Rina Brundu
Rina Brundu (Ogliastra, 1968) è una scrittrice italiana. Laureata in Lingue e Letterature Straniere, vive dal 1997 a Dublino, in Irlanda, dove ha sempre lavorato nel settore informatico prima e finanziario poi.
È la creatrice del detective ogliastrino Don Osvaldo da Silva Ochoa, il bibliotecario di Villarosa, appassionato di informatica e di enigmistica. Don Osvaldo è comparso per la prima volta nel romanzo “Tana di Volpe” (Dario Flaccovio Editore, Palermo, 2003) e poi in svariate short-story pubblicate da diverse riviste letterarie. Nel Luglio 2006, il racconto “Sirbone”, con Don Osvaldo ancora protagonista, ha vinto il Premio Letterario Avant Garden. E’ autrice di una moderna rivisitazione delle “Venti regole per scrivere un giallo” di S.S. Van Dine.
Amante della cultura sarda e della cultura della Sardegna interna in particolare, nel Maggio del 2006 ha curato “Isole, Scritture Letterarie, Momenti d’Ogliastra” (Grafica del Parteolla, Cagliari, 2006), la prima antologia della provincia d’Ogliastra. Questa produzione si è avvalsa della collaborazione di numerosi studiosi della lingua sarda, autori, scrittori sardi e non.
Rina Brundu collabora con siti e riviste letterarie, in Italia e in Europa, per le quali ha scritto decine di articoli e saggi brevi. Tra il 2004 e il 2011 è stata direttrice di “Giallografia“, rivista online dedicata al giallo classico e della rivista letteraria “Terza Pagina World“.
Si è occupata di editoria e si interessa da anni di analisi tecnica della scrittura digitale. E’ la creatrice del termine giornalismo online.
Bigliografia
- Tana di Volpe (in Italian), Palermo, D. Flaccovio, 2003. ISBN 88-7758-485-8
- Isole, Scritture Letterarie, Momenti d’Ogliastra (in Italian), Cagliari, Grafica del Parteolla, 2006. ISBN 88-88246-97-5
- La Torre del Nuraghe (in Italian), Ogliastra, Terza Pagina Edizioni, 2011. ISBN 88-903439-8-8
- Twenty rules for writing detective stories, CADS 54, UK.
Fonte Wikipedia.
Visita anche:
Poesie, Racconti di Rina Brundu
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Libri
Tana di Volpe, Dario Flaccovio Editore, 2003.
Tana di Volpe arrivò finalista al Premio Tedeschi della Mondadori
Recensioni a Tana di Volpe:
SARDEGNAELIBERTA.IT (luglio 2005)
“Il primo romanzo di Rina Brundu – sarda trasferitasi in Irlanda dove lavora nel settore informatico – è un giallo classico, alla Christie per intenderci, risolto secondo il criterio della deduzione scientifico-psicologica. I fatti narrati si svolgono durante l’ultima settimana di novembre del 2000 e il luogo deputato ad accogliere i numerosi personaggi è l’Hotel Tana di Volpe, albergo di lusso appena ultimato e completamente informatizzato che si trova nel territorio di Villarosa (paesino della Sardegna dell’interno inventato dalla Brundu), circondato dai boschi e sovrastato dai monti del Gennargentu. Per la sua posizione solitaria fa comodo a chi ha bisogno di una base nascosta, mentre per qualcun altro rappresenta una trappola mortale: ‘Anche l’ultima preda era entrata nella tana’. E infatti la vita tranquilla del borgo ogliastrino precipita nel vortice della paura a causa di due omicidi, uno dei quali avviene proprio all’interno del nuovo albergo, da dove partono le indagini dirette dal maresciallo Vinci, coadiuvato dall’amico Osvaldo (maestro in pensione, bibliotecario volontario, appassionato di enigmistica, esperto di informatica), e che devono far luce anche sulla scomparsa dell’ex parroco atteso inutilmente in albergo. La catena di omicidi si incrocia con un traffico di reperti archeologici appena rubati dal museo di Nuoro. Una nevicata straordinaria blocca tutti all’interno del Tana di Volpe che diventa un centro operativo delle forze dell’ordine. L’autrice tende una fitta rete di richiami interni e qualche tranello per il lettore che, fra misteri e delitti, può comunque gustare delle scenette esilaranti. La connotazione sarda emerge nell’uso della lingua (nella variante ogliastrina) in espressioni colloquiali e proverbiali, nella presenza delle peculiarità archeologiche, nel raffronto tra la vivibilità delle coste e delle montagne soprattutto per l’influsso di queste ultime nella psicologia dei sardi dell’interno. L’attenzione per la Sardegna più nascosta e soprattutto per la sua terra d’origine è sottolineata dalla Brundu anche nella postfazione: ‘L’Ogliastra di oggi è l’ultima frontiera dell’Italia, forse dell’Europa’ per la violenza, la disoccupazione, il disinteresse degli amministratori, ‘i signorotti nepotisti’, la necessità di emigrare”. Miriam Punzurudu
ROBERTOMISTRETTA.IT (agosto 2004)
“Ambientato in una Sardegna insolita, ammantata di neve ‘Tana di Volpe’ (dal nome dell’albergo dove si svolge la vicenda), è un classico giallo, à la Christie, che si dipana tra misteri, delitti e furti di reperti nuragici. La sua autrice, nome completo Rina Brundu Eustace, vive e lavora in Irlanda e questo è il suo libro d’esordio nella narrativa dove si era già fatta notare come finalista al Premio Tedeschi giallo inedito Mondadori. La struttura narrativa di ‘Tana di Volpe’, albergo dove alcuni ospiti si ritrovano a seguito di un appuntamento in realtà mai dato, è corposa, lo stile suggestivo e l’autrice mostra la sua abilità creativa e una vis narrativa sorprendente costruendo sapientemente tutti i passi e personaggi nella conferma di una sua idea di fondo perché tutto abbia un nesso e un collegamento. Protagonista ed investigatore che darà una mano risolutiva al maresciallo Vinci a venire a capo degli omicidi che insanguinano il ‘Tana di Volpe’, è don Osvaldo Da Silva, che troverà nei commenti dell’amata moglie Palmira, la chiave per penetrare il fosco mistero che affonda le sue radici in un dramma antico a riprova che si può vivere un’intera vita con l’ossessione della vendetta rimuginata e architettata dentro se stessi, e pur tuttavia vivere in pace apparente con la società e col mondo”. Roberto Mistretta
LA SICILIA (4 marzo 2004)
“La struttura è corposa, lo stile suggestivo e l’autrice mostra la sua abilità creativa e una vis narrativa sorprendente, costruendo sapientemente tutti i passi e i personaggi nella conferma di una sua idea di fondo perché tutto abbia un nesso e un collegamento”.
ISOLASARDA.COM (luglio 2003)
“L’autrice, nella postfazione – ma anche tra le righe del romanzo – dà voce ad una Sardegna dimenticata, afflitta dalla sordità dei suoi amministratori alle istanze della popolazione e martoriata da un crescendo di criminalità che non dà tregua e mortifica le speranze di crescita”.
LA REPUBBLICA – PALERMO (30 giugno 2003)
“…Tana di Volpe, romanzo d’esordio di Rina Brundu, un giallo d’atmosfera che sembra risentire della lezione di Dessì e di Marcello Fois nella descrizione dei paesaggi, nella presenza muta della natura…”
GAZZETTA DI MANTOVA (22 giugno 2003)
“Un whodunit classico, dal sapore inglese”.
STILOS (17 giugno 2003)
“Un giallo classico… che si dipana tra misteri, delitti e furti di reperti archeologici”.
ANSA (giugno 2003)
“Il cuore della narrazione si svolge all’interno di un albergo, isolato a causa di una nevicata imponente, in una Sardegna ben diversa da quella balneare e vacanziera dell‚immaginario collettivo. Ed è infatti all’entroterra, quello dell‚Ogliastra, e ai suoi problemi che l’autrice, nella postfazione, sottolinea di voler dare voce”.
AGI (giugno 2003)
“Quello di Rina Brundu, esperta di tecnologia informatica originaria del Nuorese e residente in Irlanda, è un classico giallo ‘a chiave’ con un’ambientazione insolita: una Sardegna montana e innevata in cui si susseguono delitti e furti d’opere d’arte”.
LA PROVINCIA PAVESE (2003)
“Il primo mistery sardo in salsa British… In questo secondo volume della collana Gialloteca c’è la passione per due mondi lontani e diversi: quello per la cultura e le tradizioni dell’entroterra sardo, dove il romanzo è ambientato, e anche quello per in cui l’autrice vive e lavora”.
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ISOLE – SCRITTURE LETTERARIE MOMENTI D’OGLIASTRA, EDIZIONI DEL PARTEOLLA, 2006.
Articoli dedicati ad ISOLE su LA NUOVA SARDEGNA, L’UNIONE SARDA, NAE Rivista universitaria, L’Ortobene di Nuoro.
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LA TORRE DEL NURAGHE, TERZA PAGINA EDIZIONI, 2011.
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Twenty rules for writing a detective novel by Rina Brundu (English version)
Source: http://www.twbooks.co.uk/crimescene/20ruleswritingdetectivenovel.htm
Veinte reglas para escribir una historia de detectives (Spanish version)
Source: http://www.monografias.com/trabajos65/reglas-historia-detectives/reglas-historia-detectives.shtml
Vint regles per escriure una història de detectius (Catalan version)
Source: http://www.e-scriptorium.eu/cat/index.php?option=com_content&task=view&id=354&Itemid=46
Двадцать правил для пишущих детективы (cirillico)
Venti regole per scrivere un giallo di Rina Brundu
Fonte: La tela nera
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Disegni che mi hanno dedicato.
Donna che legge di Marco Josto Agos (un grande ringraziamento al padre per il pensiero ma soprattutto per la maniera con cui ricorda la memoria di Marco).
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Poesie che mi hanno dedicato
Avvento – all’amica Rina Brundu di Maria Teresa Santalucia Scibona
(inclusa nel suo ultimo libro “Codice Interiore” Cantagalli editore).
Maria, tenera rosa del deserto
casta come l’acqua sorgiva,
dolce come miele di rupe.
Accogliesti l’Angelo del Signore,
con mite accettazione.
Pronta a schiudere la tua verginale
purezza, per l’intimo mistero.
Fosti, nel remoto villaggio,
riservata e silente.
Impregnata d’ansia e timore
che turbava la mente dal volere
del Santo Spirito.
Cosa pensavi nelle notti stellate,
per l’ignoto dono del Cielo?
Il dubbio latente Ti lasciava insonne.
Come dirlo al promesso Giuseppe ?
Saputa la rivelazione,
l’amato sarebbe stato indulgente,
o Lui T’avrebbe ripudiata ?
Ti ringraziamo Madre ammirabile.
per le pene sofferte
e per la spada che trafisse il cuore.
Il Salvatore nacque nel tuo grembo,
Lo cullasti come nostro fratello.
Il dolce Bambinello
fu profeta dell’Altissimo.
Sole che illumina le genti,
le salva e le redime.
Siena, martedì 14 dicembre 2011
M. Teresa Santalucia Scibona
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Un componimento in sardo di un tal Sardiliu da Melbourne
Una Biddanoesa, Brundu Rina,
tenit cultura, esti intraprendenti;
prus de is atrus esti issa sapienti
ca da interrogant su rei e sa reina.
A issa appu domandau una informatzioni
e m’ari arrispostu in unu mengianu;
mancu su tempus de fai collatzioni
e deu iscia su certu, su incertu e su stranu.
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La poesia LE ANIME BELLE a Rina Brundu
Le anime belle
Spesso sono invisibili
Introvabili
Irraggiungibili
Le anime belle
Si fanno trovare
Solo da chi
Le sa riconoscere
E amare
Le anime belle
Sono come stelle
Che splendono
Tremule e accendono
Il cielo di notte
Altrimenti buio
Le anime belle
Sono come te
Che incendi
Il mio cielo
Quando t’accorgi
Che si sta oscurando
Danila Oppio (inedita)
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La poesia Big bang, piccolo di Gavino Puggioni
E poi
si perdono
in quelle anse
dell’anima
rigagnoli
che divengono
fiumi
e mille pensieri
s’incontrano
e svaniscono
nel nulla
di una vita
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Senza, lo spirito sarebbe più solo….
(lista meramente indicativa)
Romanzi-Saggi
La metamorfosi di Franz Kafka
Il principe di Niccolò Machiavelli
Cien años de soledad di Gabriel Garcia Marquez
Cenere di Grazia Deledda
Le radici storiche dei racconti di fate di Vladimir Propp
Dipinti
L’urlo di Edvard Munch
L’isola dei morti di Arnold Böcklin
Scrittori-saggisti
Franz Kafka
Oscar Wilde
James Joyce
Virginia Woolf
Christa Wolf
Heinrich Boell
Grazia Deledda
Giovannino Guareschi
Antonio Gramsci
Edgar Allan Poe
Umberto Eco
Giornalisti
Oriana Fallaci
Natalia Aspesi
Giampiero Mughini
Giampaolo Pansa
Michele Serra
Sergio Romano
Giuliano Ferrara
Angelo Panebianco
Vittorio Feltri
Marco Travaglio
Moreno Morello
Attori
Totò
Tina Pica
Alberto Sordi
Sophia Loren
Christian De Sica
Film
Ivan il Terribile di Sergei Eisenstein
Das Cabinet des Dr. Caligari di Robert Wiene
Indipendence day di Roland Emmerich
Rebecca, la prima moglie di Alfred Hitchcock
Registi
Sergei Eisenstein
Alfred Hitchcock
John Ford
Federico Fellini
Eugene Wesley Roddenberry (un produttore e un mito)
James Cameron
Characters
Uncle Scrooge (lo zio Paperone di Karl Barks e dei grandi vignettisti italiani)
Lieutenant Commander Data (Star Trek – The Next Generation)
Mrs Doyle (Father Ted)
Ragionier Ugo Fantozzi
Tristram Shandy
Scrooge
Volpone di Ben Johnson
Don Chisciotte
Don Camillo e Peppone
Don Osvaldo e Palmira Palmas
Sit-coms
Father Ted
Fawlty Towers
George and Mildred
Keeping up appearances
The Jeffersons
Sonetto preferito all’università
One day I wrote her name upon the strand
Edmund Spenser (c. 1552 – 13 January 1599)
One day I wrote her name upon the strand,
But came the waves and washed it away:
Again I wrote it with a second hand,
But came the tide, and made my pains his prey.
Vain man, said she, that dost in vain assay
A mortal thing so to immortalize!
For I myself shall like to this decay,
And eek my name be wiped out likewise.
Not so (quoth I), let baser things devise
To die in dust, but you shall live by fame:
My verse your virtues rare shall eternize,
And in the heavens write your glorious name;
Where, whenas death shall all the world subdue,
Our love shall live, and later life renew.
Materie
La fisica
La filosofia
La linguistica
La semiotica
Anche la letteratura se non fosse una mera opinione.
L’archeologia
Il giornalismo
Scienziati
Ed Witten
Brian Greene
Stephen William Hawking
Leonard Susskind
Una cosa per cui vivere
L’insostenibile leggerezza dell’Essere.
Una cosa per cui morire
L’insostenibile leggerezza dell’Essere.
Cose che non avrebbe potuto essere altrimenti….
La Settimana Enigmistica
La regina del vento
Le formiche ai piedi della montagna
La scrittura di Kafka
Dante
Il Corvo di Poe
Achab
I balli sardi tanto tempo fa
I pic-nic in su Sartu e Josso
I racconti della nonna
Il bosone di Higgs
Musica
L’inno di Mameli
Dimonios – L’inno della Brigata Sassari
Nanneddu meu
Caruso di Lucio Dalla
Ancora di Eduardo De Crescenzo
Perdere l’amore di Massimo Ranieri
Tutto Battisti
Tutto De André
De Gregori
Tutta la musica classica
Una persona che ammiro
Nick Vujicic
La pagina di Wikipedia di Nick Vujicic http://en.wikipedia.org/wiki/Nick_Vujicic
Attendo con impazienza…
I capelli bianchi e la saggezza per scrivere come credo di saper fare. So che verranno entrambe le cose. Un giorno.
Immagine foresta, fonte Wikipedia.
Featured image, Rina Brundu 10 aprile 2013.



























