LA BARBA DI DIOGENE, Dublin (EIRE) – 17 Years Online. Leggi l'ultimo pezzo pubblicato...

“OH, ROME — A PROUD LAND…” – L’INVETTIVA DI ALEKSANDR PUSHKIN CONTRA POLITICI ITALICI CORROTTI

A_S_PushkinANTE-LITTERAM E POST-ALLUVIONI
From "To Liceney"

Oh, Rome — a proud land of lechery, of evil,
It’ll come the trial’s day — a hammer and an anvil.
I see the end of your ‘eternal’ reign:
Your crown, in the dust, will never rise again.
The youthful nations — suns of bloody battle —
Will raise the sword above your people-cattle,
Just leaving after them the mountains and seas,
And flooding all your land as waters of the streams.
The Rome will fall; it will be covered by a darkness;
And, just a traveler, while seeing stones’ vastness,
And lost in gloomy thoughts, at last will give a yell:
“By freedom Rome’s bred, by slavery it’s felled.”

Translated by Yevgeny Bonver, December, 1999
Edited by Dmitry Karshtedt, February 2000

———–

 
Oh , Roma – orgogliosa terra della lussuria, del male,
verrà il giorno del giudizio – un martello e un’incudine.
Vedo la fine del tuo regno ‘eterno’:
La tua corona, nella polvere, non si risolleverà.
Le nazioni giovani – soli di sanguinosa battaglia –
Sguainando la spada sopra il tuo popolo-gregge,
risparmieranno solo i monti e i mari,
Inonderanno il tuo suol come acque di torrenti.
Roma cadrà; sarà coperta da oscurità;
E, un sol viaggiatore, nell’osservar la vastità pietrosa,
mentre perso in pensieri cupi, lamenterà con voce acuta:
“Dalla libertà Roma è nata, per la schiavitù è caduta”.
 
———————————–
Libera traduzione in italiano di Rina Brundu, in Dublino, 13 novembre 2014

Aleksandr Sergeevič Puškin (Mosca, 6 giugno 1799, 26 maggio del calendario giuliano – San Pietroburgo, 10 febbraio 1837, 27 gennaio del calendario giuliano) è stato un poeta, saggista, scrittore e drammaturgo russo.

In filologia egli è considerato il fondatore della lingua letteraria russa contemporanea e le sue opere, tra le migliori espressioni del romanticismo russo, hanno ispirato numerosi scrittori, compositori e artisti.

Artwork, Alexander Pushkin by Vasily Tropinin