PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 10

Rosebud, o della piena libertà dell’Essere: MAI del razzismo.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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La dolcissima Anna Frank nel 1940

di Rina Brundu. Credo di essere una delle poche persone pronta a confessare di non essere razzista per merito ma per il semplice motivo che il razzismo non sa neppure cosa sia o dove stia di casa. Immagino che si tratti anche di un in-più che possa caratterizzare i fan dello sci-fi: difficile essere razzisti in mondi, seppure fantastici, dove la diversità è il tratto che fa l’essenza e ti rende speciale. Da questo punto di vista ci sono delle “serie-tv” straordinarie con Esseri dai colori sgargianti, dai credo incredibili, che sanno proporsi a tutti gli effetti come un tributo artistico riuscito alla grandezza di questo meraviglioso creato.

Credo però che il mio distacco dalle cose del “razzismo” sia dovuto anche alla mia visione laica della vita. Dato il mio guardare alle religioni come a miti e riti popolari, in tutto e per tutto uguali agli archetipi narrativi analizzati da Vladimir Propp, mi riesce davvero difficile comprendere come possa esserci discriminazione in nome di una religione: cristiana, ebrea, musulmana. Lo ripeto, non ci arrivo, non riesco a comprenderlo. Infine, immagino che molto di questa mia visione adulta liberata dipenda dall’educazione ricevuta da bambina che tutto comprendeva tranne la qualità discriminatoria in una Sardegna interna che, almeno allora, faceva della capacità di ospitalità e accettazione uno dei suoi tratti modellanti.

Credo che la prima volta in cui scoprii che il mondo muoveva su altri binari fu alle scuole superiori. Si tratta di un accadimento che non ho mai dimenticato ma che, mercé quel mio non avere familiarità con questi input nefasti – ho compreso perfettamente solo più tardi. Ricordo che tra i miei compagni di classe c’era una ragazza molto brava, molto in gamba, che ammiravo in maniera particolare ma che nel tempo notai che muoveva animata da sentimenti anti-ebraici. A quell’età non sapevo che esisteva un antisemitismo di matrice molto moderna ma ero naturalmente capace di capire quell’atteggiamento critico e sprezzante, di registrarne il suo esistere. Causa la buona opinione di costei, ricordo che non la rimproverai mai abbastanza e sovente si finiva per chiudere il discorso scherzandoci sopra. Più tardi quando ho realizzato la stoltezza di simili predicazioni e atteggiamenti non mi sono perdonata e, conoscendomi, credo che non mi perdonerò mai!

In virtù di questo pregresso ho sempre ritenuto di avere un debito da saldare e per quanto ho potuto ho cercato di saldarlo anche su questo sito: l’ho fatto in diverse occasioni prendendo posizione ferma nei commenti contro users che tentavano di promuovere discorsi discriminatori a qualsiasi titolo. L’ho fatto postando infiniti pezzi sull’Olocausto, alcuni di questi mi hanno finanche cambiato la vita. Credo inoltre di farlo un giorno sì o l’altro no quando pubblico post sui più svariati argomenti dove non manca mai il lavoro di un qualche autore di religione ebraica da elogiare, prima fra tutti il mio amatissimo Aaron Sorkin.

Ma Rosebud non è il bar! L’ho scritto spesso e lo ripeterò fino alla nausea se serve. Quando dico che Rosebud non  è il bar significa che è un sito per autori e persone molto adulte. Essere adulti, essere personaggi intellettualmente adulti e validi, significa prima di tutto sapere cosa si è, non temere mai di essere accusati di qualcosa che non si è e ad un tempo non temere mai di confrontarsi con coloro che professano idee che non si approvano. Detto altrimenti, proprio perché questo sito ha una sua dirittura etica molto forte si può permettere di ospitare anche pezzi “al limite”: Questo non significa che si condividano quelle idee ma significa che non si chiudono gli occhi davanti al mondo, come talpe orbe; al contrario si guarda e se necessario si interviene a difesa di tutto ciò che riteniamo necessario difendere.

Una delle caratteristiche di questo sito che invece verranno difese sempre a spada tratta è l’amore per la libertà: la libertà dell’Essere, la libertà di espressione, la libertà di esistere come meglio ci pare, tutti quanti noi. L’amore per la nostra libertà e per quella altrui, la capacità quindi di dare agli altri credito abbastanza. Dar loro credito per esempio che quando imbastiscono un dato discorso, a volte politically-incorrect, non per questo si trasformano immediatamente in dei demoni. Ecco: i concetti bigotti e perbenistici di angeli e demoni quelli sono certamente concetti che non appartengono a questo sito, non ne descrivono la sua natura. Ma, mi ripeto, il concetto del diritto alla piena libertà dell’Essere sì, ci descrive perfettamente.  Della libertà, appunto,  MAI del razzismo.