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ARGENTO VIVO LA LEGGENDA DI DON PIETRO VINANTE – 1997. Don Vinante scrive al Comando Militare Regione Sardegna per un CH dell’esercito

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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Nota editoriale: pubblicazione conforme, anche stilisticamente, all’originale.
 

5.5 La lettera del 1997 al Comando Militare

Al Comando
Regione Militare
della Sardegna

Elini, 06/08/1997

Spettabile Comando,

nell’estate del ’75, con l’ausilio di un “CH” che allora faceva settimanalmente la spola tra Viterbo e la base di Perdasdefogu, veniva issata a Punta Lamarmora una Croce monumentale in memoria dei Caduti dell’Isola sui fronti di tutte le guerre.

Nell’inverno del ’78[1], un uragano di eccezionale veemenza la piegava e successive raffiche di Maestrale finivano per abbatterla.

Quest’anno, con il generoso concorso di volontari, si è riusciti ad approntarne un’altra strutturata in modo da resistere alla veemenza delle bufere che d’inverno si abbattono su quella cima.

Come nel ’75, necessita ora la prestazione di un volo di elicottero che dal rifugio Bruncuspina o dal salto di Desulo o dalla base antincendi di S. Cosimo possa trasportarla sul basamento predisposto a Punta Lamarmora.

Si potrà poi procedere a suo tempo alla cerimonia di inaugurazione del Monumento alla presenza delle Autorità religiose, civili e militari.

Urge per ora effettuare il trasporto della Croce sulla vetta prima che sopraggiungano le perturbazioni atmosferiche che si verificano lassù dopo Ferragosto.

Ci rivolgiamo pertanto a Codesto Comando per ottenere la prestazione di un elicottero dell’Esercito abilitato ad effettuare quel tipo di trasporto.

Ai fini del ripristino del Monumento in oggetto, sacro alla memoria dei Caduti e sentito dal cuore della gente, questa vostra collaborazione è indispensabile.

Certi di trovare presso Codesto Comando sensibilità a questa iniziativa, rimaniamo in fiduciosa attesa di un positivo riscontro e porgiamo deferenti ossequi.

Per i Volontari

Sac. Don Pietro Vinante di Elini[2]

[1] Più probabilmente nell’inverno del 1977, cfr. 5.7

[2] Per l’originale della lettera, Cfr. Appendici 2

Nato a Tesero in Val di Fiemme, don Pietro Vinante ha svolto la sua missione, durata oltre cinquanta anni, in Sardegna, nella zona interna dell’Ogliastra, prima a Villanova Strisaili e poi nel villaggio di Elini. Spirito brillante, uomo di straordinaria qualità intellettuale e di grande inventiva, sacerdote dotato di una Fede incrollabile e di una forza unica che lo ha portato a issare più volte una croce sulla cima più alta dell’isola, don Vinante è diventato nel tempo un personaggio leggendario tra le vallate del Gennargentu. La sua figura alta, snella, vestita dell’usato abito talare, solinga mentre camminava lungo le strade e le carreggiate di Sardegna, resta ancora oggi impressa nella mente e nel cuore dei tanti che lo hanno conosciuto e amato, e che hanno avuto modo di imparare dalla sua eccezionale carica spirituale e umana.

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Fonte www.ipaziabooks.com

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