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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Di una nicchia che insegna. E sullo “spirito carbonaro”.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

Per l’E-Book clicca qui.

PERLE DI ROSEBUD – LISTA AGGIORNATA DEI DERETANI INAMOVIBILI

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per conoscere tutti i deretani di cui sopra)

PERLE POLITICHE – SENILITÀ, OKAY, MA SE DOVESSI DIVENTARE RENZISTA…

…portarmi dal veterinario e sopprimermi subito, please!

(Clicca qui per leggere tutto)

Rina Brundu

nature-2611760_960_720Ciò che continua a meravigliarmi è il fatto di come non avessi capito! Cioè negli ultimi cinque anni mi sono occupata di attività di blogging sacrificando quasi tutto il mio tempo libero, e ho vissuto questa esperienza come una corsa a migliorarla. Lo spirito è rimasto sempre goliardico, ribelle, determinato, ma tutto sommato sganciato da una prospettiva di serio “impegno”. O almeno così mi pareva.

Paradossalmente, per capire cosa si era costruito, anche il suo valore, ho dovuto scontrarmi con chi quel valore lo aveva capito molto prima di me, e con chi era geneticamente insofferente a questa voce “fuori dal coro”, a questa voce non genuflessa. L’illuminazione per certi versi è stata portentosa. Da qualche settimana insomma penso fortemente alla necessità di salvaguardare Rosebud, i suoi scritti, a fare in modo che restino. A fare in modo che resti questo angolo virtuale che è fondamentalmente di denuncia.

Tutti questi lavori sono in corso, naturalmente, sotto prospettive multiple, coinvolgendo molti luoghi all’estero, perché è necessario farlo. Soprattutto in questi anni molto difficili per la nostra democrazia, è importante lavorare da fuori, è importante salvare scampoli di prospettiva non omologati dai servizi RAI, dai quotidiani a testate unificate, è importante aiutare a dimostrare che siamo ancora un popolo mentalmente libero, nonostante tutto. Nessuna lotta vera può essere facile, non sarebbe tale altrimenti, ma ogni forma di lotta etica ha un senso e deve essere portata avanti con tutte le nostre forze.

Uno degli altri aspetti che non avevo mai considerato è che per potermi esprimere in libertà avrei dovuto scrivere in inglese. Certamente, l’inglese è stata la mia lingua degli ultimi vent’anni, è stata la mia lingua formativa e lavorativa, quella che ha in dato modo modellato la mia mente, ma chissà perché non l’avevo mai considerata seriamente per i miei libri. Da oggi in poi gioco forza i miei libri potranno essere scritti solo in inglese, e per certi aspetti ora comincio a spiegarmi anche il perché negli ultimi due anni avessi sentito viva la necessità di mettere al sicuro alcuni lavori prodotti anche su questo sito (vedi Spoon River, vedi “Le urla”): in dato modo era come se il mio spirito sentisse che non ce ne sarebbero stati altri, che era giunta la fine di un periodo della mia vita.

Ma su Rosebud continuerò a scrivere in italiano, continuerò a esprimermi in questa lingua perché ritengo sia un mio dovere farlo, soprattutto adesso. La speranza è che gli italiani, il prossimo anno, troveranno il coraggio di cambiare, di lottare per il loro Paese, di mettere via il marciume e di ricominciare, in altra guisa. Di fare cessare questa emergenza democratica e politica epocale e non degna della nostra storia; soprattutto non degna degli spiriti che hanno lottato per regalarci un futuro diverso. Rosebud è ormai diventato la nicchia che volevo, e adoro scriverci (mi ha insegnato tanto) anche se, onestamente, mi sarebbe piaciuto avesse minore visibilità. Insomma, ora più che mai comprendo benissimo lo “spirito carbonaro”: per poter parlare di date cose bisogna farlo di nascosto, bisogna usare la prospettiva low-profile. Vero, ma ritengo che per come sono io sarà impossibile fare a meno del mio nome e del mio cognome, i nick non fanno per me.

Per Rosebud è dunque iniziato il suo periodo migliore, quello che dirà tutto di noi, di me sicuramente, della nostra forza, della determinazione a dire sempre: not in my name! Non importa il costo!

Rina Brundu

 

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