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Le donne Romanov: straordinarie! E – strano ma vero – sul ratto condannato e fatto impiccare da Pietro III Romanov.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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Rina Brundu

tumblr_mrnnd7kCv91rwjpnyo1_500Femminismo? Famiglie allargate? Intrighi per agguantare il potere? Escort maschili? Fanculo alle Quote Rosa? Se pensate che queste siano utopie moderne vi sorprenderà scoprire che per le donne della potente famiglia russa dei Romanov erano certezze acquisite da secoli e per secoli. Tra le tante segnalo le avventure “professionali” e di vita di Sof'ja Alekseevna Romanova (reggente sul trono russo e sorella di Pietro il grande, la quale tentò in ogni modo di preservare il potere a spese del consanguineo più giovane), di Caterina I di Russia, o per meglio scrivere di Yekaterina I Alekseyevna, Marta Helena Skowrońska, Marta Elena Skavronska, poi Marfa Samuilovna Skavronskaya (già seconda moglie di Pietro il Grande che dopo la scomparsa del marito regnò da sola come imperatrice russa fino alla morte), di Elisabetta di Russia, al secolo Elizaveta Petrovna (figlia di Pietro il Grande) e, last but certainly not least, della straordinaria Caterina II,  Екатерина II Алексеевна, Ekaterina II Alekseevna, meglio nota come Caterina la Grande... la cui “grandezza” ha resistito nel tempo anche ai mille puerili tentativi di infangarne il nome.

Cliccate sulle foto sottostanti per arrivare sulla pagina wikipedica di queste quattro signore che, in realtà, sono solo alcune delle straordinarie donne che hanno fatto parte della più nobile famiglia russa. Una famiglia che, dal regno di Michele I Romanov a quello di Nicola II, nei 300 anni precedenti la rivoluzione bolsceviva ha plasmato la storia di quell’immenso paese fino a farne una potenza mondiale, finanche un esempio di gestione di un potere assoluto ma illuminato. O giù di lì.

ratFormidabili pure gli infiniti subplots storico-gossipari nel background, dalle profezie del monaco Abel sull’arrivo del bolscevismo e sulla fine dei Romanov (finanche sull’ascesa di Hitler), al regno frivolo della regina Anna, alla vena incredibilmente folle dello zar Pietro III. Basti ricordare che costui, appassionato fin da piccolo di battaglie virtuali con i soldatini di carta, dopo averne trovati alcuni con la testa mozzata da un topo, fece catturare, condannare e impiccare quello stesso ratto da una corte marziale appositamente convocata. Poi – sempre seguendo il dettame del codice militare – ordinò che la carogna appesa del roditore rimanesse in bella vista per tre giorni…. affinché fungesse da esempio…. per tutti gli altri…. topi.

Tutto vero: robe da far impallidire anche le maleffate della nostra casta politica. E non è cosa facile!

Rina Brundu, in Dublin, 11/04/2015

Featured image Pietro III; seconda immagine, un parente del topo impiccato.
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