimenti (Classe III)”.

Si tratta di bisogni che insorgono dalla nascita e i genitori, primi educatori, aiutano il neonato a controllare il pianto sulla traccia di uno schema fondato al soddisfacimento del bisogno di succhiare il latte, oppure insorgenti per doloretti al pancino o per entrambi, nel qual caso l’infante dà sfogo al proprio disagio dando pieno sfogo alla sua vocalità. Dopo pochi giorni di vita sfidando la sopportazione di mamma e papà per ottenere coccole e quant’altro, Lui diventa bimbo e sorride consciamente sino a quando il pianto cessa e lo trasforma in parole proprie per esprimere ciò che desidera.

Il bisogno è, innanzi tutto, un sentimento che genera:

1. l’intenzione di procurarsi un bene per soddisfarlo;

2. il desiderio di usare un oggetto idoneo per appagarlo;

3. la scelta da operare tra varie offerte, valutando che l’impegno economico per usarlo sia sopportabile e congruo;

4. la decisione che si concretizza nell’azione transattiva sulla base di uno scambio di beni o con un pagamento.

Evidentemente, i bisogni stimolano desideri mossi da sentimenti correlati al profilo della persona e alle motivazioni che generano il bisogno stesso.

http://it.wikipedia.org/wiki/Abraham_Maslow

Nel 1954 Maslow immaginò una piramide (v. link sovrastante) che ha per base, la fisiologia, al vertice l’autorealizzazione e tra l’uno e l’altro, posti in scala ascendente, la sicurezza, l’apparenza e la stima. Credo che non vi siano altre parole da aggiungere a quelle già elencate dei bisogni e delle motivazioni, ma penso che siano collocati in modo arbitrario nel loro essere scalati e motivati in relazione biunivoca secondo un ordine in realtà inesistente. Infatti, bisogni, loro livelli, e motivazioni sono interdipendenti e non valutabili in termini quantitativi e qualitativi, perché ogni persona ha un proprio gusto ed esercita le preferenze in ordine a considerazioni di natura etica, estetica o passionale secondo un proprio giudizio.

Più aderente alla realtà dei fatti, appare considerare i bisogni sul piano delle opportunità orientate da valutazioni soggettive che ogni soggetto compie sul proprio benessere e sulle aspirazioni che formano il progetto individuale di vita, rispetto al modello monovalente proposto Maslow che considera ogni bisogno in relazione biunivoca con una motivazione appioppata a individui standard. Le relazioni non sono biunivoche ma interdipendenti e la valutazione di considerare al vertice l’autodeterminazione e alla base la fisiologia ha senso solo se fossimo api o formiche.

Ha senso, invece, di considerare la persona come esemplare “unico” secondo un profilo di preferenze espresse riguardo ai beni “immateriali”, “materiali” e “strumentali” nel loro essere considerati ofelimi e scevri dalle valutazioni di scambio e/o monetarie. Per rendere l’idea, i desideri, e le opportunità per soddisfarli, abbracciano i sentimenti del “se potessi avere …” ovvero “… del voglio ma non posso”, ambiti che sono propri del nostro animo al momento di esprimere un desiderio.

E’ il caso di sottolineare che la piramide di Maslow è tuttora usata nella pianificazione economica e sociale dai partiti europei di sinistra. Costoro, nella collettività, individuano pochi “eletti – nominati” che possono autorealizzarsi, e tanti, suddivisi in classi di predestinati a non poter salire sul ripiano della sicurezza da quello della fisiologia, sul ripiano dell’appartenenza da quello della sicurezza, sul ripiano della stima da quello di appartenenza e, infine dell’autorealizzazione da quello dell’appartenenza. Direi proprio che, in Italia, oggi, queste classi dominate dalla “molto nominata e poco eletta”, si smembrano al punto che anziché salire scendono per cui: i notabili che necessitano di stima, pretendano l’appartenenza, i soggetti riuniti in sindacati, corporazioni e cooperative chiedono sicurezza e, infine, troppi imprenditori, professionisti, artigiani, contadini e loro dipendenti, nonché le persone inattive che vivono di pensione o di rendita, sono alla canna del gas.

Se sino ad oggi, c’è stata la lotta di classe, è tempo di scambiare i fronti di combattimento: non più lotta di classe, ma lotta contro le classi sino a che ne rimanga una sola: il popolo italiano.

Libertà e Bisogno

Pochi bisogni possono essere soddisfatti con l’esclusivo intervento della persona che lo prova. Direi che questi bisogni risiedono esclusivamente nella categoria degli “Immateriali” connessi alla “Religione“, alla “Cultura“ e alla “Socialità“, cui corrispondono, nell’ordine, i profili del “Religioso”, del “Filosofo” e dello “Artista”. Rilevo, tuttavia, che ben poca soddisfazione possa nascere se questi bisogni non fossero condivisi socialmente, tant’è che un prete senza fedeli, un filosofo senza seguaci, un cantante senza fan e un pittore senza estimatori, stenterebbero a mettere d’accordo lo stomaco col cuore con la mente in tilt scombussolando psiche e cervello.

Mentre i bisogni immateriali hanno scarsi rapporti con la socialità, i bisogni “Strumentali” e “Materiali” si esaudiscono nel gruppo nel quale le persone si scambino i beni prodotti perché ognuno consuma quanto occorre secondo il percorso esistenziale derivante dal proprio particolare profilo.

Si costituiscono gruppi quando produttori, consumatori e gli stessi produttori come consumatori manifestano bisogni strumentali di “Occupazione” e “Salute”, come anche i bisogni materiali di “Casa”, “Cibo” e “Tempo” non corrispondono a particolari profili perché tutti sono da considerarsi primari e necessitanti in misura sufficiente per mantenere alta la dignità della persona.

L’accessibilità al bene è la condizione necessaria perché un bisogno possa essere soddisfatto. Soddisfare un bisogno significa spendere tempo e lavoro e stimare a quanta parte della propria libertà possa essere vincolata usando le proprie conoscenze intellettuali e tecnologiche.

I vincoli riducono la libertà della persona e correlativamente la “Propensione“ ad agire nel senso voluto di chi è preposto a soddisfare il bisogno e cioè da chi si delega per soddisfare chi lo prova.

Se debbo sostituire la tappezzeria a poltrone e sofà del salotto perché Oliver li ha usati per tre anni come cuccia per smaltire la sua atavica stanchezza, occorre privarmi di un po’ di denaro (libertà) per trasferirlo all’artigiano che propenderà nel senso da me voluto tanto più volentieri quanto sarò disposto a spendere. Nella trattativa si muovono reciproci sentimenti convergenti e divergenti evidenziati dagli atteggiamenti che, l’una e l’altra parte assume nel corso del confronto.

Per vivere, è sufficiente avere un’abitazione e cibo sufficiente per soddisfare i bisogni materiali; avere salute per esercitare un’occupazione per soddisfare il bisogno strumentale; e tempo sufficiente per esprimere sé stessi nel quadro dei bisogni immateriali, senza i quali nessuno si considera libero, ma solo schiavo della propria corporalità.

http://pibond.blogspot.it/p/consenso-bisogni-e-opportunita-per.html

Allora, da ogni agente si può ricavare il ruolo sociale di chi soddisfa un bisogno materiale in relazione ad un ruolo e ad contributo nei termini del soddisfacimento di un bisogno. Nelle tabelle A e B (v. link sovrastante), rispettivamente dove per i bisogni “Immateriali, “Strumentali” e “Materiali” sono indicati “Ruoli” e “Libertà”, e per i “Profili” corrispondenti ai ruoli, i “Contributi” e i “Bisogni”. Nelle tabelle A e B un sipario rosa nasconde il contenuto delle colonne “Vincoli e impulsi” e “Attitudini”, argomenti che qui non sono trattati.

 Featured image source l’autore, cliccarvi sopra per ingrandire.

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