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Jean-Paul Sartre sul rifiuto del Premio Nobel…

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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Sartre nel 1965

Il mio rifiuto non è un atto di improvvisazione. […] Lo scrittore deve rifiutare di lasciarsi trasformare in istituzione, anche se questo avviene nelle forme più onorevoli, come in questo caso […]

O uno accetta il premio e con i soldi può supportare quelle organizzazioni e quei movimenti che considera importanti — e i miei pensieri vanno al comitato londinese contro l’Apartheid. […]

D’altra parte a una persona non può essere chiesto di rinunciare, per 250 mila corone, a quei principi che non sono solo suoi, ma sono condivisi da tutti i suoi compagni. Questo è ciò che ha reso così doloroso per me sia l’assegnazione del premio che il rifiuto che ora sono obbligato a fare.

Jean-Paul Sartre, 22 ottobre 1964