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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 9. Breaking News

Filosofia dell’anima – La casa ricchissima, il processo Ruby e il Karma.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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Io ho una caratteristica molto peculiare, peraltro comune a tanti individui: faccio sogni molto vividi e significanti. Non è stato sempre così. Che io ricordi cominciò tutto dopo la morte di un mio giovanissimo cugino, il quale morì di attacco cardiaco. Da allora in poi, notai, la mia attività onirica diventò sostanziale. Ho scritto spesso che un buon 80% di tutte le mie 128 urla (i.e.poesie) sono state determinate da sogni. Non ho mai parlato però degli altri sogni che faccio, e che in certi casi sono spettacolari. In dati miei momenti onirici ho visto panorami bellissimi, cose bellissime, così belle che ho sempre desiderato saper dipingere per riproporle su piano del reale. Purtroppo però non sono Akiane Kramarik e, dopo avere pure acquistato tutta la costosa attrezzatura, da ottimo critico, quale certamente sono, non ho dubbi nel dire che la mia arte pittorica fa cagare.

I miei sogni però non si risolvono nell’essere solo momenti di notevole qualità estetica. A volte sono preveggenti (in numerose occasioni, per esempio, mi hanno anticipato fatti poi effettivamente accaduti, non necessariamente relativi al mio privato, ma anche fatti di cronaca), ma soprattutto in tanti casi sono significanti. Mi insegnano anche a capire il reale valore delle persone che ho accanto e so che non hanno mai sbagliato. Naturalmente, potrei essere io stessa che mi racconto a livello onirico ciò che il subconscio intuisce di suo, ma certo è che il “sognare” aiuta. In altri casi, invece, i sogni mi propongono lezioni che francamente non avrei mai potuto immaginare sul piano del reale. Spero un giorno di riuscire a raccogliere quelli più pregnanti in un volumetto, o almeno di riuscire a farlo prima che il neurone si rincoglionisca ancora di più e la memoria se ne sarà andata.

In questo scritto voglio parlare però di un sogno molto particolare che feci circa dieci anni fa, che mi è stato riportato alla mente dagli ultimi sviluppi del caso Ruby, un sogno che io, chissà perché, ho sempre visto con un titolo molto specifico “La casa”. Premetto anche che nel sogno io sapevo benissimo di quale “casa” si trattasse e, no, non era quella di Berlusconi. Peraltro, in questo contesto non credo sia rilevante dire chi ne fosse il proprietario, basti dire che si trattava di persona molto molto abbiente. Con le dinamiche molto dirette che di norma accompagnano i momenti onirici, a un certo punto io mi trovai ai piedi di una scalinata abbastanza lunga, oltre la quale sapevo c’era una sorta di salotto posto molto in alto nell’edificio dove stavamo e che dava su una città (intuivo anche di quale città si trattasse). In quel salotto, lo sapevo, c’era il proprietario della casa e potevo persino scorgerlo mentre intento a guardare di sotto, ad ammirare il panorama cittadino dalle grandi vetrate.

Io ero ancora ai piedi della scala e a un certo punto mi provai a salirla. Fu allora che notai sullo scorrimano e sui gradini qualcosa di straordinario che non avevo mai visto prima e mai rivedrò più. Di fatto vedevo che tale scala era ricchissima, anche molto bella esteticamente, con lavori di ricamo sul marmo e di verniciatura del legno raffinati…. Il problema era che tutta questa “bellezza” la scorgevo… come se appartenesse a uno strato sottostante, ciò che si vedeva in superficie invece era una infinita tipologia di escrementi e altre cose disgustose che pur con tutta la mia determinazione mi impedivano di salire. Fui quindi presa dai conati di vomito, mentre a un tempo ritraevo la mano disgustata dallo scorrimano, scivolavo finanche in tutta quella merda (che intuivo procurata da fatti esecrabili e tanto dolore): no, io non sarei mai riuscita a salire quella scala e a raggiungere quel signore all’attico, non avrei mai potuto farlo, non era nella mia natura!

Quel sogno mi lasciò con un insegnamento grandissimo, uno dei più grandi che abbia mai avuto: ovvero, che nel “realm” dello spirito ciò che conta e ciò che non si vede con l’occhio nudo, mentre la vanità del mondo prende un posto di seconda fila, viene dopo… sotto, non importa quanto sappia di “ricco”. Confesso anche che, sapendo a chi apparteneva quella casa, da quel giorno in poi ho guardato a questa persona in una maniera diversa e mi sono sempre chiesta quante vite gli serviranno per rimuovere tutto quel karma accumulato. Mi sono chiesta anche tante altre cose, ma è inutile discuterle qui.

Ma dicevo degli ultimi aggiornamenti sul caso Ruby che mi hanno appunto ricordato questo sogno: sembrerebbe che una teste importante, peraltro giovanissima, di soli 34 anni, sarebbe morta un due settimane fa circa, in circostanze sospette, forse per avvelenamento. È un fatto tremendo, certamente un fatto che a livello spirituale genera tanta di quella “merda” di cui sopra. Cosa sarà davvero accaduto? È molto probabile che non lo sapremo mai, in questa vita almeno. Poi, però, il momento verrà in cui sapremo tutto, anche ciò che non potremmo mai immaginare.

C’è insomma una legge universale che dirime su tutte le nostre azioni, c’è un senso in tutto ciò che accade e fortunatamente sembrerebbe che la sua dirittura etica e il suo senso della giustizia non sia barattabile con alcuna ricchezza nel creato, men che meno sembra si faccia impressionare dalla rifiniture apparentemente splendide della… casa.

Rina Brundu

castle

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