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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 9. Breaking News

Dallo studio allo stadio: a.a.a. galateo televisivo cercasi disperatamente!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

di Enrico Porqueddu. E’ vero, tutto cambia, tutto si modifica, ma il bon-ton dov’è finito?

Mi sono incaponito, ho sbattuto diverse volte la testa sul…..cuscino, ma che cosa cercavo?

Un perché, una giustificazione all’assenza di educazione, di rispetto per noi telespettatori di qualsiasi canale da parte di conduttrici, di conduttori di questo o quel programma di intrattenimento mattiniero, serale o notturno.

Non ne ho cavato niente e alla fine mi sono arreso.

Chi fa televisione è libero di gettarci in faccia qualsiasi sproloquio e quel che, in particolare, offende chi sta seduto sul divano, è questa protervia da parte di ospiti (donne e uomini) che quotidianamente si alternano davanti alle telecamere e per non dare loro….maggiore visibilità ometto nomi e titoli di programmi, così imparano!

Allora, accendiamo la televisione. C’è lei, quella biondona che è stata “richiamata” alla ribalta dopo un esilio durato un po’, ride, sorride, sgambetta e si sistema il microfono puntato su due mappamondi che più mappamondi non si può, poi tira su gli occhietti maliziosi quasi a domandare, avete visto?, ce l’ho grandi!

Poi presenta gli ospiti, già in posa con lo sguardo fisso sulla telecamera, propone il tema da discutere mentre il suo partner interviene strozzandole in gola il concetto che resta incompiuto. Si inserisce l’ospite burrosa che a voce spiegata dice la sua mentre dall’altra parte fa la sua incursione il divo di cui nella storia del cinema non resterà traccia.

Anche lui verbalmente strozza la tizia intervenuta senza che le fosse data la parola. E’ un girone infernale di voci, urla, intimidazioni che giungono in salotto come una cavalcata di unni.

E vabbè, speriamo che il registro cambi. Sì, cambia quando viene mandato in onda un servizio, per cui la pax è meritata per quelli che stanno a casa.

Ma non finisce qui, riprende il programma in studio e la bellona presentatrice viene colta  mentre, estasiata, ammira le sue gambe, poi sbotta in una risata, peraltro ingiustificata, visto che nessuno aveva fatto alcuna battuta comica. La bellona, in modo disarticolato, pone una domanda all’ospite X che si accinge a parlare ma viene fregato in zona Cesarini da un altro ospite che, con voce tenorile, dice la sua, sovrapponendosi a chi aveva il diritto di parlare….altro grottesco girone dantesco!  Lo studio è di colpo diventato uno stadio dove i tifosi ne dicono di tutti i colori senza che si percepisca

alcun significato. La conduttrice e il suo partner se la ridono alla grande mentre parte un altro servizio.

Noi, poveri spettatori, ci domandiamo…. chi sa cosa succede nello studio mentre il video offre altre immagini!..

Stanchi, delusi, offesi e bistrattati, tentiamo un altro canale, pensando che lì, forse, la musica sarà diversa.

Nulla da fare, in quel canale c’è lui, l’esperto di turno che arringa il pubblico presente in sala, perché non ha capito quel che aveva detto e se la prende col conduttore , uno estremamente educato ma senza palle perché le redini del programma gli sfuggono di mano. E così tutte le sere.

Mai, dico mai, che una volta il conduttore o la conduttrice siano capaci di “guidare” il dibattito e mettere la mordacchia a chichessia.  Mi vengono, allora, in mente signori come Mike Buongiorno, Enzo Tortora, Corrado Mantoni e il Mago Zurlì, ovvero, stile, educazione, professionalità di un tempo, quando l’educazione era il pane quotidiano di chi conduceva certi programmi.

Adesso è tutto un circo di venditori al mercato, dove ognuno magnifica il prodotto che espone nel bancone, urla, bestemmie, insulti, gestacci da una all’altra parte.

Ecco perché l’Italia è ridotta ai minimi termini nei rapporti tra la gente comune.

Lasciamo stare i ladroni di stato, i ricconi del Parlamento che si beccano fior di milioni l’anno per non fare altro che un cavolo! Lasciamo perdere gli amministratori legati alla mafia e che si prendono le bustarelle. Lasciamo perdere le escort che te la danno per una manciata di euro. Lasciamo perdere i funzionari pubblici che praticano lo stesso “sport”.

Ma non possiamo lasciar perdere la televisione che dovrebbe essere un’arena di stile, di educazione e di rispetto della sintassi e della grammatica italiana.

No, la televisione deve rifarsi il look e subito, se non vogliamo che, davvero, le nuove generazioni se la filino affermando che il loro modo di essere nasce dalla famiglia, lo fa il babbo, lo faccio anch’io, tie’.

Ma dove sono i responsabili dei vari programmi, gli autori, i registi e i direttori di studio? Possibile che non si rendano conto quanto deleterio sia un simile obbrobrioso spettacolo? Dov’è la loro dignità e, ancor prima, il rispetto per il telespettatore? E domando, ancora, dov’è la loro dignità professionale? Ma sono davvero convinti, questi signori, che il casino in studio faccia salire l’audience? Sono davvero convinti, questi signori, che soltanto con il vociare sfrenato, con l’interloquire anteponendosi agli altri, con l’accavallarsi delle voci, si catturi l’attenzione degli utenti televisivi?

Questa è maleducazione allo stato puro, è arroganza della peggior specie, è offendere sé stessi e, in primo luogo,  coloro che stanno davanti allo schermo.

Già, la dico bene!, in effetti, noi semplici consumatori, quali armi abbiamo per difenderci?

Loro, i signori della TV, se la spassano davanti a spettacoli indecorosi, per usare un eufemismo: Loro sanno perfettamente che poi interverrà l’auditel che dirà che quel programma è stato visto da sei milioni di telespettatori, per cui lo stesso può andare avanti chissà per quante stagioni.

Chiuderei con un sospiro di sollievo: non tutti i conduttori e conduttrici sono di quello stampo.

C’è anche la gentile ed educata conduttrice che si fa rispettare e rispetta, così, anche chi segue il programma e c’è anche il conduttore ,di seria professionalità e altrettanta educazione. Ma dove sono? Li cerco continuamente e non li trovo.

Forse perchè non accendo il televisore!

Featured image, ritratto di Monsignor Giovanni Della Casa autore di “Galateo overo de’ costumi”, opera di Pontormo(1494–1557).

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7 Comments on Dallo studio allo stadio: a.a.a. galateo televisivo cercasi disperatamente!

  1. Hai proprio ragione

  2. Condivido appieno…meglio spegnere! Ma non dovremmo essere costretti a farlo, dovremmo avere il diritto di guardare la tele, poiché paghiamo il canone, e di aspettarci educazione e programmi intelligenti…qualcuno c’è, anche conduttori e conduttrici molto educati, forbiti nel linguaggio e guarda un po’, anche colti..però sono relegati ai programmi pomeridiani, che pochi possono seguire, in quando in orario lavorativo.

  3. francu pilloni // 22 March 2012 at 16:52 //

    Poveri noi, Danila!
    Porqueddu si lamenta appunto dei talk-show pomeridiani. Le parole di Enrico sono come due lacrime che bagnano la terra dopo un temporale: non ce la facciamo più a tener dietro a quei programmi e alle critiche che suscitano.
    Meglio parlare d’altro.

  4. Il problema a mio avviso è che bisognerebbe fare nomi e qualche voltal pure cognomi, o no?

  5. Rispondo a Francu Pilloni. Dunque, i programmi cui mi riferisco, intelligenti e pomeridiani, sono quelli trasmessi su Rai Tre, e Mi riferisco per esempio, giusto perché doveroso far nomi, al breve intervento di Corrado Augias, persona arguta,colta ed estremamente intelligente, nonché padrona della lingua italiana. Inoltre si esprime sempre con pacatezza e nelle sue trasmissioni non ho mai udito alzare la voce o, peggio, voci che si accavallano, creando una bagarre insopportabile. E questo è uno. Secondo, la trasmissione condotta da Sveva Sagramola, Geo & Geo, e dall’altro conduttore giovane e bravissimo -mi si perdonerà se non ne ricordo il nome, mi pare Massimiliano, in Cose dell’Altro Geo, è altrettanto interessante e condotta con maestria. Sono solo due esempi, ma per dimostrare che esistono persone capaci di condurre con garbo i programmi a loro affidati. Perché quindi non educare anche altri conduttori, alla scuola di questi bravi giornalisti e conduttori?
    Volere è potere…ma qui non si vuole, evidentemente!
    A Gavino dico: invece occorre parlarne, altrimenti se si tace, significa che si acconsente, ed acconsentire che ci propinino programmi di basso impegno, è un delitto culturale!

  6. francu pilloni // 26 March 2012 at 16:58 //

    Augias lo guardo anch’io, quando posso, visto che cade tra mezzogiorno e l’una. Porqueddu però parlava d’altro e mi riferivo a quell’altro quando ho detto che è meglio lasciar perdere.
    Ora, se tu ed io (ma ci aggiungo anche Gavino) avessimo ragione, siamo comunque in torto perché ti sbattono in faccia i dati degli ascolti e quella signora scosciata fa il doppio o il triplo di Storie italiane.
    D’altra parte, mi vuoi negare forse che Augias ia più che soddisfatto di non essere alla portata di tutti?
    Mi vuoi negare che a Che tempo che fa ci passano solo e ripetutamente i soliti noti?
    Parafrasando un detto che correva fra gli insegnanti, secondo cui chi non era capace di insegnare lo facevano segretario, mentre chi aveva paura dei bambini lo facevano direttore, in Rai si procede allo stesso modo con i giornalisti, riciclandoli in show-man o shw-girl, quando non sono là a tenere le posizione di qualche personaggio politico. Insomma, un portaborse televisivo.
    Così va il mondo e non mi pare che abbia voglia di cambiare direzione.
    Per fortuna, per dirla con Rina, fra un po’ arriveremo alla nostra fermata.

  7. Grazie Franco, per la conversazione che sta nascendo tra noi di Rosebud. Io non guardo la tele da tempo immemorabile, e se ogni tanto ci passo davanti è perché qualche familiare la sta guardando, e resto incantata davanti alla flemma di Augias, e alla dolcezza di Sveva. Il resto per me è immondizia – ed è il termine più adeguato – e non c’è nulla da riciclare, a differenza dei rifiuti domestici. Un po’ di sport ,forse, e anche in questo caso i telecronisti urlano, invece di commentare una telecronaca con lo stile di Niccolò Carosio,Nando Martellini ,Sandro Ciotti,Enrico Ameri, Paolo Valenti,e dove sono i telegiornalisti quali Ruggero Orlando o Paolo Frajese…tanto per far nomi passati alla storia.
    Il titolo dell’articolo parla chiaro, dallo studio allo stadio, galateo cercasi disperatamente…qui non si tratta solo di trasmissioni pattumiera, ma proprio di stile, che non esiste più. La televisione, che sia Rai o Mediaset, è un ricettacolo di virus letali, tutti contagiosissimi, che modificano il vocabolario della lingua italiana, i toni di voce, l’abbigliamento e quant’altro…ciò che non viene, purtroppo, intaccato, è il presenzialismo, e pur di esserci, pur di apparire, si farebbe anche l’impossibile, e più si scende in basso, più si è volgari, e maggior audience si ottiene! C’est la vie! Quel horreur!

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