PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 9. Breaking News

Diritti civili: dalla Stepchild Adoption all’Eutanasia. E sulla lista dei senatori malpancisti del PD.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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Screenshot dal sito gay.it

di Rina Brundu. Più il tempo passa più mi chiedo a cosa serva un blog. Forse a nulla, ma sicuramente può essere un luogo ideale grazie al quale si può dare una mano a qualche giusta battaglia, laddove non si può fare molto sul piano pratico.

Nel nostro paese – più che in tanti altri paesi dell’Occidente democratico – le “giuste” battaglie sono purtroppo, ancora oggi, quelle legate ai diritti civili. Tra le tante ricordo in questa occasione la civilissima battaglia per l’eutanasia e quella che si combatte in questi giorni per la Stepchild Adoption.

Da questo punto di vista ha fatto molto bene, benissimo, il sito gay.it a pubblicare ieri la lista (vedi featured image) dei cosiddetti senatori malpancisti del PD, che come si legge sempre su quello stesso sito, sono “i senatori più che dubbiosi sulla stepchild, al punto da mettere in dubbio il voto finale sul ddl Cirinnà sulle unioni civili se il famigerato articolo 5 passasse nella sua formulazione originale, con i voti dei 5 stelle”, etc, etc.

Che dire? Onestamente mi riesce abbastanza difficile trovare parole adatte per trattare questo argomento. Mi riesce difficile comprendere come persone adulte – di cui non discuto la perfetta buona fede – si possano macchiare di così tanti e tali peccati etici senza alcun apparente rimorso, mostrando un grado così elevato di mancanza di empatia verso l’altro, verso il dolore e le necessità del proprio simile.

Il paradosso è che nelle intenzioni queste persone si dicono paladini di un qualche Dio che li porterebbe a così ragionare. Ma quale Dio degno di questo nome potrebbe negare amore ad un bambino? Negare una famiglia ad un orfano in nome di improbabili regole d’etichetta moralistiche e moraleggianti? Negare la pace ad un essere sofferente? Negare la cura ultima ad un malato inguaribile?

Di nuovo: mi riesce davvero difficile capirlo. Capisco solo che come tantissime altre battaglie simili in precedenza, la vittoria arriverà solo dopo il passaggio di un tempo lunghissimo costellato di infinita e ingiusta sofferenza procurata da un’ignoranza profonda che non sa di essere tale.