PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 10

Nino Di Matteo: ammirazione intellettuale incondizionata. E sul perché dobbiamo dirgli grazie.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

Confesso che non mi sono mai presa la briga di conoscere meglio il lavoro del PM Nino Di Matteo. So che in passato è stato l’idolo di dato giornalismo, post-scalfariano nell’essenza, ovvero di quel giornalismo che per sua natura predilige la divisione manichea del mondo, la quale si fa automatica gigantomachia tra i “giusti”, noi, e i “reietti”, loro. Per inciso, i “reietti” del dato momento storico sono i salviniani e tutti coloro che siedono alla destra dell’Esecutivo abusivo del Cooonte Giuseppi-Dracula.

Il tempo, galantuomo, ci ha dato conferma che quello che immaginavamo fosse “giornalismo” in realtà era un cales… pardon, il solito carro politico italico riempito di menti semi-pensanti miranti ad agguantare visibilità, denaro, potere, and so and so forth. Già detto! Del resto, la conclamata emergenza mediatica e democratica nel nostro paese non fa più notizia neppure nei giornalini da oratorio più ligi alla falsa morale, per lo più di matrice cazzocomunista, imperante!

Dicevo dunque di come io immaginassi il PM Di Matteo come un altro idolo qualunque di codesta gentaglia, di questa mafia pseudo-intellettuale che soffoca il futuro delle nostre giovani generazioni e della nazione in una. Quando l’andava di lusso, pensavo che il PM Di Matteo fosse il “meno peggio” di una oggettivamente censurabile casta magistraturale che, molto spesso (occorre dirlo, occorre sottolinearlo allo scopo di rendere onore ai vari Falcone e Borsellino che erano di altra specie), ha utilizzato le stesse modalità della politica per farsi strada nel mondo e ha azionato la giustizia ad orologeria. Ricordiamo a questo proposito le tante stragi impunite che costellano la storia italiana, ricordiamo il caso Consip (relativamente al quale, un indagato siede ancora tra le fila della maggioranza nell’attuale Parlamento), ricordiamo il recente tentativo di fermare l’azione di un Ministro dell’interno democraticamente eletto (mica come l’attuale Premier in carica!), etc etc.

Insomma, mercé la mia ignoranza, io pensavo che Nino Di Matteo fosse un altro idoletto sinistrico qualunque. Capita! L’ignoranza fa questo è altro… sebbene, a mia parziale scusante, va pure detto che vivendo in un Paese come il nostro a pensare male si fa peccato ma, generalmente, la s’indovina.

La s’indovina spesso, non sempre! Raramente, infatti, se non mai, mi è capitato di testimoniare, in Italia, un coraggio (volgarmente detto “due palle”) come quello che ha avuto il PM Nino Di Matteo quando qualche sera fa ha chiamato la trasmissione di Massimo Giletti e ha raccontato quello che ha raccontato! Ha raccontato cioè dei fatti (quelli di norma tenuti segreti al popolo bue), certamente incontestabili, con un’onestà che fa onore al suo mestiere, ma che, soprattutto, fa onore a noi come esseri umani in prima battuta e come italiani in seconda.

Raramente, se non mai, ho visto qualcuno che aveva tutto da perdere dal suo intervento pubblico (si è trattato infatti di un raro, quanto non preventivato e non preventivabile, momento storico che è stato finanche capace di riunire gli arcigni rivali Travaglio e Berlusconi in un rapporto di amorosi sensi determinato a serrare le fila intorno all’Esecutivo delle Poltrone Viventi la cui sola esistenza indigna ogni cittadino onesto nell’anima), procedere così spedito, gagliardo, incurante delle mazzate che gli sarebbero piovute addosso dai pochi amici e dai tanti nemici travestiti da amici…

Non so se il PM Nino Di Matteo leggerà mai questo scritto (potrebbe accadere), non so se lo leggeranno i suoi figli (non so neppure se ne abbia), ma, nel caso, vorrei dire a lui e a loro di andare fieri e orgogliosi di quanto è stato. Vorrei dire loro grazie. Vorrei pregarli di continuare sempre lungo questa strada perché il nostro disgraziato Paese ha bisogno di simili esempi, ha bisogno di continuare a credere in qualcosa in un tempo in cui per amor di poltrona ci hanno davvero tolto tutto, inclusa la possibilità del sogno e la speranza.

Ammirazione intellettuale incondizionata per Nino Di Matteo, dunque, che possa continuare così e magari diventare un giorno il grande Ministro della Giustizia che la nazione attende da sempre. Il Ministro della Giustizia di un’Italia finalmente libera dalla mafia. Da ogni mafia!

Rina Brundu

dimatteo222

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