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Caduta di un mito letterario? Ma non si dovrebbe avere paura di Virginia Woolf

George_Charles_Beresford_-_Virginia_Woolf_in_1902Pensare che dai giorni universitari mi sono sempre rimaste impresse nella mente le atmosfere rarefatte di La signora Dalloway (1925), Gita al faro (1927) e Orlando (1928). Ma a farmi imbestialire non sono le accuse di antisemitismo, il suo essere uno spirito ribelle, folle, pazzo che, giustamente, l'autrice riteneva figlio del suo “genio”, solo gli inetti sono “normali”, quanto piuttosto lo scoprire che i nostri testi universitari sono patinati e censurati come la nostra Stampa, le ficssion su santi e peccatori del nostro servizio pubblico and so and so forth...

Ma cui prodest? Cui prodest lamentarsi nella Repubblica delle Banane anche intellettuali et culturali? Sic.

Rina Brundu Fecit