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Omaggio a Mozart, un genio da IQ 165

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

220px-Wolfgang-amadeus-mozart_1Wolfgang Amadeus Mozart, nome di battesimo Joannes Chrysostomus Wolfgangus Theophilus Mozart (Salisburgo, 27 gennaio 1756 – Vienna, 5 dicembre 1791), è stato un compositore, pianista, organista, violinista e clavicembalista austriaco[1][2] a cui è universalmente riconosciuta la creazione di opere musicali di straordinario valore artistico.

Mozart è annoverato tra i più grandi geni della storia della musica, dotato di raro e precoce talento.[3] Iniziò a comporre prima di aver compiuto 6 anni (la sua prima composizione, un minuetto per clavicembalo, risale al gennaio 1762)[4] e morì all’età di trentacinque anni, lasciando pagine indimenticabili di musica, tant’è che è stato definito dal Grove Dictionary come “il compositore più universale nella storia della musica occidentale”:[5] la sua produzione comprende musica sinfonica, sacra, da camera e opere di vario genere.

Fu il primo, fra i musicisti più importanti, a svincolarsi dalla servitù feudale e a intraprendere una carriera come libero professionista.[2]

La musica di Mozart è considerata la “musica classica” per eccellenza: egli è infatti il principale esponente del classicismo settecentesco, i cui canoni principali erano l’armonia, il grande senso melodico, l’eleganza, la calma imperturbabile e l’olimpica serenità.

Genio precoce (1756–1769)

Il bambino dimostrò un talento per la musica tanto precoce quanto straordinario, un vero e proprio bambino prodigio: a 3 anni batteva i tasti del clavicembalo, a 4 suonava brevi pezzi e a 5 componeva.[21] Esistono vari aneddoti riguardanti la sua memoria prodigiosa, la composizione di un concerto all’età di 5 anni, la sua gentilezza e sensibilità e la sua paura per il suono della tromba.[22] Aveva inoltre la capacità di riconoscere l’altezza dei suoni (il cosiddetto orecchio assoluto).[23]

Leopold definiva suo figlio come “il miracolo che Dio ha fatto nascere a Salisburgo” ed è ragionevole ritenere che il grandissimo talento mostrato dal piccolo Amadeus abbia motivato nel padre una responsabilità molto grande, oltre quella di un semplice genitore o insegnante. Contrariamente a quanto riportato da alcuni, tra cui la figlia Nannerl, Leopold continuò a svolgere con cura i suoi servizi a corte, ma dedicò grandissima energia, molto tempo e denaro nell’educazione musicale dei figli, anche con diversi viaggi in Europa che oltre a segnarlo fisicamente hanno probabilmente arrestato l’avanzamento della sua carriera professionale a corte.[24]

Quando non aveva neppure 5 anni, il padre portò Amadeus e la sorella, pure assai dotata, a Monaco, affinché suonassero per la corte del principe elettore bavarese Massimiliano III; alcuni mesi dopo andarono a Vienna, dove furono presentati alla corte imperiale e in varie case nobiliari.

Verso la metà del 1763, egli ottenne il permesso di assentarsi dal suo posto di vice Kapellmeister presso la corte del principe vescovo di Salisburgo.

Tutta la famiglia intraprese così un lungo viaggio nel continente, che durò più di tre anni. I Mozart soggiornarono nei principali centri musicali dell’Europa occidentale della seconda metà del Settecento: Monaco di Baviera, Augusta, Stoccarda, Mannheim, Magonza, Francoforte, Bruxelles e Parigi (dove trascorsero il primo inverno), poi la lunga sosta a Londra fino al luglio del 1765, quindi di ritorno attraverso L’Aja, Amsterdam, Parigi, Lione, la Svizzera e infine il rientro a Salisburgo nel novembre 1766.
Il piccolo Mozart in una tournée a Verona

Mozart suonò nella maggior parte di queste città, da solo o con la sorella, ora presso una corte, ora in pubblico, ora in una chiesa. Le lettere che Leopold scrisse ad amici di Salisburgo raccontano l’universale ammirazione riscossa dai prodigi di suo figlio.

A Parigi incontrarono molti compositori tedeschi e qui furono pubblicate le prime composizioni di Mozart (sonate per clavicembalo e violino, dedicate a una principessa reale; cfr. KV 6-9).

A Londra conobbero, tra gli altri, Johann Christian Bach, il figlio più giovane di Johann Sebastian e una delle figure di primo piano della vita musicale londinese: sotto la sua influenza, Mozart compose le sue prime sinfonie (n. 1, n. 4 e K 19a). Seguì un’altra sinfonia durante il soggiorno a L’Aja, nel viaggio di ritorno (Sinfonia n. 5).

Dopo poco più di nove mesi trascorsi a Salisburgo, i Mozart partirono per Vienna nel settembre 1767, dove restarono per quindici mesi, escluso un intervallo di dieci settimane trascorse a Brno (Brünn) e Olomuc (Olmütz) durante un’epidemia di vaiolo. Durante questo periodo, Mozart compose un dramma in latino, Apollo et Hyacinthus (rappresentato in seguito per la prima volta all’Università di Salisburgo) e un Singspiel tedesco in un atto, Bastien und Bastienne (K 50), che fu rappresentato privatamente. Maggiori speranze furono riposte nella prospettiva di vedere rappresentata nel teatro di corte un’opera buffa italiana, La finta semplice (K 51), che tuttavia vennero deluse, con grande indignazione di Leopold.

Una grande messa solenne (probabilmente la Messa solenne in Do minore “Weisenhausmesse”, K 139) fu invece eseguita alla presenza della corte imperiale in occasione della consacrazione della chiesa dell’Orfanotrofio. La finta semplice venne rappresentata l’anno seguente, 1769, nel palazzo dell’arcivescovo a Salisburgo. Nel mese di ottobre, Mozart fu nominato Konzertmeister onorario presso la corte salisburghese.

Appena tredicenne, Mozart aveva acquisito una notevole familiarità con il linguaggio musicale del suo tempo. Le prime sonate di Parigi e Londra, i cui autografi includono l’ausilio della mano di Leopold, mostrano un piacere ancora infantile nel modellare le note e la tessitura musicale. Le sinfonie di Londra e de L’Aja attestano la rapida e originale acquisizione da parte di Mozart della musica che aveva incontrato. Analoghe dimostrazioni provengono dalle sinfonie composte a Vienna (come la Sinfonia n.6 e, specialmente, n. 8), caratterizzate da una tessitura più ricca e da uno sviluppo più approfondito. La sua prima opera italiana, poi, mostra un veloce apprendimento delle tecniche dello stile buffo.


Malattia e morte (1791)

Mozart morì nella sua casa a Vienna il 5 dicembre 1791, cinque minuti prima dell’una di notte.[189] La salma fu portata alla cattedrale di Santo Stefano il 6 dicembre; il corpo venne poi sepolto, lo stesso giorno o forse la mattina del 7, in una fossa comune del Cimitero di St. Marx, a quanto pare senza che nessuno della famiglia di Mozart, né dei suoi amici o conoscenti, fosse presente (le testimonianze dei contemporanei tentano di giustificare questo fatto assumendo che al momento del funerale ci fosse maltempo, ma quest’ultima circostanza è stata posta in dubbio in epoca moderna).[190] Si trattò di un funerale di terza classe, vale a dire del più economico possibile (ad eccezione del funerale per i poveri, che era gratuito); forse tale tipo di funerale era stato scelto dallo stesso Mozart, seguendo le sue convinzioni illuministiche che potrebbero averlo indotto a disprezzare, alla stregua di un retaggio della superstizione, sia le cerimonie funebri troppo sfarzose sia il conforto della Chiesa (fra l’altro, Mozart non aveva chiesto, né ricevuto, l’estrema unzione).[191]

L’esatto luogo di sepoltura di Mozart non è stato mai identificato: vi sono a Vienna due monumenti funerari del compositore in due diversi cimiteri, uno presso il Cimitero di St. Marx e un altro presso il Cimitero centrale (Zentralfriedhof).

La malattia e la morte di Mozart sono state e sono tuttora un difficile argomento di studio, oscurato da leggende romantiche e farcito di teorie contrastanti. Gli studiosi sono in disaccordo sul corso del declino della salute di Mozart, in particolare sul momento in cui Mozart divenne conscio della sua morte imminente e se questa consapevolezza influenzò le sue ultime opere.

Anche l’effettiva causa del decesso di Mozart è materia di congettura: il suo certificato di morte riporta hitziges Frieselfieber (“febbre miliare acuta”, che allora era considerata contagiosa, o “esantema febbrile”), una definizione insufficiente a identificare la corrispettiva diagnosi nella medicina odierna. Sono state avanzate diverse ipotesi, dalla trichinosi all’avvelenamento da mercurio, alla febbre reumatica o, più recentemente, la sifilide. La pratica terapeutica del salasso, all’epoca diffusa, è menzionata come concausa della morte. Una serie di ricerche epidemiologiche eseguite nel 2009 da un gruppo di patologi austriaci e olandesi, che si sono soffermati a studiare tutte le principali cause di decesso della popolazione negli ultimi anni di vita di Mozart, porta a ritenere che – con grande probabilità – il compositore sia morto per una nefrite acuta conseguente a una glomerulonefrite a eziologia streptococcica.[192]

Mozart morì lasciando incompiuto il Requiem, il cui completamento fu affidato dalla moglie del compositore in un primo tempo al musicista Joseph Eybler, il quale, tuttavia, ben presto si fece indietro. Fu allora chiamato il giovane compositore Franz Xaver Süssmayr, allievo e amico di Mozart che terminò il lavoro, completando le parti non finite e scrivendo ex novo quelle inesistenti.

Nel 1809 Constanze Weber, la vedova, si risposò col diplomatico danese Georg Nikolaus von Nissen (1761 – 1826), grande ammiratore di Mozart e autore di una delle prime biografie dedicate al musicista. Per questo lavoro di sicuro Nissen attinse a testimonianze di Constanze, la quale, però, non può essere considerata una fonte del tutto attendibile. Ad esempio, dalle lettere scritte da Mozart ad amici e familiari (alla stessa Constanze, ad esempio) Nissen e Constanze cancellarono spesso le parti più scurrili e ciò nel chiaro intento di idealizzare la figura del compositore.[193]

(brani tratti dalla pagina wikipedica di Mozart)

2 Comments on Omaggio a Mozart, un genio da IQ 165

  1. Che grande uomo: se è vero che nella vita è tutto sul come si esce e non sul come si entra, questo è davvero un grande uomo! Specie per come è morto appunto (riprendo il pezzo sotto) e per ciò che ha lasciato in eredità al mondo. Per i non addetti aggungo, a giustificazione del mio titolo (che altrimenti pare peregrino), che gli IQ più alti mai registrati sono intorno ai 230-260 punti… ma questi qui sono di persone che per lo più hanno sindromi varie come quella di Savant… e che poi non hanno portato sostanziali risultati. Gli IQ dei veri geni sono intonro ai 160 punti… Di fatto 160 è l’IQ di Einstein… Mozart l’aveva più alto di cinque punti e risulta essere il musicista più… geniale, appunto, di tutti i tempi.
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    Mozart morì nella sua casa a Vienna il 5 dicembre 1791, cinque minuti prima dell’una di notte.[189] La salma fu portata alla cattedrale di Santo Stefano il 6 dicembre; il corpo venne poi sepolto, lo stesso giorno o forse la mattina del 7, in una fossa comune del Cimitero di St. Marx, a quanto pare senza che nessuno della famiglia di Mozart, né dei suoi amici o conoscenti, fosse presente (le testimonianze dei contemporanei tentano di giustificare questo fatto assumendo che al momento del funerale ci fosse maltempo, ma quest’ultima circostanza è stata posta in dubbio in epoca moderna).[190] Si trattò di un funerale di terza classe, vale a dire del più economico possibile (ad eccezione del funerale per i poveri, che era gratuito); forse tale tipo di funerale era stato scelto dallo stesso Mozart, seguendo le sue convinzioni illuministiche che potrebbero averlo indotto a disprezzare, alla stregua di un retaggio della superstizione, sia le cerimonie funebri troppo sfarzose sia il conforto della Chiesa (fra l’altro, Mozart non aveva chiesto, né ricevuto, l’estrema unzione).[191]

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