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L’ETIMOLOGIA DI BERGAMO

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Teatro_Civico_GDdi Massimo Pittau. Molti autori hanno connesso il top., lat. Bergomum, Bergume, Bergame, Bergamum/s (Pergamum nell’Anonimo Ravennate), col greco pérgamon/s «rocca, roccaforte, cittadella», in ciò confortati anche dalla posizione della Bergamo vecchia, che era ed è situata sulla cima di una alta collina che si staglia nettamente sul territorio circostante. Per il vero questa connessione compare già in epoca antica, dato che è implicita in una notazione che Plinio il Vecchio (Nat. Hist., iii, 21, 123) attribuisce a Cornelio Alessandro: originem gentis [...], quam docet Cornelius Alexander ortam e Graecia interpretatione etiam nominis vitam in montibus degentium «origine della gente [...], che Cornelio Alessandro insegna nata dalla Grecia, anche in virtù della etimologia del nome [dei Bergamaschi] come di quelli che conducono la vita nei monti».

Alcuni dei linguisti che hanno connesso il toponimo Bergamo col greco pérgamon, hanno chiamato in causa, a titolo di corradicalità, anche il gotico bairgam e il germanico berg «monte» e hanno pensato a una origine paleoligure del toponimo (Battisti 29, 323, 332, 336; Olivieri s. v.).

Anche io ritengo valida la connessione del nostro toponimo con pérgamon. Questo appellativo greco esisteva pure come toponimo a Troia, a Creta, nella Macedonia, nella Misia e anche nella Lidia e viene unanimemente ritenuto un prestito forestiero (gew; delg; Windekens 131-32; Hester 363), anche se la sua connessione col greco pyrgos «torre» è del tutto evidente. Inoltre a me sembra che la sua ulteriore connessione col gotico bairgam e col germanico berg «monte» non sia affatto da respingere.

Ma s’impone adesso questa domanda: «Chi mai poteva aver introdotto nel cuore della pianura padana l’appellativo greco-anatolico pérgamon/s «rocca, roccaforte, cittadella»? Non c’è altra risposta alternativa a questa domanda: soltanto gli Etruschi potevano averlo importato nella Padania, essi che venivano dalla Lidia nell’Asia Minore e che nel secolo VI a. C. avevano dilagato nella pianura padana, fondando le città di Felsina (Bologna), Mutina (Modena), Mantua (Mantova) e probabilmente anche Parma (vedi).

A favore di questa considerazione di carattere storico interviene una forte prova linguistica: fra i relitti della lingua etrusca compare a Chiusi, Perugia e Vulci anche il gentilizio percums(, percumsna, pergomsna (= lat. Bergonius, Perconius, Pergonius; rng). Questo gentilizio compare ancora a Chiusi, ma scritto in grafia latina, come Pergomsna e di recente è stata rinvenuta anche la variante Bercomsna (detr s. vv.; rng 140). Ora, la connessione fra questo gentilizio etrusco e il topimo Bergamo si impone da sé in modo evidente. C’è soltanto da ricordare che l’etrusco non conosceva l’esplosiva bilabiale sonora [b], alla quale invece corrispondeva quella sorda  [p]. Inoltre c’è da interpretare che il gentilizio etr. percumsna in origine fosse un cognomen avente il significato di «nativo o proveniente da Bergamo» oppure di «frequentatore di Bergamo o dei Bergamaschi».

C’è un noto passo di Giustino (xx, 5, 8), il quale narra l’espulsione che i Galli fecero degli Etruschi dalla pianura padana: Galli […] cum in Italiam venissent, sedibus Tuscos expulerunt et Mediolanum, Comum, Brixiiam, Veronam, Bergomum, Tridentum, Vincentiam condiderunt «I Galli [] essendo venuti in Italia, cacciarono gli Etruschi dalle (loro) sedi e fondarono Milano, Como, Brescia, Verona, Bergamo, Trento, Vicenza». Mi sembra evidente che in questo passo non si può prendere alla lettera il verbo condere «fondare» riferito a Bergomum, più di quanto non lo si può prendere alla lettera rispetto a quasi tutte le altre città citate. A Bergomum i Galli avranno semplicemente costituito un loro insediamento, mentre la posizione felice del sito spinge a ritenere che lo stanziamento umano sulla cima della collina di Bergamo sia di molto anteriore all’arrivo dei Galli. Ed infatti Plinio (luogo cit.) continua dicendo che In hoc situ interiit oppidum Oromobiorum Parra, unde Bergomates Cato dixit ortos «In questo sito scomparve la città degli Oromobi Parra, da cui Catone disse che sono nati i Bergamaschi».

Concludendo, a me sembra molto probabile che la denominazione della città di Bergamo sia da attribuire agli Etruschi della Valle Padana; denominazione – lo preciso e lo sottolineo – non fondazione. Il fatto che la denominazione degli Etruschi si sia imposta e affermata è una circostanza del tutto congruente col ruolo di grandi acculturatori che gli Etruschi hanno esercitato in tutta Italia, anche nella Padania. D’altra parte è anche possibile che l’appellativo etr.-lat. *percum/Bergomum non sia altro che la “traduzione” del precedente nome della città di Parra, il quale sarà stato paleoligure oppure leponzio. E si può concludere dicendo che la spinta a “denominare” città o siti della Padania oppure a “tradurre” toponimi preesistenti sarà venuta spontanea e quasi meccanica agli Etruschi, dato che proprio nel loro alfabeto etrusco quelle città e quei siti ricevevano la loro prima documentazione scritta (leln 210; detr 315; tioe 43-45; dicle 46). ***

***Estratto dall’opera di Massimo Pittau, Lessico italiano di origine etrusca – 407 appellativi 207 toponimi, Società Editrice Romana, Roma 2012 (presso Libreria Koinè, Sassari).

Featured image Teatro Civico Gaetano Donizetti, autore Andrea Bertinotti, opera propria, fonte Wikipedia.

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