PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 10

In Italia la democrazia è “cosa” loro. Dimissioniamo il grillorenzista che poi verrà salvato dai compari renzisti, da Boschi & Co.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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Pensa tu: un grillino della prima ora la cui poltrona attaccata al deretano viene salvata in questi giorni dai renzisti doc! In particolare viene salvata dal ducetto in persona e da quella Boschi contro cui i “grillini doc” si sono scagliati per anni!

E non basta! A disturbare i timpani del signor Rossi qualunque è soprattutto il silenzio tombale mediatico sulla mozione di sfiducia al Ministro Bonafede (sarà davvero bona?), presentata dalla Lega. A disturbare l’intelletto ci pensa invece il silenzio-connivente (mafioso?) di dati personaggi che si vogliono scribacchini mentre azionano la lotta alla mafia ad orologeria, per la serie anche la “mafia” va bene se non disturba il governo di riferimento.

Proprio così: in Italia la democrazia è “cosa” loro, mai cosa nostra, di noi cittadini intendo. Ciò che sta accadendo in questi giorni nel nostro paese è qualcosa di immondo, qualcosa che imbarazza l’essere e l’anima nel suo profondo fondo. L’esperienza che si prova è simile a quella ideale di chi, immaginando che possa esistere un inferno melmoso poi decide di guardarlo direttamente in faccia e si ritrova a contatto con una realtà contingente talmente zozza da non riuscire a gestirla.

I giochi di potere che stanno mettendo in campo in questi momenti pur di salvare il peggior governo della storia repubblicana (una combriccola di poltronari mai vista prima, la quale è riuscita in una a calpestare, disonorare la nostra democrazia e a sputare sulla dignità di un intero popolo provato anche da una pandemia da ricordare), fanno raccapriccio.

L’orrore più grande, l’orrore munchiano, conradiano, lo si prova poi quando ci si ferma a riflettere un poco e così riflettendo si comprende che gli stessi personaggi (aka le poltrone viventi) che di fatto hanno creato il nostro spaventoso debito pubblico adesso vorrebbero “gestirlo”, vorrebbero “risolvere” il problema creando altro debito in sede nazionale, europea ed internazionale.

Malfattori! Criminali politici… Distruttori del sommo bene pubblico. Davanti a una simile ridda di lestofanti amministrativi a noi resta purtroppo una sola certezza, ovvero che il redde rationem arriverà anche per codesta casta inqualificabile. E noi non dimenticheremo… MAI!

Nel frattempo almeno proviamo a dimissionare il nostro “Ministro della Giustizia”: sarà un poco come voler staccare il culo dell’Everest dalla placca tettonica, ma lo sforzo varrebbe comunque la pena. Vale la pena sapere che in fondo ci abbiamo provato a fermare tanta iniquità, abbiamo fatto il possibile, ognuno nel nostro piccolo, ognuno armato solo dell’anelito verso la libertà e la giustizia. Quella vera. Non quella azionata ad orologeria allo scopo di favorire gli amici degli amici!

Rina Brundu

PS: E, causa la necessità di contenere la bile in corpo, non diciamo nulla del volto satollo del Di Maio di lotta di regime che compare in RAI tra un Zingaretti e uno Speranza ad ogni ora del giorno e della notte. Sì, meglio non scrivere nulla perché nel paese del sistema democratico capovolto si sa sempre come va a finire: crepate d’invidia Stati canaglia sudamericani! A casa il governo delle poltrone viventi, tutti quanti!

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