PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 10

Dell’Italia e dell’ennesima sculacciata sprezzante della Merkel

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

Lothar de Maiziere und Angela Merkeldi Michele Marsonet. Dicendo che l’Italia è un Paese a sovranità limitata non faccio di sicuro uno scoop, credo che ormai se ne siano accorti proprio tutti. Colpa nostra, certamente, dell’incapacità italica di farsi valere in ambito internazionale e di sfruttare potenzialità che pur esistono, anche se indebolite da una crisi – ancor prima politica che economica – ormai permanente.

Vi sono tuttavia dei limiti che all’interno della UE andrebbero sempre rispettati, anche perché sono impliciti nei documenti fondativi dell’Unione. E invece in questi giorni si è avuta un’ulteriore dimostrazione che, di tali limiti, qualcuno se ne infischia altamente.

Parlo dei soliti tedeschi, che ora pare vogliano rinverdire l’antica potenza militare spedendo truppe in giro per il mondo, e in particolare in Africa perché evidentemente il mito dell’Africa Korps di Erwin Rommel nell’animo teutonico non è mai morto.
E parlo soprattutto della cancelliera di ferro Angela Merkel la quale, appreso quanto sta accadendo da noi, ha invitato in modo brusco i politici nostrani a “far presto” risolvendo la crisi “alla svelta”.
Intendiamoci, non è stata l’unica reazione a livello internazionale. Lo stupore è più che evidente anche nei messaggi che Obama e Hollande hanno inviato a Enrico Letta. A loro mai potrebbe accadere di essere “licenziati” mediante una crisi extraparlamentare e di vedersi sostituire da uno che, in fondo, ha solo vinto le primarie di un partito.
Tuttavia tanto il presidente americano quanto quello francese hanno rispettato il bon ton. Qualunque cosa pensassero hanno comunque capito di non doversi intromettere nelle vicende interne – anche se ridicole – di una nazione che non è la loro.
Angela Merkel invece no. Ha impugnato il solito badile usando toni che a tanti sono parsi sprezzanti nei nostri confronti. Un altro esempio, insomma, del dominio di fatto che la Germania esercita in ambito europeo, e senza neppure troppe remore.
Ripeto che, in fondo, ce lo meritiamo. Le ultime incredibili vicende della politica nazionale dimostrano ancora una volta che siamo il Paese di Pulcinella, dove la farsa permea ogni azione quotidiana.
Però “est modus in rebus”, e qualcuno avrebbe dovuto dire alla cancelliera di farsi gli affari suoi. Invece niente, silenzio tombale. Forse a Renzi, che corre sempre, l’invito tedesco a sbrigarsi avrà addirittura fatto piacere.
Ammesso che davvero vada a Palazzo Chigi, e non è ancora certo, la velocità è una delle sue caratteristiche di fondo (a costo di travolgere chiunque gli sbarri la strada).
Spero solo che, se diventerà presidente del consiglio, di ricordi di essere italiano ribattendo in modo cattivo – come sanno fare i toscani bruschi – alle indebite ingerenze altrui nei nostri affari interni.
Featured image, Angela Merkel nel 1990 assieme a Lothar de Maizière, fonte Wikipedia.